Bruce Springsteen compie 70 anni. Anima rock del sogno americano, simbolo di una gioventù delusa ma combattiva. Nato a Freehold, nel New Jersey, il 23 settembre 1949, cantautore atipico che ha saputo interpretare con la sua musica le crisi americane, dagli anni di Nixon al pantano vietnamita, alla tragedia delle Twin Towers.

La carriera discografica di Springsteen dura da più di 40 anni, dalla pubblicazione di “Greetings from Asbury Park, NJ” nel 1973 (Columbia Records). Ha pubblicato più di 18 album in studio, vinto 20 Grammy, un Oscar e un Tony, è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame, ha ricevuto un Kennedy Center Honor ed è stato nominato “Person of the Year” da MusiCares nel 2013.

La biografia “Born to Run” (pubblicata in Italia da Mondadori) e l’album che l’accompagnava, “Chapter and Verse”, sono usciti nel settembre del 2016 e nello stesso anno Bruce è stato insignito anche della Medaglia presidenziale della libertà. Il The River tour del 2016 è stato nominato il “tour dell’anno” sia da Billboard che da Pollstar.
Dal suo storico spettacolo ‘Springsteen on Broadway’ che si è tenuto per 236 sere al Jujamcyn’s Walter Kerr Theatre dall’ottobre del 2017 al dicembre 2018 è stato tratto un album e uno speciale su NetFlix.

Questa estate è uscito “Western Stars”, il diciannovesimo disco della carriera di Springsteen, che porta la sua musica verso nuove direzioni, prendendo in parte ispirazione dai dischi pop della California del Sud tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70.

Nei tredici brani di “Western Stars” si ritrovano una vasta gamma di temi tipicamente americani: dalle autostrade immense agli spazi desertici, dal sentimento di isolamento a quello opposto di comunità, dalla stabilità di casa alla speranza che non svanisce mai.

Happy Birthday, Boss