I GIURO hanno seguito l’ISTINTO e noi li abbiamo intervistati

di Paola Pagni

GIURO è un progetto di musica intensa della band nata nelle campagne pontine. L’incontro tra Giammarco De Massimi e gli altri membri del gruppo ha dato la scintilla di partenza per una sinergia musicale, basata sulla sperimentazione di suoni e testi saturi di energia.

Il disco nuovo disco, ISTINTO, autoprodotto, contiene un lavoro lungo due anni: 8 tracce che la band ha già avuto modo di presentare in anteprima nei propri live.

Abbiamo scambiato qualche battuta con I Giuro, che ci hanno parlato di come si è sviluppato l’album, ma anche di cose decisamente curiose successe ai loro live.

Se volte scoprirle, leggete qui sotto:

Intervista ai GIURO

 Il vostro album di debutto ‘Istinto’ è finalmente disponibile. Raccontateci qualcosa sul processo creativo dietro questo progetto e su come avete affrontato la sua produzione autonoma.

Tutto è nato grazie a Lorenzo (chitarra) e Pierpaolo (batteria) che cercavano un cantante. Io (Giammarco) avevo alcune canzoni scritte e mezze arrangiate. Con l’aggiunta di Simone (synth) e Mario (basso), la formazione si è completata nel 2022. La sala prove, situata in un ex agriturismo immerso nella natura, è diventata il nostro rifugio creativo, permettendoci di affiatarci e di ispirarci attraverso il cambiamento delle stagioni. Abbiamo selezionato e sviluppato le tracce in ordine cronologico e dopo un anno di sperimentazioni, abbiamo affidato a VDSS la registrazione, il mix e il master. Le sessioni di registrazione erano immerse completamente nella natura, spesso in un B&B isolato che favoriva un’immersione totale nel processo creativo. La profonda empatia e sinergia tra noi hanno alimentato la nostra produttività e il desiderio di creare insieme.

 Le vostre canzoni sono dense di emozioni complesse e sfumate. Come riuscite a trasformare esperienze personali in brani così coinvolgenti e universali?

La scelta di un linguaggio criptico è intenzionale per rendere le esperienze personali accessibili e universali. Se raccontassi la realtà senza filtri, sarebbe più diretto ma meno affascinante. Attraverso il progetto ‘GIURO’, cerco di canalizzare le emozioni in modo costruttivo, trasformando sentimenti personali in esperienze con cui chiunque possa identificarsi e ritrovarsi.

Ogni traccia dell’album sembra un viaggio in sé. Quali sono le principali influenze sonore e tematiche che avete voluto esplorare e condividere con il vostro pubblico?

Le tematiche dell’album sono varie e riflettono una profonda esplorazione di relazioni personali e questioni umane, come in ‘Fortuna’ dove discutiamo una relazione malsana, o ‘Istinto’ che considera la condizione umana. Musicalmente, non ci siamo limitati a uno stile specifico, ma abbiamo incorporato un’ampia gamma di influenze. Questo ha creato un sound che è una sintesi delle nostre preferenze individuali, che spaziano attraverso vari generi e stili, dal jazz alle distorsioni elettroniche, permettendoci di spingere i confini del nostro espressionismo musicale

I vostri singoli hanno già attirato l’attenzione di molti. C’è stata una particolare canzone che vi ha sorpreso per il modo in cui è stata accolta dal pubblico o che ha una storia dietro alla sua creazione che vorreste condividere?

‘Roma (non mi chiederai più)’ è stata scritta per una coppia di amici che si era separata, immaginando che si dedicassero una strofa ciascuno. Col tempo, ho realizzato che il brano non riguardava solo loro, ma poteva resonare con molti. La frase “4 giorni a stagione Roma ha la sua atmosfera” è l’unico elemento veramente personale inserito nella canzone.

Giuro è un progetto musicale che nasce dalle campagne pontine. In che modo il vostro background influisce sulla vostra musica e sulle tematiche che affrontate nei vostri testi?

Le nostre tematiche orbitano principalmente attorno all’amore e al suo contrario. Non ci focalizziamo sul portare avanti un ‘background’ definito data la varietà di gusti e passati personali dei membri. L’obiettivo principale è toccare tematiche con cui il nostro pubblico possa sentirsi coinvolto e identificato, indipendentemente dalle specifiche esperienze personali.

Siete noti per la vostra capacità di mescolare diversi generi musicali. Come avete sviluppato questo approccio e quanto è importante per voi mantenere un equilibrio tra sperimentazione e coesione nel vostro sound?

Avere una sala prove tutta nostra ci ha permesso di passare numerose ore a sperimentare liberamente, sviluppando un sound che equilibra le influenze individuali con la coesione del gruppo. Questo ha creato un ambiente ideale per esplorare nuove sonorità e mantenere un equilibrio tra sperimentazione e armonia musicale.

Le vostre performance live hanno permesso al pubblico di assaporare in anteprima le tracce di ‘Istinto’. C’è una particolare esperienza o reazione del pubblico durante uno dei vostri concerti che vi ha colpito di più?

Un evento memorabile è stato durante il nostro primo live, quando un amico molto sbronzo ha fatto invasione di palco, celebrando la musica con grande entusiasmo e qualche urlo.

Un’altra volta, in un festival estivo, il pubblico ha acceso stelline di capodanno, creando un’atmosfera magica e inaspettata soprattutto perché dove le hanno trovate a Luglio???

A quanto pare quindi ai vostri concerti succede di tutto: non ci resta che venirvi a trovare live. A Presto!

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