I RUT! sono un trio sgangherato alternative rock nato a Milano nel 2022. La formazione è composta da:
Xina: voce principale, batteria, multipad
Inn: basso, voce
Gallo: chitarra, voce
In occasione dell’uscita del videoclip di HELLO F**K YOU! abbiamo voluto incontrarli per conoscere meglio i retroscena del brano, ma abbiamo scoperto molto di più! Ci hanno invitato nella sala prove e, non prima di stappare un prosecco con noi, ci hanno raccontato un po’ di tutto del loro modo di vivere la musica.
Benvenuti RUT! e grazie per il vostro tempo ( e per il prosecco). Cominciamo. Come nasce il trio?
Xina: Siamo un fantastico trio di sgangherati, ci chiamiamo RUT! e abbiamo cominciato questo progetto intorno al 2021. Durante il Covid io e Inn facevamo delle grandissime scappatelle in saletta, perché eravamo reduci da un altro progetto che avevamo insieme. Mentre tutto si dissolveva nel nulla e la gente non sapeva più cosa fare con la musica, noi abbiamo detto: “No, andiamo avanti, facciamo delle figate!”.
Inn: In realtà ci siamo conosciuti in fasi diverse, ma il punto di riferimento comune è stata Xina: una specie di Pippo Baudo per tutti e tre, il collante! Abbiamo iniziato a scrivere dei brani che non c’entravano quasi più niente con il progetto precedente e abbiamo capito che poteva essere qualcosa di nuovo, un altro tipo di evoluzione. Poi abbiamo trovato Gallo.Gallo: già, io sopporto e supporto con piacere queste ragazze
Ok, e cosa significa il vostro nome: RUT! ?
Xina: Ci sono tre spiegazioni a questa domanda. Ne diciamo una a testa. RUT! è esattamente il periodo di riproduzione dei mammiferi, tipo i cervi, è per quello che abbiamo un logo con dentro la sagoma di un cervo. Tra l’altro tutte le grafioche
Gallo: La seconda è l’acronimo di aRe yoU There, quindi “siete qui ? ci state ascoltando?”
Inn: infine c’è la terza spiegazione, che è la verità. Cioè non sapevamo come chiamarci e lei ha messo nella foto profilo di WhatsApp il suo gatto che si chiama RUT. Semplie e incisivo, ci è piaciuto.
Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di essere un trio? Ma sopratttutto come cambia il modo di riempire il palco con una formazione come la vostra? Visto che non c’è un vero e proprio frontman..
Gallo: Vantaggi: siamo facili da muovere e da spostarci. Siamo con una macchina, andiamo ovunque tutti e tre. Il palco, in realtà, lo gestisci anche meglio, a mio parere. Non sentiamo quel vuoto come potrebbe essere percepito da chi ci vede per la prima volta.
Inn: La batterista, Xina, è dietro, poi si rivela la scoperta: lei viene davanti, io scendo dal palco, il Gallo viene da me. Si crea un’interazione che ci viene spontanea, non è stato qualcosa di creato apposta. E penso che questa naturalezza sia apprezzata dal pubblico e quindi quel vuoto non c’è mai. Poi c’è sempre il synth, il pad, che ci accompagna anche negli spazi vuoti.
Xina: Esatto il pad elettronico che va a sostituire la batteria in alcuni brani, quindi usiamo dei suoni un po’ più elettronici. Io ho proprio bisogno di quella connessione col pubblico un po’ più da vicino perché sicuramente gli altri musicisti possono colmare quel vuoto, ma la presenza di un frontman che va davanti, che salta con le persone, quello è fondamentale. Gli svantaggi? costa tutto di più. Perché ci sono meno tasche da cui si possono tirare fuori gli investimenti.
Inn: Ci sono anche più sbattimenti: se lei è presa a organizzare, io devo fare il merch, lui magari è preso a dare una mano a lei e così via. Quindi dobbiamo darci tanto da fare e a volte si fa fatica . Ma per quanto riguarda il palco, noi ci divertiamo un casino così.
Xina: Forse l’unico altro svantaggio è che, vabbè, è ovvio: una band magari sono dieci elementi e hai un suono molto più pieno. In tre vuol dire che hai due strumenti melodici/armonici, la batteria che detiene tutto e la voce. Però di fatto noi abbiamo tre voci e ce la giochiamo bene.
Cantate in inglese, come vi trovate con questa scelta?
Xina: Scrivere i testi in inglese è stata una scelta totalmente spontanea, proprio perché gli artisti che ascoltiamo principalmente sono internazionali e riteniamo che, per poter avere un riscontro più grande, farci ascoltare da più persone,in tutto il mondo, l’inglese sia un po’ la lingua perfetta per il genere che facciamo noi.
Gallo: poi anche il suono, il suono della parola inglese, che col nostro genere, diciamo che, sì, sta meglio. Nulla voglia l’italiano, che a me piace tantissimo come lingua, ma anche come musica in generale. Però l’inglese, in un genere così, suona decisamente meglio.
Parliamo invece di HELLO F**K YOU e del videoclip. Questa canzone di cosa parla?
Xina: Di fatto è una revenge song, così la definiamo. Per farla breve una persona si è palesata proponendosi di diventare il nostro manager, gestendoci date e situazioni molto interessanti. Quando sei una band che fa pezzi propri e siete in tre, bisogna pesare sempre tutto. Quindi, quando succede qualcosa del genere, ci credi molto. Poi, a un certo punto, è sparito. Puff, nel nulla. Niente più risposte alle chiamate, niente più messaggi.
Inn: Quindi abbiamo deciso di canalizzare il nostro odio e creare una canzone, trasformandolo in arte invece di dover picchiare qualcuno. Poi abbiamo materializzato questa canzone in un videoclip che vi invitiamo ad andare vedere e non diremo niente per non spoilerare. Nel videoclip Gallo è meno protagonista semplicemente perche la canzone era stata composta con il suo predecessore quindi per rispetto del suo lavoro abbiamo fatto questa scelta.
Come genere cosa vi sentite di portare?
Xina: Secondo me qualcosa di nostalgico c’è nel nostro sound, perché ti riporta un po’ agli anni ’90. Ed è abbastanza naturale che certe sonorità vengano fuori essendo noi degli anni ’90. Prendiamo ispirazione da band come Garbage, Queens of the Stone Age, Kyuss e Nirvana. Infatti durante i concerti facciamo anche delle cover dei Nirvana e dei Cardigans, che ci piacciono tantissimo.
Inn: Allo stesso tempo, però, cerchiamo di portare qualcosa di nuovo e contemporaneo. I nostri ascolti sono andati avanti nel tempo e, in questo periodo, per esempio, mi sto ispirando tantissimo ad artiste come Lola Young e Cavetown. Quindi c’è sempre questa contemporaneità che parte dal passato, ma arriva nel presente.
Forse la nostra caratteristica è proprio il modo in cui portiamo tutto questo sul palco. Non so come contestualizzarlo a livello di annata, però siamo molto “qui e ora”. Tutti ci dicono che quando vengono ai nostri concerti trovano uno show completo, che ti coinvolge e ti tira dentro.
Xina:Anche nei testi ci sono temi che in qualche modo si avvicinano a questa idea. Per esempio “Hate Is for Suckers” riprende, anche ironicamente, il titolo “Love Is for Suckers” dei Twisted Sister. L’idea è che l’odio puoi canalizzarlo e trasformarlo in arte, ma poi devi lasciarlo andare, perché altrimenti alimenta altro odio.Quindi prendi quella rabbia e la trasformi in energia positiva: ci ridi sopra, stai insieme, ti diverti. Alla fine è questo che dovrebbe fare la musica.
Quindi adesso cosa dobbiamo aspettarci dai RUT! ?
Il futuro dei RAT è sicuramente quello di comporre nuove canzoni e suonare il più possibile in giro, il più lontano e il più vicino possibile. Ovunque. Sì, infatti stiamo costruendo un nuovo disco che dovrebbe uscire verso aprile dell’anno prossimo, tra aprile e maggio. Quindi niente: preparate le orecchie, perché arriverà nuova musica, fresca fresca.
Finally dandy with the me inside