Il 17 giugno è stata rilasciata la nuova canzone di Madame, giovanissima rapper (leggi qui l’intervista) che, seppur solo al suo terzo singolo ufficiale, ha già indirizzato su di sè i riflettori della scena rap italiana, tanto da ritrovarsi in mano un contratto con la Sugar.

Il titolo è “17”, ed è da considerarsi uno dei pezzi più coraggiosi da tanto tempo a questa parte.
Nell’ultimo periodo il mondo del rap femminile ha acquisito una forte visibilità, ma c’è una voce fuori dal coro che urla dall’interno, e fa crollare tutti i castelli di carte costruiti nel rap game.
“17” è un brano crudo, schietto, a tratti cinico: è la dichiarazione di consapevolezza di (o della) Madame, che sa bene di essere non solo un personaggio, ma un’artista che in quanto tale non si piega a riciclare i clichè che rendono il rap (ancor di più quello femminile) oggetto di quesiti sulla moralità di alcuni comportamenti e stereotipi.
Diciamocelo chiaramente, siamo abituati a rapper donne che ostentano criminalità, narcisismo, che dedicano all’aspetto esteriore tutte quelle canzoni in cui non possono parlare della loro interiorità, forse perchè vuote.
Attenzione, ognuno è libero di fare ciò che vuole, soprattutto in un campo come l’arte dove la libertà di parola è alla base del meccanismo, ma quando un’intera scena si atteggia da malavitosa iniziano i primi dubbi sulla realtà dei fatti: davvero tutte le rapper sono criminali?
Il linguaggio crudo non scende a compromessi per esporre il suo messaggio.

“C’è un distacco fenomenale tra me e tutte quelle puttane / non la do per dare / quanta strada devi fare per vedermi in mutande / con lei no”,

è così che parte in quinta la voce di Madame, escludendosi da una scena in cui il sesso “non è arte, è solo pane per fanatici”, ossia un qualcosa di atto a vendere, venendo privato di quelle emozioni che lo rendono un’esperienza.
Non c’è amore nel sesso, nè alcun altro tipo di coinvolgimento sentimentale tra due persone, è solo un argomento per attirare quanti più ascoltatori possibili, smascherando il mondo e mostrando la sua faccia priva di espressioni, interessata solo al valore che la massa associa al sesso.
Ed è qui il centro della canzone: non è solo un insieme di rapper ad utilizzare il sesso per vendere, ma è anche un pubblico che non s’interessa ad altro.
Perchè a volte dimentichiamo che siamo noi ascoltatori a dare ai cantanti la possibilità di rendere la musica un lavoro, siamo noi a dare la fama, salvo poi chiederci come faccia a diventare famosa certa gente.
È quindi anche nostra la colpa del maschilismo che dilaga nelle strade dell’arte, siamo noi da biasimare se in un mondo di maschi rendiamo le donne maschiacci.
Eppure la Madame è questo, un maschiaccio con un cuore, o forse solo la ragazza di cui avevamo bisogno.
Lancia un messaggio: la musica di oggi è senza messaggi, ed è ora che chi ne ha colpa si assuma la sua responsabilità.
Lei, ormai, ha fatto capire qual è il suo stampo stilistico, cos’è che la caratterizza, ed ora utilizza questo stile per far capire un’altra cosa: che è donna, ma con ha due coglioni sotto che molti miei amici maschietti possono solo sognare.
Questa canzone non è solo il suo terzo singolo, dopo il primo Sciccherie, ma è anche un buon motivo per aspettare il quarto.