Il mondo della musica è intimamente legato alla nascita di vere e proprie leggende contemporanee, anche a causa dei tragici drammi che hanno posto fine a artisti indimenticabili, lasciandoli ascendere ad un metaforico quanto reale Olimpo. Da Freddie Mercury a Elvis Presley, da John Lennon a Kurt Cobain: se la fine è parte del viaggio, la prematura scomparsa ha rappresentato una vera e propria divinizzazione. Questa premessa è necessaria per parlare degli Alice in Chains, band che insieme ai Nirvana, Pearl Jam e Soundgarden ha rappresentato i Quattro Grandi del Grunge, in quella che è stata l’ultima era d’oro del rock. Giuseppe Ciotta ha deciso di realizzare la prima biografia in italiano, portando al pubblico del Belpaese un volume in grado di mostrare sotto una nuova e più approfondita luce la storia del gruppo, funestata dalla scomparsa del frontman Layne Staley e dal bassista/fondatore Mike Starr.

alice in chains

L’autore porta sulla carta stampata la propria personale ricerca, utilizzando un occhio analitico quanto preciso nel ricostruire e riordinare fonti e testimonianze raccolte nel suo viaggio negli Stati Uniti, da Seattle a Los Angeles. Il risultato è un corposo volume in grado di superare le 300 pagine, condendo la biografia con aneddoti e curiosità imperdibili per i fan di ieri e di oggi.

Un deciso punto in più è dato dall’attenzione di Ciotta per i molti elementi che hanno costituito la vita della band, passando dalla ricerca di luoghi che ne hanno segnato la vita, cercando magazine, tv, radio e qualsiasi altro elemento abbia rappresentato una traccia dell’eredità del gruppo.

Leggere In Catene significa essere catapultati in un mondo pienamente ricostruito, in un punto di vista tanto interno da risultare impressionante. La sensazione è quella di poter vivere (o rivivere) quei magici anni ‘90 che videro il successo globale per gli Alice in Chains.

In libreria per Chinaski Edizioni.