VASCO LIVE fa il pienone al San Siro di Milano – Gallery

di Redazione Web

7 volte San Siro è un evento, anzi … 7 concerti di fila per VASCO LIVE.
Vasco non poteva che stabilire un record di presenze con l’appuntamento al Meazza, dal 7 al 20 giugno; la più lunga residency alla Scala del Rock, 7 concerti 7 di fila, 7 sold out da mesi, polverizzati circa 400.000 biglietti, solo su Milano.

Con i Magnifici 7 del 2024 sono 36 le volte che Vasco ha “posseduto” lo stadio milanese, dal 1990 a oggi (escluso l’Ippodromo La Maura, 2022) per oltre 2Milioni e mezzo spettatori. Irraggiungibile.
L’equivalente, diciamo, di 36 scudetti e… 3 stelle… o pensiamo a una torre di babele, alta 36 San Siro uno sopra l’altro.

GALLERY A CURA DI GAETANO PASSARELLI

VASCO LIVE

Il “never ending” tour per stadi, che lo reclamano di anno in anno, con “lo spettacolo rock più potente e
emozionante al mondo“, innovato alla situazione del momento.
Il resoconto in pratica di umori e tendenze, di “come stiamo”, concentrato dentro una trentina di canzoni, “quelle giuste” per il racconto che vuole fare, e allo stesso tempo, “che le rappresentano tutte.”

Emozionante, presente, mai ripetitivo, quasi necessario.

Si inizia con i primi tre brani, scritti in periodi diversi, ma caratterizzati dalla stessa ironia feroce: “Blasco Rossi”, “Asilo republic” e “Gli spari sopra”.

Testi dallo stretto rapporto con il presente: la prima contro il pregiudizio che genera odio per il diverso, e il mondo della comunicazione. Contro il potere, la seconda, che risolve i problemi con manganelli e limitazione della libertà e la terza, una dedica a tutti i farabutti che governano questo mondo.

Usa la bussola dell’audacia 24 pezzi + un medley di 7:

Più di due ore e mezza (non dura mai meno un concerto di vascorossi) che volano via, un tiro bestiale e ballad come “Jenny”, la prima donna, a sorpresa e post rock, che torna con la sua grande attualità (il pregiudizio sulla depressione, la sofferenza che nessuno vuole vedere, la solitudine) e con lei “Sally” …senti che bel rumore…
Si cambia e si cresce nella vita, si diventa ciò che si vuole grazie a “Gli sbagli che fai” (new song, la colonna sonora della serie di Netflix (“Il Supervissuto”).

La set list 2024 è una delle più sorprendenti e inaspettate degli anni recenti. Un concerto “duro e puro”, che esplora “gli estremi” della poetica e del sound Vasco: da un lato, le canzoni più rock, con i testi legati al sociale (che riscoperta “Basta poco”), perfetta fotografia del presente che stiamo vivendo; dall’altro le ballate, struggenti e senza tempo, alcune delle quali non eseguite da molti anni: “Quanti anni hai”, fu l’apertura del primo Imola, ’98. Tornano in veste rock “Vivere senza te” (da “Liberi liberi”) e l’ironica “Come stai” (“Buoni o cattivi”).

Dagli anni ’80 spunta “Bollicine”, la coca-cola non sembra essere passata di moda ancora con le sue bollicine… e la pubblicità è sempre ingannevole. Spazio ai fiati, “Domenicalunatica” e fine primo tempo.

Mentre ci si sfoga in un grido di rabbia, l’onda rock cresce a un ritmo senza tregua, i battiti del cuore accelerano in immancabili momenti di divertimento (“Rewind”) ed ecco che Vasco “ti strappa il cuore dal petto”, per le emozioni più profonde e intense.

SECONDO TEMPO

Un gran bel film” apre il secondo tempo e lo è davvero la successione di canzoni, da “C’è chi dice no”, “Gli Angeli”, “La fine del millennio”.

Il Medley: una parentesi di venti minuti, dedicata alle donne, l’altra metà del cielo. Ma sono brividi per tutti con le più inattese e per questo sorprendenti: “La Strega”, “Cosa vuoi da me”, ”Vuoi star ferma”, “Tu vuoi da me qualcosa”, “Occhi blu”, “Incredibile romantica”, “Ridere di te”.

Un gran bel viaggio negli album: “Non siamo mica gli americani”, “C’è chi dice no”, ”Gli spari sopra”, “Buoni o Cattivi” e “Stupido Hotel”.

A chiudere: “Il mondo che vorrei”: ”siamo ancora quelli delle grandi illusioni, siamo consapevoli di non aver cambiato il mondo ma almeno abbiamo cambiato noi stessi. Siamo musicisti, non cambiamo il mondo, al massimo lo raccontiamo”.

Potrebbe bastare fino a qui, e invece si vola di nuovo sulle ali dell’emozione con “Dillo alla luna”. Un sogno l’introduzione, la magia del multiscreen che tramuta il luccichio in un cielo, con le costellazioni, dei paesaggi fantascientifici e la luna, da cui escono le parole delle canzoni. Immersivo, con avvolgente effetto 3D.

Finale esplosivo con “Se ti potessi dire”, “Siamo solo noi”, “Vita spericolata” e “Canzone”, versione intera.
Fuochi d’artificio e coriandoli che piovono dal cielo per “Albachiara”.
Ha provato una volta a non farla …non se ne andava via nessuno.

Un concerto è così compatto che arriva come un unico discorso, sintetico e potente, duro, perché la realtà va guardata in faccia, ma ci si può immergere nella malinconia più profonda, senza paura di farsi male.

VASCO LIVE A MILANO

Con il Meazza il legame è indissolubile. La prima volta il 10 luglio 1990 e via via negli anni aumentando, da due nel ’95, a 3 nel 2003, poi quattro 2011 e 2014, fino 6 volte, nel 2019.
Sono sfide che solo lui si può permettere, quest’anno batte il suo stesso record con 7 concerti (e ce ne stava ancora…). Prima di lui nessuno.

Un onore ricevere in premio dal Sindaco Beppe Sala, la Pergamena di Milano (il 5 giugno), alla quale si aggiungerà (venerdì 7 giugno) un riconoscimento da parte della regione Lombardia, consegnato dal Presidente Fontana.

A Milano la prima volta ci venne nel 1975, per acquistare un trasmettitore (da Radio Milano International), per la radio che aveva fondato lui a Zocca, la mitica “Punto Radio”. Poi per la sua prima casa discografica nazionale, la Saar, che aveva sede in zona San Vittore, proprio di fronte al carcere.

In seguito saranno le zone del Garibaldi e Piazza della Repubblica, dove aveva sede la Kono Music di Enrico Rovelli, quello che, dopo il clamoroso successo del tour “Liberi liberi” lo tentò con la proposta di fare un concerto a Sansiro.

Una scommessa calcolata: “Fronte del Palco” fu la consacrazione, il Meazza con il terzo anello appena costruito, era pieno all’inverosimile, 75.000 accalcati (allora non c’erano regole di capienza).

Milano è anche “famiglia”, quella della milanesissima moglie Laura.

LA BAND, LA MIGLIORE AL MONDO

Vince Pastano: direzione musicale e chitarre – Stef Burns: chitarra – Antonello D’Urso: chitarra acustica, programmazione e cori – Andrea Torresani: basso e cori – Alberto Rocchetti: tastiere e cori – Donald Renda: batteria – Andrea Ferrario: sax – Tiziano Bianchi: tromba – Roberto Solimando: trombone – Roberta Montanari: cori – solita guest star Claudio Golinelli, Il gallo: basso

Il tour prosegue a Bari, per quattro imperdibili date.

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