Con LA SAD nel backstage del FILAGOSTO: l’odio all’italiana

di Marianna Grechi

Anche quest’estate stiamo partecipando con entusiasmo al FILAGOSTO, il festival della bassa bergamasca che quest’anno compie 21 anni, portati alla grande! Dopo la serata di apertura con i Funky Lemonade e la performance bomba di Rancore nella seconda data, è stato il turno del punk e noi non potevamo certo mancare.

Protagonisti della terza serata del FILAGOSTO sono stati LA SAD. Il trio emo punk sta spopolando tra la gen Z e si sta facendo letteralmente carico di rappresentare il ritorno dell’ondata punk nella scena musicale italiana. Theo, Plant e Fiks hanno unito i loro percorsi artistici nel 2020 formando LA SAD.
Tra loro è stata subito intesa. La stessa visione cinica e depressa della vita e la loro attitudine punk li ha portati a diventare un vero e proprio cane a tre teste da palcoscenico. Dei veri generatori di pogo.

Ieri pomeriggio, sono scivolata nel backstage dopo il soundcheck per incontrare Theo, Fiks e Plant e abbiamo chiacchierato…un po’ di tutto, ma soprattutto della missione de LA SAD. Non sapendo che piega potesse prendere la conversazione con soggetti del loro calibro, per iniziare ho tastato il terreno con una domanda di rito molto sobria:

Ciao ragazzi! Com’è andato il soundcheck?

Fiks: Da porno. Abbiamo testato dove saltare in modo da spaccare il meno possibile stasera.

Theo: Sì, esatto abbiamo capito i punti forti del palco

Cominciamo bene, penso. Allora cambio approccio e provo ad affrontarli uno per volta.

Plant, tu sei giovanissimo...

Fiks: Subito con una domanda sull’età, siamo delle signore noi…

Theo: Davvero, ci vuole un po’ di tatto

Vero, scusate, ma mi chiedevo: il concetto de LA SAD ruota intorno al dolore che voi esprimete sottoforma di rabbia ma cercando di trasformarla in forza, considerando la vostra differenza d’età come può essere la sofferenza di un coetaneo di Plant uguale a quella della generazione di Fiks e Theo?

Plant: ma in realtà, è proprio questo il bello, che non è per niente uguale. Nei nostri testi si sente che raccontiamo storie diverse e da diversi punti di vista. La differenza d’età è una componente bomba, forse io rispecchio più certi aspetti mentre Fiks e Theo altri. Ma la connessione tra noi è stata spontanea, io credo che certe intese vadano oltre questo tipo di parametri.

Fiks: Esatto, ci filtriamo l’uno con l’altro. La visione de LA SAD è universale perchè ognuno di noi si aiuta con l’altro nella scrittura della musica.

Theo: Sì, aggiungo che il feeling tra noi c’è stato proprio da subito, come una questione di anima.

Theo ieri ha postato delle stories nelle quali risponde alle critiche di chi dice che utilizzare l’autotune non faccia di un artista un vero artista con talento. Nello specifico hai voluto dimostrare come l’autotune non stravolga le capacità vocali, ma sia solo uno strumento in più. Ecco secondo voi perchè le vecchie generazioni ci odiano così tanto per questa storia dell’autotune?

Theo: Perchè non riescono a capirla. Molte persone poi si ancorano a un solo genere. Magari l’unico che hanno ascoltato nella loro vita e non accettano nulla che sia diverso da quello.

Fiks: Si ha sempre paura del nuovo, soprattutto in Italia. Si punta sempre su cose vecchie, già viste ma che si sa che funzionano. Si copia sempre dall’americano che fa qualcosa di nuovo, per esempio, ma mai che facciamo qualcosa di nuovo noi.

Plant: Comunque è sempre stato così. I nostri genitori erano criticati dalle generazioni precedenti e via dicendo.

LA SAD ha degli haters? So che la risposta è “sì” ma chi è l’hater medio de LA SAD?

Theo: Sì esatto ne siamo pieni. Ma ti garantisco che è impossibile farne un ritratto medio. Vanno dai 13 ai 50. Anche la figura dell’hater è una cosa senza parametri, non c’entra un cazzo l’età. Nasci hater, è un atteggiamento che nasce con te. Io non ho mai fatto l’hater in vita mia, è una cosa che non ho.

Fiks: Esatto, poi ha troppe sfaccettature la figura dell’hater, in generale come tratti comuni direi che fuma poche canne e scopa poco…scherzo, non dovrei dirlo questo.

Plant: Ci sono anche quegli haters che sono persone che non ce l’hanno fatta con punk per esempio, ma quella è un’altra questione.

Il feat. con NASKA per SUMMERSAD 4 come è andato? Vi siete trovati subito bene con Diego? Non l’avete sentita come una forzatura dei vostri manager?

Fiks: Zero, poi Diego lo conosciamo da una vita.

Theo: Sì esatto Diego è sempre stato con noi, fin dagli inizi de LA SAD. Il feat. era da fare da sempre solo che all’inizio lui era impegnato con il suo disco e noi con il nostro. Volevamo sviluppare due linee stilistiche diverse e riconoscibili e la fusione è arrivata solo ora ma è stato il momento perfetto. Avessimo fatto prima il feat. non sarebbe stata la stessa cosa.

Plant: In SUMMERSAD 4 parliamo di quel periodo che ci ha legati, dove ci eravamo appena trasferiti a Milano tutti e 4. E stavamo una merda, ma ci vedevamo quasi ogni giorno.

So che puntate tantissimo sull’estero perchè dite che fuori dall’Italia c’è più apertura verso questo genere…

Theo: È così.

Fiks: L’abbiamo proprio toccato con mano ai festival internazionali a cui abbiamo partecipato.

Però se rappresentate insieme a Diego NASKA il ritorno del punk nella scena italiana, non vorreste concentrarvi più in questa direzione?

Plant: Certo, ma una cosa non esclude l’altra. Per esempio, ci piacerebbe fare dei pezzi con artisti da fuori, stare all’estero e poi tornare. Questo non vuol dire rinnegare, anzi vuol dire portare l’Italia fuori e rappresentarla.

Fiks: Il punto è che l’Italia ci sta strettissima, purtroppo. Dico purtroppo perchè abbiamo proprio constatato che apertura mentale in Italia ce n’è poca. O meglio c’è, ma per il genere che va in quel momento, se è moda. Ma come dice Plantino, una cosa non esclude l’altra. Basti pensare ai Maneskin, conosciuti in tutto il mondo, ma tutti sanno che sono italiani.
A noi interessa più l’internazionalità, ci sentiamo più riconosciuti.

Theo: ovvio che ci piacerebbe andare sempre più big, fare un San Siro, chi non lo vorrebbe?

Quindi volete spargere LA SAD a macchia d’olio, non restare di nicchia..

Plant: Odio, quando ci criticano per questo. Ci sono dei veri bimbisad che ci seguono dal giorno 0 che ci difendono contro quelli che odiano che siamo riusciti ad uscire dalla bolla.

Theo: Questa cosa della nicchia, è una cazzata. Anche da fan devi solo essere contento che una band esploda, perchè così avrà anche più mezzi per fare buona musica e farsi conoscere.

Fiks: Sì, anche perchè il nostro progetto va visto in una prospettiva più ampia: vogliamo cambiare le mentalità Quindi a più persone arriviamo e più il messaggio si diffonde.

Va bene, ragazzi allora speriamo di farcela, magari ne riparliamo tra un anno. Intanto, buon concerto!

Buon concerto a te, da LA SIEEEEEEED!

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