Intervista ai ROS: da X Factor a Sanremo, ora quel che manca di più è un palco qualunque

di Leslie Fadlon

L’Ultima Volta è il nuovo singolo dei ROS, Camilla Lorenzo e Kevin, il power trio che, dopo essersi fatto notare a X Factor Italia 2017 (semifinalisti), ha proseguito la sua collaborazione con Manuel Agnelli e l’agenzia Vertigo, calcando anche palchi importanti, per poi chiudersi in studio a lavoro sul primo disco, anticipato da questo pezzo energico e provocatorio, coprodotto da Andrea Pachetti e Divi dei Ministri.
É un brano di rottura, che si appropria delle sonorità contemporanee e le rielabora in un codice originale, dalle sfumature rosso fluo. Esprime la necessità di mettersi a nudo, l’urgenza di “suonare forte” e di lasciarsi andare senza paura di osare. L’ultima volta è la fine di qualcosa e il suo stesso inizio, il principio di un percorso nuovo in cui i ROS vogliono raccontarsi fino in fondo senza filtri.
Il singolo attinge dal garage rock con influenze indie pop e alternative per trovare la propria dimensione nella musica in italiano, muovendosi tra ironia e visceralità, speranza e cinismo, passato e futuro. La musica dei ROS stringe con una mano gli anni Novanta e con l’altra il 2021 costruendo un ponte tutto suo. Nel pezzo l’attitudine punk e la voce graffiante e sensuale di Camilla incontrano metriche serrate e tessiture ritmiche intriganti, coinvolgendo in una marcia circolare, a cui si prende parte quasi senza accorgersene fino a esplodere in un ritornello festoso che non vuole prendersi troppo sul serio e che si apre alla voglia di ballare.
Il brano ha il vestito di una canzone leggera ma con un sotto testo disincantato e consapevole: Nasco, Cresco, Esplodo, Muoio. E poi ci riprovo, in un loop infernale che disegna il caos della realtà dentro il quale, alla fine, accettiamo di esistere. E di ridere. I ROS sono disillusi, consapevoli e lucidi. Non hanno paura di provocare e si divertono nel farlo e nel tracciare una direzione spiazzante che un po’ si prende in giro e un po’ no.

Abbiamo fatto un Casino è un po’ il riassunto di tutto. – raccontano. Ma cos’è la musica, se non provare a dare forma alla confusione creando altra confusione? L’Ultima Volta è voglia di riprovarci ogni giorno, un po’ più consapevoli del giorno prima. La voglia di scherzare ma anche di dire la verità. La nostalgia di suonare forte e l’urgenza di sperimentare, mischiando mondi e idee, senza paura di “fare un casino”, appunto. E’ la fine di una parte di noi e l’inizio di qualcos’altro, un racconto che capitolo dopo capitolo vi butteremo là e in cui forse, se avrete voglia di leggerlo, ritroverete anche qualcosa di vostro. O forse no, ma che importa? E’ come quando dici che non lo fai più ma non ci credi neanche tu, perché in fondo è più forte di te, talmente forte che ti fa ridere. Per noi L’Ultima Volta è questo. E lo stesso titolo è un controsenso che ci piace. 

Ne abbiamo parlato con i ROS in quest’intervista, buona lettura!

L’intervista ai ROS

Ciao ragazzi, come nasce il nuovo singolo L’Ultima Volta?

Ciao. Un po’ come tutto: “nasce, cresce, esplode, muore”. Senza un apparente motivo, è arrivata e si è presa gioco di noi

Quali sono i messaggi che volete veicolare con il brano?

Non si può avere il controllo di tutto, e anche quando pensiamo di averlo forse è tutto uno scherzo. Se la realtà ti prende in giro, l’unica cosa che puoi fare è ballare con lei.

Alla produzione con voi ci sono Andrea Pachetti e Divi dei Ministri; come è avvenuto l’incontro con loro?

Abbiamo chiesto su Instagram a Divi se volesse lavorare con noi e ha detto di sì. Con Pachetti siamo entrati in contatto poco tempo dopo, sentivamo che i suoi gusti potessero incontrare i nostri. Si è creata una grande intesa, quello che noi chiamiamo il “cerchio di fuoco”: difficile entrarci ma anche uscirne. Il pass è una buona dose di follia (ridono).

Quali sono i vostri ricordi più belli legati ad X Factor Italia 2017?

I brividi dei live. Le grida del pubblico. Manuel Agnelli.

Personalmente vi ho potuti ammirare come opening al concerto #AFTERHOURS30 presso il Mediolanum Forum nel 2018, com’è stato per voi?

Al momento il concerto più bello mai fatto. Non abbiamo capito niente, solo che eravamo felici e che non desideravamo altro.

ros

E ci sono altri palchi calcati che resteranno memorabili nella vostra memoria?

L’Ippodromo di San Siro con Marilyn Manson, Verona con gli A Perfect Circle, ma anche e soprattutto i piccoli club pieni di gente che ha voglia di divertirsi quanto noi. Quelli ci scaldano il cuore.

Qual è invece il prossimo palco su cui vorreste salire?

Uno qualsiasi, ci basta suonare.

Nella vostra carriera non è mancata la partecipazione a Sanremo Giovani. Com’è stato?

Una bella esperienza, ma la TV ci ha un po’ rotto. Meno fondotinta, più sudore.

Che tipo di impatto ha avuto quest’anno pandemico sulla vostra produttività artistica?

Ci siamo chiusi in studio a fare il disco, non potevamo fare altro. Abbiamo costruito una nostra dimensione dove creare ci ha salvati. Qualsiasi cosa accada, non faremo mai a meno di tutto questo.

Quali sono i vostri prossimi progetti?

Fare uscire il nostro disco. Poi suonare, suonare e… suonare.

Cosa sperate per la ripresa della musica?

Che possa tornare ad essere presto quella che è veramente, un’arte che non vuole filtri.

Infine, come possiamo seguirvi?

In tutti i social del caso, ma soprattutto ai nostri concerti. Torniamo presto a fare casino, tenetevi pronti.

0

Potrebbe interessarti