MINISTRI: “CRONACA NERA E MUSICA LEGGERA”, LA RECENSIONE

di Leslie Fadlon

Esce oggi 14 maggio il nuovissimo e attesissimo EP dei MINISTRI, “CRONACA NERA E MUSICA LEGGERA”, ovvero quattro brani crudi e crudeli, nella loro squisita impronta rock. La band capitanata da Davide “Divi” Autelitano sceglie questi brani e torna con tutta la forza che la loro musica ha sempre regalato, dandoci uno schiaffo emotivo e coinvolgente come i loro concerti. Lo fa dopo l’anticipazione data attraverso il singolo – e il videoclip – di “Peggio di Niente”, un brano vorticoso e potente dedicato al vuoto che ci si è delineato davanti, in questi ultimi anni. Basta dare uno sguardo alle copertine dei brani per capire che l’estetica di “Cronaca nera e musica leggera” è un omaggio alle collane Einaudi (precisamente Piccola Biblioteca Einaudi e Nuovo Politecnico), rese indimenticabili dal progetto grafico di Bruno Munari.  E come a voler battezzare nel migliore dei modi un lavoro discografico che apre un capitolo nuovo per la band, ecco l’approvazione della stessa Einaudi: una benedizione importante, che segna una linea di unione tra generazioni diverse ma unite ancora dalla voglia di parlare a tutti, senza distinzioni. E come si intende dalle fotografie promozionali, i Ministri hanno cambiato anche veste. Lo hanno fatto dopo 15 anni sulle scene, facendo chiudere un capitolo e aprendone un altro. La band si è affidata a Nicolò Cerioni e alla sua arte per nuovi abiti di scena – una piccola tradizione della band, cominciata nel 2006 con delle indimenticabili giacche napoleoniche, che li ha resi delle icone del rock in Italia anche nello stile.

“Cronaca nera e musica leggera ci suonava già dal titolo come una sorta di saggio mai scritto. Tra le altre cose, parla di confusione e di crisi dei saperi, della progressiva scomparsa di una qualche verità condivisa. I saggi Einaudi sono stati la quinta essenza della nostra infanzia, i libri dei grandi, e i loro quadrati erano il simbolo di un sapere con la S maiuscola, moderno ma autorevole. E, in più, elegantissimo. Omaggiarle è un modo per rivederle, farle rivedere e in qualche modo trovare conforto.”

I Ministri

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“Cronaca nera e musica leggera” – Il disco

La prima traccia è la già citata “Peggio di Niente”, che disegna visioni da un incubo che è purtroppo sempre più simile alla realtà. Mentre si richiama De Andrè cantando tra le strofe ‘’Ho visto Nina volare”, a scene simili si affiancano quelle in cui il protagonista del brano vede “gente bestiale calpestare altra gente’’ e vede un buio in grado di fagocitare l’intera realtà. La seconda traccia di “Cronaca nera e musica leggera” è la splendida “Bagnini”, presi come metafora di chi pensa di aver capito la vita (o meglio il mare) mentre si affacciano ad un nuovo disastro. La società che ci circonda non fa altro che darci imperativi, ma dentro di noi, vorremmo solo smettere di lottare, come i bagnini che sperano di poter restare a guardare il mare. “Inferno” è un’altra canzone rock affilata e profonda e tratta il tema della rassegnazione, che ci costringe ad attendere qualcosa che ci spinga a prendere quel respiro profondo utile prima di decidere di ‘’andare tutti all’inferno’’. Questi brani mettono le basi per un percorso diverso e nuovo per i Ministri, cercando di fare ordine tra le voci che arrivano da dentro, dalla parte più profonda e vera dell’io, e quelle che invece, da fuori, assillano, stordiscono e deprimono. Ne deriva una spinta, e la voglia di farci reagire, come un pugno nello stomaco o come un’esortazione al domani. A chiudere l’Ep c’è la sua title track, “Cronaca nera e musica leggera“: roboante, violenta, perfida, meravigliosa. Autelitano, Dragogna ed Esposito mettono su un sottofondo pieno di virtuosismi alternative rock un testo che descrive la difficoltà di essere giovani nel 2021: la cronaca nera, legata ad un mondo alla deriva, si mescola alla musica leggera, intesa anche come l’effimero dei clichè e delle convenzioni sociali. Ci troviamo così incastrati dentro ‘’un funerale a primavera’’, lugubre ma contornato da mille colori che vorrebbero spingerci ad essere artificialmente felici. Contrastanti ma conviventi ci sono i social e le apparenze ed un futuro difficile anche solo da immaginare. E quello cui ci esortano i Ministri, quindi, è continuare a combattere. Sicuramente ascoltando buona musica, come quella contenuta in questo strabiliante EP.

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