Boreale: ho provato a scrivere in maniera più leggera

di Giulia Marcuzzi

Dal 14 gennaio è disponibile su tutte le piattaforme digitali “622”, l’EP d’esordio di Boreale che arriva dopo “Tienila stretta questa felicità”, brano capace di superare il milione di stream su Spotify.

“622”, registrato e mixato allo StudioNero di Roma e prodotto da Marta Venturini, è un EP di cinque tracce che racconta e racchiude tutti i seicentoventidue giorni di Boreale, dall’uscita del primo singolo a oggi.

Noi abbiamo raggiunto Boreale, al secolo Alessandro Morini per farcelo raccontare…

Alessandro, raccontaci un po’ la tua evoluzione artistica di questi 622 giorni. In che modo è cambiato il tuo approccio alla scrittura delle nuove canzoni? 

Diciamo per prima cosa che nell’ultimo periodo purtroppo o per fortuna ho avuto molto più tempo da dedicare alle nuove canzoni. Avendo più tempo ho provato, per alcune di loro, a capire e studiare bene in maniera meticolosa ogni piccolo particolare per quanto riguarda l’aspetto diciamo più tecnico e musicale legato all’arrangiamento e ai suoni, mentre per quanto riguarda i testi ho provato a scrivere in maniera più leggera per dare un peso minore a questo periodo non troppo brillante.


In questo periodo così particolare, quali sono le consapevolezze che hai acquisito? 

Le consapevolezze cambiano di continuo, a volte sei sicuro di essere al corrente di determinate cose e poi ti rendi conto invece di non averci capito niente, però forse dopo questo periodo l’unica cosa che posso dire è che non parlo più di tanto del futuro, o meglio mi preoccupa meno questo fatidico futuro e ho iniziato ad apprezzare e cogliere gli aspetti positivi dalle cose più semplici della vita.


Qual è il messaggio che vuoi trasmettere ai tuoi ascoltatori?

Come dicevo precedentemente ho provato ad essere sicuramente più leggero e ho provato anche a raccontare le mie storie sentimentali negative e positive, provando alcune volte a dare anche dei consigli 😀 sperando qualcuno possa ricavarne qualcosa di buono.


Hai un “posto giusto” per trarre ispirazione e per scrivere

Poco tempo fa il mio posto preferito erano i viaggi che facevo, mi facevo ispirare dal contesto in cui ero, ho fatto svariati viaggi in giro per il Mondo, soprattutto in Oriente, l’ho girato molto e in quei posti è stato semplice però diciamo che il viaggio anche se in treno per raggiungere casa può essere il posto giusto.


La tua musica è molto fresca e attuale. Da che artisti nazionali e internazionali ti senti maggiormente influenzato? 

Ce ne sono vari, sicuramente ce ne sono alcuni che porto sempre nel cuore e ascolto ancora oggi, Lucio Dalla su tutti che tra l’altro sto ascoltando proprio in questo momento mentre rispondo alle domande 🙂

poi sicuramente anche Venditti, Vasco Rossi, Ligabue, Guccini e tanti altri.

Quali sono i tuoi prossimi progetti? 

Al momento mi godo questo mio ultimo disco sperando di poterlo suonare dal vivo presto.

Intervista a cura di Giulia Marcuzzi

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