Litfiba: l’intramontabile fascino della “Trilogia del Potere”

di Dalila Giglio

1985-1989 La Trilogia del Potere

Negli anni compresi tra il 1985 e il 1989, i Litfiba pubblicano una serie di dischi accomunati dalle tematiche dell’antimilitarismo e del rifiuto del totalitarismo e della violenza, che vanno a costituire quella che viene definita la “Trilogia del Potere”.

Il primo degli album facenti parte della triade a essere pubblicato, nel 1985, è “Desaparecido”, che è anche il primo album in studio del gruppo. Tra le tracce contenute nel disco, caratterizzato da un suono “etno-wave”, figurano dei brani che sono entrati nel cuore dei fan e che spesso sono stati riproposti live, come “Eroi nel vento”, “Lulù e Marlene” e le canzoni “Guerra” e “Luna/La preda”, che erano già state pubblicate negli EP precedenti.

Nello stesso anno esce anche “Amsterdam”, un pezzo che i Litfiba realizzano con i Diaframma e che viene suonato da entrambi i gruppi e cantato dai frontmen delle due band.

Nel 1986 esce l’EP “Transea”, che contiene la nuova versione di “Transea” e “Onda Araba”, oltre agli inediti.

L’86 è anche l’anno della pubblicazione del secondo album della Trilogia, “17 Re”, un disco doppio considerato una delle pietre miliari della new wave italiana, nonché il miglior disco della band. I 16 brani che lo compongono spaziano dal dark, al rock, al punk e sono stati composti nel giro di pochi mesi; alcuni di essi, come “Apapaia”, “Resta”, “Gira nel mio cerchio” e “Re del silenzio”, sono divenuti dei grandi classici del repertorio dei Litfiba.

L’anno successivo esce il secondo live ufficiale, “12/5/1987 (“aprite i vostri occhi)” registrato al Tenax di Firenze in occasione dell’ultima data del lunghissimo tour internazionale seguito a “17 Re”.

Nel 1988 viene pubblicato l’ultimo album della Trilogia del Potere, ovvero “Litfiba 3”, che segna il passaggio della band dalla new wave al rock e che contiene anch’esso, come il disco che lo ha preceduto, dei brani che hanno fatto sovente parte delle scalette dei concerti, quali “Tex”, “Cuore di vetro”, “Bambino” e “Louisiana”. Al disco segue un lunghissimo tour, a cui prende parte anche Francesco Magnelli -che ha partecipato alla registrazione dell’album e che aveva già lavorato agli arrangiamenti di “17 Re” con Maroccolo- quale tastierista aggiunto.

Terminato il tour di “Litfiba 3”, Aiazzi e Maroccolo escono dalla band;Aiazzi continuerà, però, a dare il suo personale contributo in qualità di collaboratore esterno.

Nel 1989 è la volta di “Pirata”, il terzo album live dei Litfiba -peraltro pubblicato sotto una major -il quale segna il definitivo passaggio dalla new wave al rock. L’album, che contiene due inediti di peso quali “Cangaceiro” e “Il vento”, diventerà il primo Disco d’oro della storia del gruppo.

Stanno per cominciare gli anni ’90 e, con essi, una nuova fase per la band fiorentina.

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