Home Approfondimenti Litfiba: il tour per i 40 anni di “17 Re” è un sogno che si realizza

Litfiba: il tour per i 40 anni di “17 Re” è un sogno che si realizza

by Dalila Giglio
17 RE

Due sole parole, “2026” e “Litfiba”, scritte in maiuscolo, a caratteri bianchi, e stagliate su uno sfondo nero, sono bastate, pochi giorni fa, a riaccendere le flebilissime, se non oramai inesistenti speranze di reunion dello storico gruppo.

Speranze che non sono state disattese, giacché la band fiorentina ha poi effettivamente annunciato il “Quarant’anni di 17 Re Tour”, in programma per la prossima estate.

Venti date che porteranno la rockband toscana -nella sua formazione originale degli anni ’80 con Piero Pelù, Federico Renzulli, Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo– in giro per alcuni dei più importanti Festival musicali che si snodano lungo lo Stivale durante bella stagione.

È doveroso festeggiare tutti insieme un capolavoro come 17 Re”, ha scritto Ghigo sulle sue pagine social, e non si può che convenire con lui, atteso che il disco in questione -il secondo della cosiddetta “Trilogia del Potere” – rappresenta una delle pietre miliari della storia del rock italiano e, più in generale, della musica italiana (figura all’86° posto della classifica dei “100 dischi italiani più belli di sempre”, secondo una nota rivista musicale italiana).

L’album contiene canzoni iconiche -a titolo di esempio citiamo “Apapaia”, “Re del silenzio”, “Resta”, “Come un Dio” e “Gira nel mio cerchio” -, tra le più amate dai fan e tra le più suonate dai Litfiba nei concerti tenuti nel corso degli anni.

Un disco difficile da incasellare ma certamente new wave, punk e rock, caratterizzato da suoni distorti, atmosfere cupe e psichedeliche, testi ispirati e potenti e qualche ballata. Un lavoro enigmatico e profondo, non d’immediata comprensione, che racconta, con assoluta libertà, un’epoca e un gruppo di giovani musicisti.

Il brano che dà il titolo all’album, “17 Re”, non è mai stato pubblicato in quanto ritenuto dai Litfiba stessi musicalmente non all’altezza delle altre canzoni contenute all’interno del disco: che il tour non sia anche un’occasione per pubblicare una versione che lo contenga e/o per suonarlo dal vivo durante la tournée celebrativa?

Non ci resta che attendere la prossima estate per conoscere la risposta. Per intanto, possiamo cogliere l’occasione per riascoltare questa “perla musicale” con l’attenzione che merita, magari approfittandone per ripassare tutte quelle canzoni che canteremo a squarciagola, con il cuore che batte forte e le lacrime agli occhi, intenti a sentire dal vivo quei brani che tanto abbiamo amato e che, in modi, luoghi e per ragioni differenti, sono stati importanti per il nostro percorso di vita.

Ancora una volta, forse l’ultima, ma non importa.

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