Home Approfondimenti Arrivederci a Ozzy, il più straordinario degli “uomini normali”

Arrivederci a Ozzy, il più straordinario degli “uomini normali”

by Dalila Giglio
Ozzy

E la verità è che non voglio morire come un uomo normale”: desiderio avverato, Ozzy.

Lo aveva espresso solo 5 anni fa, nel suo magnifico e struggente brano, Ordinary Man, tratto dall’omonimo album, nel quale fa “ammenda” per una vita vissuta sopra le righe, perennemente al limite, fuori da ogni codice etico e morale.

La verità è che lui non sarebbe mai potuto morire come un uomo normale, perché l’ordinarietà non lo hai mai nemmeno lontanamente lambito, e non tanto per gli eccessi, noti a tutti, che hanno contraddistinto la sua esistenza, quanto per la sua costituzione di “essere speciale”, di uomo destinato alla grandezza artistica, all’epicità del cantautore maledetto, venuto sulla terra per lasciarle in eredità qualcosa di monumentale e di immortale.

A lui si deve la nascita dell’heavy metal, ma, soprattutto, la genesi di un’intera generazione di musicisti e di cantautori che, dalla sua figura e dalla sua musica, hanno tratto ispirazione, motivazione, determinazione. Tanti di quelli che poi sono diventati cantanti e musicisti rock di fama internazionale, hanno iniziato a fare musica proprio grazie al Principe delle Tenebre e alla sua dichiarata e ostentata follia, alla sua rabbia urlata nel microfono e alla sua voce riconoscibile tra milioni di voci, spezzata dal dolore e dalla disperazione che mai lo hanno abbandonato.

Chi, ahimè, non conosce la sua musica, probabilmente sa comunque di chi si tratti perché ha almeno sentito nominare i Black Sabbath o per via della famosa storia del pipistrello preso a morsi o del reality The Ousbournes, andato in onda nei primi anni 2000, a riprova del fatto che era una persona di cui non potevi ignorare l’esistenza.

Ozzy Osbourne è stato un gigante della musica, e questo non si può ignorare né mettere in discussione, con buona pace di chi si limita a mal giudicare e a bandire dalla sua esistenza il metal e il rock -senza fare lo sforzo di spingersi un pochino oltre la superficie- perché graniticamente convinto che si tratti della musica del diavolo.

Prima di andarsene ci ha fatto un immenso regalo: un lunghissimo commiato rock -i cui cospicui proventi sono stati devoluti in beneficenza- con il quale si è congedato dalla sua città e da tutto il mondo, un atto di coraggio di uomo ormai distrutto nel corpo ma non piegato nella volontà di fare, per l’ultima volontà, quella unica cosa che riusciva a dargli un po’ di pace e serenità, ovvero cantare per il suo pubblico.

La morte è una livella e non fa prigionieri, questo lo sappiamo, ma la musica è capace di sopravviverle, e quella di Ozzy continuerà a risuonare, a volumi altissimi, per sempre.

Non dimenticarmi mentre i colori svaniscono…ricorda solo che sono ancora qui per te”.

Arrivederci, Ozzy.

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