Vieni e cambiami la vita” cantava Tommaso Paradiso nella traccia conclusiva di “Completamente sold out”. In effetti a due anni di distanza dall’uscita di quel disco, la vita del leader dei Thegiornalisti è cambiata eccome: la sua notorietà è cresciuta a dismisura, riempiendo i palazzetti, conquistando le vette di tutte le classifiche radiofoniche con il tormentone “Riccione” e partecipando al Festival di Sanremo, come ospite, al fianco di Gianni Morandi.

Ma l’evento che ha maggiormente influenzato la scrittura di “Love”, uscito il 21 settembre per Carosello Records, è con ogni probabilità il fidanzamento con Carolina, vera e propria musa ispiratrice di quasi la totalità dei testi di questo lavoro discografico, prodotto da Dario Faini e mixato da Matteo Cantaluppi. Ad anticipare la pubblicazione del quinto album in studio della band romana erano stati ben tre singoli: l’inno “Questa nostra stupida canzone d’amore”, la hit “Felicità puttana” e la ballata “New York”.

“Love” è sfacciatamente pop, ma guai a chiamarla svolta: Tommaso Paradiso, Marco Antonio Musella e Marco Primavera dichiarano, ormai dal lontano 2014 e quindi dai tempi di “Fuoricampo”, di voler ambire a questo genere, ammettendo di avere poco a che fare con l’indie. È pur vero, però, che esistano tante sfumature del pop: se in “Completamente sold out” ci si trovava di fronte ad undici potenziali hit, qui siamo davanti ad un album che qualche anello debole lo presenta, ma andiamo con ordine ed analizziamo l’album traccia dopo traccia.

Il disco si apre con la strumentale “Overture”, un trionfo orchestrale di archi e fiati la cui melodia costituisce un richiamo alla traccia conclusiva. Sin dalle primissime battute si sente il cambio di mano alla produzione, con Dardust, già collaboratore di Paradiso nella scrittura per altri artisti. Il primo vero e proprio brano dell’album è “Zero stare sereno”, uno dei pochi in cui vengono mantenuti quei synth anni ‘80 tanto cari alla band. Mentre nell’incipit sono elencate una serie di immagine positive, nel ritornello il tempo musicale aumenta e vi è un ritorno alla realtà: “Invece la casa è un casino, il cane è da solo, pulire il giardino, domani c’è un treno, zero stare sereno”. Vasco Rossi è sicuramente uno dei riferimenti artistici di Tommaso e, dunque, se in “Sbagliare a vivere” era presente una citazione di “Giocala”, ecco che qui l’omaggio è rivolto ad “Albachiara”. Segue l’ultimo singolo estratto “New York”, ballad malinconica dal mood autunnale, tra le più azzeccate di “Love”, da cantare a squarciagola in macchina e, soprattutto, al concerto mentre i flash degli smartphone impreziosiscono l’atmosfera.

Una casa al mare” è il pezzo più contemporaneo dell’album, caratterizzato da sonorità ultramoderne, ma corre il rischio di essere ricordato come la versione italiana (e nemmeno poi tanto riuscita) di “Closer” dei Chainsmokers. “Vorrei mettere su un fisico bestiale ma mi alleno solo per rimediare, mettimi ancora il vino”, probabilmente quello di “Controllo” è il testo che più richiama a “Fuoricampo”, potenziale inno generazionale. La title track rappresenta la canzone più intensa ed emotiva dell’album, un pugno allo stomaco: per la sua dichiarazione d’amore alla fidanzata Carolina, il romantico Tommy sforna una intro caratterizzata da uno struggente sassofono ed un arpeggio di chitarra che ricorda “Gli angeli” del Blasco. Con “Milano Roma” si cambia totalmente registro, si tratta di un pezzo quasi eurodance dai BPM davvero troppo elevati, sconnesso rispetto al resto del disco. In “Love” c’è spazio anche per gli hit-maker Takagi e Ketra: il duo ha co-firmato “L’ultimo giorno della Terra”, brano che sembra essere appartenere a “Completamente sold out” e che si candida fortemente a diventare il prossimo singolo.

Alla nona traccia troviamo “Questa nostra stupida canzone d’amore”, il primo estratto dell’album, ormai un classico della band, a mio parere la migliore canzone di questo lavoro discografico, la più bella dedica che un uomo possa fare ad una donna: “Sei la Nazionale del 2006, ma dentro casa col vestito da sposa!”. Si prosegue con il tormentone che ci ha accompagnato durante l’estate appena conclusasi, quella “Felicità puttana” che ci ha fatto cantare e ballare in spiaggia, ideale seguito di “Riccione”. L’epilogo (e che epilogo) del disco è affidato a “Dr. House”, una vera e propria perla di rara bellezza, una sorta di lettera aperta al protagonista della famigerata serie tv che riprende la melodia di “Overture”, “Ma forse cerco solo un padre e l’ho trovato in te, in Fantozzi, in Bud Spencer, in Terence Hill, in Verdone, in De Sica, in Leone, in Morricone, in Tarantino, in Totò e Peppino”, così Tommaso Paradiso rivela la sua anima più profonda regalandoci un finale da brividi, commovente e strappalacrime.

E allora cosa dire di questo “Love”? Anche se la sensazione è quella di non trovarci di fronte ad un album completo in tutte le undici tracce che lo compongono come nel caso del predecessore “Completamente sold out”, questo nuovo disco funziona eccome: ad un primo impatto può sembrare di facile ascolto e non perfettamente eterogeneo, ma in realtà raramente si rivela banale, senza (quasi) mai cadere nel tanto vituperato trittico “sole, cuore e amore”. I Thegiornalisti, dunque, hanno ricercato e trovato il giusto mix tra canzone d’autore classica e pop moderno, quel “delicato equilibrio da mantenere come il cacio con le pere”.

Tommaso, Marco e Marco sono attualmente in giro per le libreria d’Italia in occasione degli showcase, mentre il prossimo 19 ottobre da Vigevano partirà il “Love Tour”(quasi completamente sold out), con ben tre appuntamenti a Roma, due a Milano e a Bari.

Tracce consigliate: Zero stare sereno, Love, L’ultimo giorno della Terra, Dr.House (oltre ai singoli).

Tracklist:

    1. Overture
    2. Zero stare sereno
    3. New York
    4. Una casa al mare
    5. Controllo
    6. Love
    7. Milano Roma
    8. L’ultimo giorno della Terra
    9. Questa nostra stupida canzone d’amore
    10. Felicità puttana
    11. Dr. House