Proprio 27 anni fa veniva pubblicato l’album che avrebbe cambiato il mondo della musica, quello che avrebbe conquistato le vette di ogni classifica. Un vero e proprio successo, inaspettato, essendo solamente il secondo album in carriera della band.
Sto parlando dei Nirvana e precisamente di Nevermind.
Sin da subito Cobain non rimase entusiasta del lavoro svolto, anzi, accostava il sound del disco a quello dei Motley Crue piuttosto che al genere punk rock.

“Ciao mi piace il punk più di ogni altra cosa al mondo e così ho pensato di fotocopiare delle parole, graffettarle insieme e venderle a musicisti punk e ad altri che non sanno molto del punk e a cui non frega niente.”

Contrariamente, ai fan – ma a quanto pare anche a tutto il mondo – Nevermind piacque molto, facendolo arrivare in poco tempo alle vette delle classifiche e facendo diventare i Nirvana le star di un’intera generazione.
Risulta essere un disco dal sound duro: distorsioni di chitarre e power chords danno potenza all’album, un vortice nel quale si viene risucchiati per poi essere sputati nella realtà con la fine dell’ultima traccia fantasma Endless, Nameless.
Di certo il successo raggiunto è dovuto anche al singolo Smell Like Teen Spirit, il quale ha anticipato di 14 giorni l’uscita di Nevermind. In poco tempo il brano è riuscito a dare la meritata attenzione all’intero disco, insieme al suo video che spopolò su tutti i canali musicali tra cui all’allora potente MTV. In soli 4 mesi i Nirvana riuscirono a spodestare dalla classifica Michael Jackson con il suo Dangerous.

“Smelle Like Teen Spirit

Occorrente:

  1. Mercedes Benz e qualche altra carretta

  2. Accesso al piano principale di un centro commerciale abbandonato e a un negozio di gioielli

  3. Gioielli finti in gran quantità

  4. L’auditorium (la palestra) di una scuola

  5. Un cast di centinaia di persone. 1 bidello, studenti

  6. 6 divise nere da cheerleader con la “A” di anarchia cucita sul petto.”

A far salire l’importanza di questo disco furono anche gli altri singoli pubblicati come In Bloom, sempre evidente la potenza delle distorsioni grunge, ma contrastata da una più scarna strofa in cui trova spazio il basso di Krist Novoselic fino a riprendere energia nel ritornello assieme alla voce di Kurt Cobain.

 “Lui è quello che ama le canzoni graziose – e gli piace cantarle- e gli piace sparare con il suo fucile. Ma non sa cosa vuol dire e io dico AAHH”

Si prosegue sempre con la stessa intensità di energia traccia dopo traccia fino ad arrivare a Something in the Way. Lasciati alle spalle il grunge e le chitarre elettriche, il brano racchiude il rapporto conflittuale del cantante con i propri genitori definendosi “qualcosa tra le scatole”. La tristezza e malinconia fanno da padroni a questa chiusura.
Percepita da qualsiasi ascoltatore, la rabbia e l’energia scaturita dal disco qui sembra essere conclusa; un ritrovamento della ragione, il tornare alla realtà con pochissime note. Grazie a Cobain, Grohl e Novoselic siamo riusciti a perderci e a ritrovare la strada giusta, le note giuste, la luce in fondo al tunnel.

“Ringraziamenti: ai genitori demoralizzati di ogni dove per aver dato ai loro figli la volontà di fargliela vedere.”