Casinò: un’eclettica colonna sonora per il classico di Scorsese e De Niro

Nella filmografia verista, anche se variegata, di Martin Scorsese, c’è un film che il più delle volte viene dimenticato, surclassato dai vari Quei bravi ragazzi, Taxi Driver, il più recente The Departed, e perfino il tragico Silence del 2016; c’è un film coloratissimo, borghese e barocco: Casinò, del 1995, ambientato nella patinata Las Vegas degli anni ‘70, scelto per la nostra nuova puntata di Fra Note & Pop-corn.

Frutto del sodalizio artistico del regista con l’indomito Robert De Niro e l’istrionico Joe Pesci, già scoperto in Quei bravi ragazzi, racconta la storia-romanzata-del più grande innovatore del mondo delle scommesse moderno: Frank Rosenthal/Sam Rothstein, interpretato proprio da De Niro, accompagnato dal relativamente fedele socio Nicky Santoro/Anthony Spilotro, ossia un Joe Pesci pazzo e ultraviolento come sempre, e dalla bellissima Sharon Stone nel ruolo di Geri McGee/Ginger Rosenthal. La sceneggiatura, ben congeniata come sempre, è firmata dallo scrittore Nicolas Pileggi, autore del romanzo, e deve allo charme di De Niro il realismo che la caratterizza, in quanto convinse l’originale Rosenthal a collaborare. Altra caratteristica tecnica del film è l’improvvisazione: lo script non era finito, tantomeno il copione, e ci si dovette affidare alla bravura degli attori protagonisti nel narrare la storia tramite battute inventate sul momento ma che, tutte assieme, hanno concorso a narrare con chiarezza i problemi di Rosenthal con la mafia a Las Vegas. Divina Sharon Stone nel ruolo della combattuta moglie di Rosenthal, Geri McGee, alla quale fu data completa libertà nel creare il suo personaggio, esagerando volutamente alcuni aspetti della vita dissoluta della donna, tanto da ottenere una candidatura agli Oscar e un Golden Globe.

Frank/Sam è, dunque, un sottoposto di un boss della mala di Las Vegas, la Chicago Outfit. Ma vuole fare il salto di qualità, lanciarsi nel business dei casinò (oramai demandato a quello dei casino online sicuri): per dirla alla Libanese, si vuole prendere Las Vegas. Parte dal Tangiers, uno dei tanti casinò, e gli viene affiancato Nicky/Anthony. Qui si innamora perdutamente di Geri/Ginger, bellissima escort, dipendente da alcol e droghe, e che tenterà di far redimere in ogni modo per tutto il film: di Frank/Sam si dirà che, nonostante la sua precisione scientifica, è stato l’amore, mai contraccambiato, per una donna, a farne crollare l’impero. Infatti, mentre il suo impero di scommesse, di bellissime croupier, di casinò collezionati come sfere di neve, decolla, Ginger cadrà lentamente, spiraleggiando, nel buco nero della perdizione; Nicky, aggressivo, violento, folle, come tutti i personaggi di Joe Pesci, finirà per tradire l’amicizia di Sam. Intorno ai tre personaggi principali roteano poi una miriade di boss, bossini, sicari, piccoli criminali, vari sottoposti, in una gioiosa orgia in giacca e cravatta. Il protagonista Sam, infine-in una scena ricostruita direttamente col raccolto del vero Frank Rosenthal-si salverà da un attentato, e tornerà ad arrampicarsi lungo l’ardua salita del mondo del gioco d’azzardo ripartendo dal piccolo regno delle scommesse. Morirà nel 2008.

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Robert De Niro e Sharon Stone in una scena di Casinò: Sam Rothstein che cerca di conquistar l’amore di Ginger riempiendola di gioielli.

Scorsese è un perfezionista. Lo è, però, in modo diverso dall’ossessione di Kubrick o dalla maniacale pianificazione di Nolan: lo è perché per lui è naturale proporre un certo tipo di cinema, quello della storia vera. Così, allo stesso modo, le colonne sonore che caratterizzano i film dell’italo americano sono tutte attinenti al tema trattato: in The Departed, ambientato a Boston, la musica è curata dalla band rock Dropkick Murphys; in Le Ultime tentazioni di Cristo, memorabile è rimasta la colonna sonora di Peter Gabriel, ed in Gangs of New York Howard Shore si è calato nella musica di metà ‘900 in Irlanda. Qui, in Casinò, abbiamo un emsemble di ciò che si sentiva a Las Vegas negli anni ’70: le canzoni sulle note delle quali i vari piccoli e grandi gangster contavano i soldi, spostando le fiches con la canna della pistola, e in cui le varie Geri ondeggiavano seducenti sorseggiando Martini. Lo stesso espediente-quello della collezione- fu scelto nel poco fortunato Re per una Notte del 1983, anche se lì erano presenti anche tracce originali di Robbie Robertson.

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Sharon Stone come Ginger/Geri, poco prima di morire.

Ci troviamo dunque, di fronte, ad un doppio cd, che racchiude, sostanzialmente, lo zeitgeist del film. Terribile pecca è il fatto che le canzoni non siano in ordine cronologico, e vi sono alcuni grandi assienti, come l’ouverture che è affidata a Matthaus Passion (La Passione Secondo Matteo) , un’aria di Bach. Tale scelta fornisce un enorme valore simbolico alla storia narrata, una sorta di parabola cristologica in cui Sam è un peccatore che prima si redime, poi viene condannato in un inferno in terra, e, infine, riparte dal purgatorio da cui aveva cominciato.

Notevole è la traccia dell’ending, ossia Contempt-Theme de Camille, tratta dalla colonna sonora de Il Disprezzo di Jean-Luc Godard, che, però, nell’edizione della colonna sonora è prima traccia del primo cd. Si prosegue, poi, nella setlist proposta nell’edizione a doppio cd, con classici degli anni ’50 jazz come Angelina del cantante Louis Prima e How High The Moon di Les Paul & Mary Ford; al blues di Hoochie Coochie Man di Muddy Waters, brano il cui riff è diventato iconico. Nicky e Ginger tradiscono Sam in tutti i modi possibili: sparlandone, rubandone il denaro, e, infine, intrecciando una relazione sessiale alle sue spalle. La colonna sonora della scena clou di questa subplot è Nights in the White Satin del 1967, dei Moody Blues: una band prog rock britannica che i più, purtroppo, non ricordano, ma che ha contribuito allo sviluppo del genere nei primi ’70, e alla diffusione di strumenti come il minimoog; attualmente in attività, la voce Justin Hayward ha la bellezza di settantasette anni. Altra scena iconica è quella della tragica morte per overdose di Ginger: House of The Rising Sun degli Animals risuona in sottofondo mentre la vita dissoluta della donna giunge al termine. In questo ensemble di classici americani non poteva che mancare l’ultimo dei grandi crooner, amico e attualmente collaboratore di Lady Gaga, il grande Tony Bennet, con Who Can I Turn To, nonche B.B. King, uno dei musicisti blues più influenti di sempre, lui, e la sua chitarra Lucille.

La soundtrack include canzoni anche da band come i Roxy Music, estintisi ad inizio anni ‘80, nel caso particolare Love is The Drug, nonché I Ain’t Superstituous di Jeff Beck e Rod Stewart. Impossibili da mancare, poi, musicisti come Dean Martin, figlio di immigrati italiani.

Grande assenti, infine, nella colonna sonora, è la classica Nel blu dipinto di Blu di Domenico Modugno, nonché Stella By Starlight di Ray Charles e Love Me The Way I Love You di Jerry Vale.

Casinò è un film incredibilmente stiloso. Brillante, coloratissimo, tragico nelle sue sfumature dorate, negli aghi dei giradischi appoggiati sui vinili. Scorsese ha ricreato un mondo patinatissimo, anche tramite la colonna sonora, che racchiude ben 31 canzoni fra le più grandi hit degli anni ‘50-’70. Fra le pecche, la scelta di non includere brani di scene iconiche è alquanto discutibile; fra i pro, va assolutamente detto che, ascoltando in silenzio, a mente sgombra, e dopo aver appena rivisto Casinò, ogni brano va ad inserirsi perfettamente in una certa scena, o in un’altra, mentre qualcuno vince il jackpot alle slot machine o la sferetta della roulette va a fermarsi sul numero fortunato.

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Disco uno di Casinò

  1. Contempt/Theme de Camille(Georges Delerue)
  2. Angelina/Zooma, Zooma Medley(Louis Prima)
  3. Hoochie Coochie Man(Muddy Waters)
  4. I’ll Take You There(The Staple Singers)
  5. Nights in White Satin(The Moody Blues)
  6. How High the Moon(Les Paul & Mary Ford)
  7. Hurt(Timi Yuro)
  8. Ain’t Got No Home(Clarence ‘Frogman’ Henry)
  9. Without You(Nilsson)
  10. Love Is the Drug(Roxy Music)
  11. I’m Sorry(Brenda Lee)
  12. Go Your Own Way(Fleetwood Mac)
  13. The Thrill Is Gone(B. King)
  14. Love Is Strange(Mickey and Sylvia)
  15. The ‘In’ Crowd(Ramsey Lewis)
  16. Stardust(Hoagy Carmichael)

Disco due di Casinò

  1. Walk on the Wild Side(Jimmy Smith)
  2. Fa-Fa-Fa-Fa-Fa (Sad Song)(Otis Redding)
  3. I Ain’t Superstitious(Jeff Beck e Rod Stewart)
  4. The Glory of Love(The Velvetones)
  5. (I Can’t Get No) Satisfaction(Devo)
  6. What a Difference a Day Makes(Dinah Washington)
  7. Working in a Coalmine(Lee Dorsey)
  8. House of the Rising Sun(Eric Burdon)
  9. Those Were the Days(Cream)
  10. Who Can I Turn to (When Nobody Needs Me)(Tony Bennett)
  11. Slippin’ and Slidin’(Little Richard)
  12. You’re Nobody Till Somebody Loves You(Dean Martin)
  13. Compared to What(Les McCann & Eddie Harris)
  14. Basin Street Blues/When It’s Sleepy Time Down South(Louis Prima)
  15. Matthaus Passion(Chicago Symphony Orchestra)
2018-10-04T15:09:29+00:00 24 Settembre 2018|Fra note e Pop-corn|0 Commenti