“Respira” di Ugo Fagioli – Recensione

di Leslie Fadlon

A cura di Giulia Marcuzzi

Dal 4 dicembre è disponibile su tutte le piattaforme “Respira”, il primo album del cantautore Ugo Fagioli. Questo esordio rappresenta in realtà il risultato di un percorso musicale iniziato anni prima con la band indie-rock “The Tocsins e con altri gruppi con cui Ugo Fagioli matura artisticamente, aprendo anche concerti di artisti come Bugo e i Verdena. Ad aprile 2018 esce il suo primo singolo e da quel momento ha inizio la sua esperienza nel mondo del cantautorato. A maggio 2020 prende vita il progetto “Respira”, un album che racconta di attimi e sensazioni e che si compone di 9 brani che fanno da colonna sonora a 9 episodi di una web serie uscita su YouTube il 2 ottobre con la collaborazione di Film Commission Emilia Romagna, Muki Edizioni, Sfera Cubica, Alice Mazzoni per la regia di Tucano Island.

“Respira” – il disco

Il disco si apre con “Rivoluzionari, ma con calma”, dall’intro sospeso nei suoni del vento e con un ostinato di basso che si protrae per tutta la canzone, che si rivolge a chi si tira indietro, a chi non si mette in gioco. È un’esortazione a lasciare una propria traccia nel mondo. “Pensare al futuro” ci ricorda la grande difficoltà di vivere nel presente e la tendenza di scappare, di prendere delle decisioni. Si tratta di una presa di consapevolezza, ribadita a più riprese, che in realtà abbiamo già tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

Il terzo brano si intitola “Solitario” e si presenta con un ritmo incalzante e chitarra acustica. Il protagonista è una creatura solitaria che non si vuole conformare alla massa e si pone ripetutamente questa domanda: ci ostiniamo sempre a rincorrere qualcosa che non c’è, ma siamo disposti a rischiare tutto pur di raggiungere un obiettivo?

“Speranza” racconta la fine di una storia d’amore che gioca sulle sensazioni del freddo e sulla perdita della speranza. Le emozioni negative vengono musicalmente trasmesse tramite l’uso distorto di synth e chitarre elettriche. La quinta canzone è “Dimenticare”. Ad un senso di smarrimento si risponde immergendosi nella confusione così da dimenticare e da non sentire più le sensazioni spiacevoli. “Resta solo delusione”, dall’incipit strumentale che si distingue dalle precedenti, si rivela un invito ad accettare i propri fallimenti e a non rimanere incastrati nel proprio malessere perchè la perfezione non esiste.

“Il tempo” , che ci ricorda lo stile country, è il settimo brano del disco. È proprio il tempo a permettere ad una relazione di andare lontano, ma spesso non è sufficiente nemmeno la chimica per far durare una storia. “Se la felicità” elenca tutti gli ostacoli quotidiani che ci distolgono dal benessere. La felicità è misurabile?, si chiede Ugo Fagioli in questo brano.

L’album si conclude con “La fine di tutto”. Diventare grandi e prendersi le proprie responsabilità è talmente faticoso che anche il silenzio diventa rumoroso e impedisce di dormire. Quando manca il coraggio di affrontare la realtà, la soluzione qui sembra solo quella di andarsene. Le canzoni di Ugo Fagioli si contraddistinguono per i lunghi strumentali in quanto questo progetto musicale nasce per essere abbinato ad un linguaggio cinematografico e a delle immagini. Facendo un ascolto dei brani separato dal linguaggio visivo si rischia però di perdere un po’ il filo del discorso.

Ottimo esordio cantautoriale per Ugo Fagioli che per le prossime canzoni sicuramente potrà osare di più negli arrangiamenti e nella ricerca di melodie più particolari.

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