Il nuovo album di inediti di Fiorella Mannoia, uscito il 29 marzo, è un disco Personale nel vero senso della parola. Tredici brani accompagnati da scatti dell’artista che ha scoperto la passione per la fotografia, un’arte che le ha “insegnato a guardare il mondo in un altro modo”.

Se in Combattente Fiorella Mannoia aveva sposato l’impegno socio-politico, sia sul fronte più che meritorio della filantropia e dei diritti e della difesa delle donne e dei più deboli che in campo più apertamente politico, in Personale conferma questa sua posizione, esponendosi sempre più spesso in prima persona. Questo processo di crescita interiore e consapevolezza di sé lo ritroviamo in tutte le tredici tracce di un album intenso e vissuto che altro non è che una fedele fotografia del suo essere donna e artista in continuo cammino, libera e indipendente, idealista e valorosa. Un disco che vede la firma di grandi nomi della musica italiana come Ivano Fossati, Luca Barbarossa, Bungaro, Cheope, Zibba, Chiodo, ma troviamo anche dei giovani autori che si sono già distinti come Federica Abbate, Daniele Magro, Giulia Anania, Amara e pure qualche nome non così frequente come Rakele, Maria Luisa De Prisco e Antonio Carluccio. Autori ed artisti che hanno avuto la straordinaria capacità di cucire addosso degli abiti che calzano perfettamente a Fiorella che è capace di indossarli in maniera  fluida, naturale ed elegante come una top model d’esperienza.

personale fiorella mannoia

  1. Il peso del coraggio
  2. Imparare ad essere una donna
  3. Riparare
  4. Smettiamo subito
  5. L’amore è sorprendente
  6. Il senso
  7. Un pezzo di pane
  8. Penelope
  9. Resistenza
  10. Anna siamo tutti quanti
  11. Carillon
  12. L’amore al potere
  13. Creature

A darci il benvenuto in Personale non poteva che essere Il peso del coraggio, singolo che ha avuto il compito di trainare l’album e che ho definito come un manifesto sociale essenziale. Una canzone che ha un messaggio potente perché parla di attualità e dignità umana, di rispetto e di perdono, del coraggio di assumersi la responsabilità delle proprie scelte e dell’umiltà di riconoscere i propri errori e tornare indietro. In Imparare ad essere una donna c’è la “Fiorella nazionale” che tutti noi abbiamo imparato a conoscere e amare, quella che parla a Noi in modo diretto, quella consapevole che forse ha più passato che futuro. E’ un brano d’esperienza meraviglioso, un inno a chi la vita l’ha vissuta e la sta vivendo in pieno “con il peso e la bellezza di imparare ad essere una donna”.

In Riparare Fiorella è vera, elegante e sincera, parla di sentimenti comuni e reali soprattutto quando dice “non so se tornare a dormire o affogare nel vino”. Un arrangiamento orchestrale superbo accompagna le parole di Smettiamo subito che raccontano la fine di un amore incompreso. L’amore è sorprendente è invece una ballad raffinata ed incisiva: “dentro questi ideali non ci siamo mai persi”. In Il senso c’è spazio anche per il pop-elettronico che in Personale ha fatto un passo indietro rispetto al precedente lavoro discografico, abbracciando invece dei suoni più classicheggianti. Infatti, piano e voce è Un pezzo di pane che è decisamente la canzone più intensa dell’album.

Penelope è l’ennesimo capolavoro scritto da un Ivano Fossati sempre ispirato che ha prestato anche questa volta un suo gioiello alla – non me ne vogliano le altre – più grande interprete italiana (Mina a parte, ovviamente). Un brano reso impeccabile dal suono della fisarmonica che rende il tutto irresistibilmente colorato. Resistenza è una lettera aperta, una dichiarazione esplicita, un invito ad essere coraggiosi: “anche una parola sola diventa resistenza quando la ripeti ancora”. Nella decima traccia c’è spazio ancora una volta di un necessario racconto femminile. Anna siamo tutti è un messaggio a tutte le donne “c’è sempre qualcuno che ti vuole bene davvero, c’è sempre qualcuno, siamo la vita degli altri, siamo la vita d’ognuno”. Carillon invece è una confessione nuda e cruda di quanto certi (non) amori facciano male.

Nelle ultime due tracce di Personale arriva una sorpresa inattesa, forse l’unica di un album che sicuramente rappresenta la mannoianità a 360 gradi, quella autentica e viscerale che non ha paura di esprimersi. Nella bellissima, coinvolgente e dirompente L’amore al potere Fiorella canta in perfetto romanesco: “l’amore nun c’ha mai la maggioranza, è l’odio che governa le persone, per noi che nun perdemo le speranza ogni carezza è una rivoluzione”. Mentre Creature – che vede l’unico featuring con Antonio Carluccio – la Mannoia, che canta in napoletano, racconta una realtà difficile, propria della città partenopea.

Fiorella Mannoia ancora una volta si fa testimone delle stagioni della vita di ognuno di noi, è indubbiamente portatrice sana di valori e portavoce di pensieri più profondi, caricandosi addosso tematiche pesanti ma fondamentali per la nostra quotidianità. La Signora delle musica italiana non ha bisogno di strafare, di sconvolgere. Lei è perfetta così. In Personale si conferma interprete superba dalla voce calda, mettendo in piedi un’alchimia di concetti profondi e semplici con la solita e magnifica eleganza che la contraddistingue ormai da anni.

Foto a cura di Giusy Chiumenti