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Oremèta: la recensione di “Saudade”

by Leslie Fadlon
oremeta

A cura di Giulia Marcuzzi

Dal 15 gennaio 2021 è disponibile su tutte le piattaforme digitali il primo disco degli Oremèta, “Saudade”, pubblicato per l’etichetta Glory Hole Records.

Durante il primo lockdown i componenti del gruppo, che abitano nello stesso condominio, si sono ritrovati a scrivere le canzoni che segnano il loro debutto discografico. Il richiamo alla loro città di origine, Ostia Lido, è forte nei loro testi che utilizzano spesso e volentieri un lessico marittimo. Il disco è composto da 10 tracce e ognuna di loro rappresenta un racconto di un viaggio o di una storia. La caratteristica più accattivante del disco sono gli intro, strumentali o registrazioni di dialoghi, che hanno la capacità di condurre l’ascoltatore in un luogo preciso. I testi, scritti con linguaggio molto accurato ed incisivo, rappresentano dei flussi di coscienza che richiedono più ascolti per essere interiorizzati e compresi fino in fondo. La grande varietà strumentale permette agli Oremèta di essere ancora più convincenti nel loro ruolo di cantastorie, specialmente quando vengono raccontati mondi a noi lontani. Il linguaggio molto diretto e descrittivo e il sound fresco che spazia dal rap a quello r’n’b rappresentano un ottimo connubio che rapisce l’ascoltatore e lo invoglia a continuare a viaggiare mentalmente con la musica degli Oremèta.

Oremèta – “Saudade”

Il disco si apre con il brano “Bakarak” che, complici il rumore del mare e dei gabbiani, racconta la storia di un migrante. Nella sua mente convivono tre lingue che hanno cambiato radicalmente la sua identità, senza però precludere il radicamento in un nuovo luogo da chiamare casa. La seconda traccia s’intitola “Quarantena” e si apre con la riproduzione di conversazioni telefoniche con parenti e amici durante le prime settimane di quarantena. Molto delicata ed evocativa l’unione tra la voce maschile e femminile del gruppo. “Pangea” descrive una ricerca che viene sospesa in un giorno di marzo per lasciare spazio al silenzio e all’evocazione dei ricordi.  Il quarto brano, “Se alle sei”, è un richiamo ai canti dai balconi dei condomini che avevano la capacità di comunicare ascolto e vicinanza reciproca.

Il testo di “Meta” è stato scritto poco dopo la fine del primo lockdown. Si respira una nuova libertà e si cerca una nuova meta, sia mentale che fisica. “Saudade” e “Interludio” rievocano un viaggio sulla costa nord-est del Brasile da cui sono nate riflessioni sulla vita delle popolazioni del luogo colpite duramente dal progresso. L’ottava traccia s’intitola “Passaporto” e si rivela un flusso di coscienza dettato dalla rabbia per il destino crudele che è stato riservato all’America Latina. “Diario” racconta sensazioni e riflessioni di un’esperienza di vita in Spagna. Affronta temi quali la migrazione e il concetto di casa e di identità.

Il disco si conclude con “Costa Nova” che tratta il lato negativo dei viaggi: la nostalgia che nasce dal separarsi dalle nuove amicizie e dai nuovi luoghi che hanno già preso il profumo di casa.

TRACKLIST

1. Bakarak (scratch: dj Less One)
2. Quarantena
3. Pangea (feat. Soulclore)
4. Se alle sei
5. Meta
6 e 7. Saudade e Interludio
8. Passaporto
9. Diario
10. Costa Nova

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