LOU MORNERO – “GRILLI”, RECENSIONE

di Leslie Fadlon

Giunge sulla terra quattro anni dopo l’EP di debutto, il nuovo album del cantautore milanese Lou Mornero, intitolato “GRILLI” (Cabezon Records). Un disco complesso, saltellante, che mostra il processo di crescita e di evoluzione di un progetto che vide la luce nel 2017 con la pubblicazione dell’EP omonimo. Lou Mornero ha in questo caso deciso di affidare le proprie opere al poliedrico musicista e produttore Andrea Mottadelli, che si è dilettato nel crearne gli arrangiamenti e curarne l’intera produzione. Mornero e Mottadelli hanno stretto un forte legame creativo e artistico, e reso questo disco una sorta di opera a quattro mani. E creano ‘’Grilli’’, molto meno minimale rispetto al precedente lavoro di Lou Mornero. In questo lavoro c’è molta più sperimentazione: arrangiamenti più ricchi e suoni più elaborati, che si affiancano a fitte incursioni nel mondo elettronico, al punto che in alcuni brani quest’ultime la fanno da padrone dall’inizio alla fine. Ne deriva un album ricchissimo di colori e atmosfere, che riesce nell’arduo compito di dare unità a un insieme di canzoni eterogenee. Tantissime anche le influenze percepibili attraverso l’ascolto, che permettono di viaggiare tra sonorità dub e trip hop per passare al blues e al soul, senza mancare rock e folk con tocchi tribali, e tra tanto altro.

LOU MORNERO – “GRILLI”

I ‘’Grilli’’ parlano e non tacciono mai, nella prima, intrigante traccia, che è anche title track; sonorità quasi country style si innestano invece sulle pareti nel momento in cui incontriamo la seconda traccia, ‘La Cosa Vuota‘, con la voce di Daniele Paoletta. Un brano dal gusto deciso, che ci fa pensare al mellifluo sound dei Marlene Kuntz e al cantato di Godano. Una chitarra irrompe gioiosa sulle note di ‘’Due’’, tra sensazioni e sentimenti, mentre la quarta traccia, ‘Aquario’ ci fa viaggiare e immaginare scenari impossibili (o quasi). La quinta canzone facente parte della tracklist di “Grilli’’ vede la partecipazione di un fantastico musicista e cantautore: è ‘Happy Birthday Songwriter’, con Paolo Saporiti: un pezzo malinconico, che ci rimanda al cantautorato americano del secolo passato. Arrivederci ‘Caro Mio’ è una specie di lettera di intenti, un saluto, un commiato pieno di pensieri. E di tormenti, ossessioni e immaginazioni si tratta anche nella canzone successiva, ‘Piccolo Tormento’, che anticipa la chiusura, cui si giunge attraverso ‘Ouverture, registrato quasi interamente presso il Bella Studion da Iggy B, all’interno del complesso del celebre Strongroom studio di Londra (Nick Cave, Prodigy, Arctic Monkeys).

Il resto di questo corposo e intenso progetto è nato e ha vissuto in appartamento, con gli autori a lavoro dalle proprie scrivanie e home studio di Milano e Londra. Il risultato sembra essere un bellissimo canto di una serie di magici e profondi ‘’Grilli’’ composti dalla stessa sostanza del rock.

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