Ma che cosa vuoi che sia una canzone, così Vasco Rossi intitolava il suo album d’esordio.

Un modo come un altro per non prendersi sul serio nonostante il primo album di un artista sia forse il più importante, almeno a livello emozionale, di tutta la carriera. Allo stesso modo un insieme di canzoni e persone, un festival che cosa vuoi che sia. Un piccolo miracolo. In un’epoca in cui molti arrancano nel panorama musicale italiano in cui è sempre più difficile riuscire a trovare i fondi necessari ed a farli combaciare con i cachet sempre più alti anche di nomi non propriamente blasonati il tutto cercando di mantenere ben presente che l’offerta culturale di una manifestazione, almeno per i ragazzi di una realtà come il club 33 giri, deve restare il punto fermo attorno a cui far girare tutto.

Ecco, con tutte queste premesse se ci chiediamo, cosa vuoi che sia un festival, è normale rispondere che è un piccolo miracolo. Perché è questo che la musica può fare: piccoli miracoli. Arrivato all’ottava edizione il festival organizzato dal Club 33 Giri di S. Maria C.V. annovera nei suoi passati cartelloni band come i Fitness Forever, Joe Victor, Ex-otago, Gnut ed Epo tra gli altri.

Quest’anno, più precisamente Domenica 16 Giugno già dal primo pomeriggio si apriranno i cancelli dell’Arena Ferdinando II di San Nicola La Strada in provincia di Caserta. La kermesse di musica e arte è totalmente autofinanziata, cosa che costituisce un’anomalia all’interno del panorama musicale nazionale. Il Festival è ideato ed organizzato dall’associazione culturale no profit sammaritana. Quasi sette ore di musica, attività per bambini, aree tematiche, stand di artigianato e arte del riciclo, mostre fotografiche e pittoriche: tutto orientato a valorizzare il territorio e i suoi luoghi simbolo di aggregazione. Il legame con il territorio, infatti, è da sempre stata la spina dorsale ela scintilla da cui l’idea de La Musica Può fare è nata. Ogni anno il festival raccoglie fondi da devolvere in beneficenza ad una onlus individuata sul territorio di Terra di Lavoro.

L’area espositiva ospiterà artisti casertani come Maria Teresa Palladino, Luigi Ambrosio e le fotografie di Antonio Di Vilio oltre ad alcuni scatti scelti dalla mostra di Controluce Circolo Fotografico sul laboratorio di percussioni promosso dalla Piccola Libreria 80mq.

La musica, al centro di tutto il festival vedrà esibirsi tre band molti interessanti: i Romito, i Bradipos IV e i Mòn.

I Romito apriranno le danze. Il loro ep uscito nel 2018, Majorana, li ha portati all’attenzione degli addetti ai lavori facendoli esibire in un lungo tour che vede nella data del 16 Giugno uno degli appuntamenti più importanti. Usciti con l’etichetta Soundfly Vittorio e soci con il loro sound potente mischiato al napoletano stanno riscrivendo i canoni della nuova musica partenopea dando nuova linfa al cantautorato rock napoletano che ha trovato in loro una bella realtà su cui puntare nei prossimi anni.

A seguire sarà la volta della band romana Mòn. Il gruppo dà vita ad un collage onirico di musiche e parole, che attingono in maniera sempre più originale alle fonti dell’indie pop folk di matrice europea, che vede in artisti come Bon Iver e Beirut i suoi punti cardinali. Il loro disco d’esordio, “Zama”, uscito a maggio2017 per Urtovox records, li ha portati in un tour di oltre 70 date in Italia e all’estero. Coerentemente con la lungimiranza delle scelte artistiche de la Musica Può Fare la band romana rappresenta una scommessa sul futuro che li vedrà sicuramente protagonisti di ribalte sempre più importanti.

La chiusura della serata sarà affidata ai Bradipos IV formazione casertana, simbolo della musica surf-garage, capace di farsi apprezzare non solo in Italia ma anche in Europa, ha alle spalle una lunga storia di concerti in giro per il mondo. Dal 1999 con il loro primo album,e poi ancora tantissimi successi e numerosi tour. Un live unico nel suo genere: divertente, energico e coinvolgente. Reduci da un tour in Messico e USA, tornano nella loro città d’origine per offrire al pubblico un live che è energia pura. Il modo migliore di chiudere il cerchio di una manifestazione mai slegata dalle proprie radici.

Perché in fondo cosa vuoi che sia una canzone se non un modo di viaggiare pur restando a casa propria, un po’ come un festival, un po’ come La Musica può Fare.