IL CIELO IN UNA STANZA: da Gino Paoli a Noemi

di Giulia Marcuzzi

Durante il lockdown sono stati molti i classici della musica italiana che sono tornati a vivere sui nostri balconi. Uno di questi è proprio “Il cielo in una stanza”, un brano scritto nel 1960 da Gino Paoli ed interpretato per la prima volta da Mina.

Nella struttura del testo la canzone risulta essere all’avanguardia per il periodo storico a cui appartiene.

Analizzando la struttura de “Il cielo in una stanza” ci rendiamo conto innanzitutto che è sprovvisto di ritornelli. Infatti è composto da quattro strofe di lunghezza differente, ma sempre con lo stesso giro armonico.

In questo articolo proponiamo 5 interpretazioni de “Il cielo in una stanza”, da Gino Paoli a Noemi.

  1. Mina

La prima interprete de “Il cielo in una stanza” fu Mina, a cui la canzone fu inizialmente proposta da Mogol. Pare che solo in un secondo momento e solo dopo essere stata accompagnata al pianoforte dallo stesso Paoli, Mina avrebbe accettato di prestare la sua voce al brano.

Con “Il cielo in una stanza” la cantante raggiunse per la seconda volta nella sua carriera il primo posto nelle vendite, aggiudicandosi persino il titolo di 45 giri più venduto dell’anno.

  1. Gino Paoli

Nel 1961 “Il cielo in una stanza” fu inserito anche nell’omonimo album di Paoli.

In merito alla genesi del brano, Paoli avrebbe recentemente dichiarato che “Il cielo in una stanza” è nata dopo un incontro con una prostituta.

“Con Il cielo in una stanza sentivo il bisogno di dire che l’amore può nascere in qualsiasi momento e in qualsiasi posto, per proiettarsi ovunque superando ogni confine e barriera “, racconta lo stesso Gino Paoli.

Il brano è da considerarsi uno dei più importanti della musica d’autore italiana. Le immagini naturali evocate dalla canzone sono bucoliche e prive di riferimenti spazio-temporali.

Per questo motivo ancora oggi “Il cielo in una stanza” si ritrova ad essere espressione di una poetica dedica d’amore accompagnata da un arrangiamento molto emozionante ed intenso.

  1. Carla Bruni

Nel 2002 Carla Bruni pubblica il suo album “Quelqu’un m’a dit”, al cui interno troviamo “Le ciel dans une chambre”.

In una delicata versione acustica chitarra e voce, la Bruni fa rivivere con la sua voce candida le parole di Gino Paoli in francese grazie ad una traduzione molto accurata e fedele.

  1. Franco Battiato

Franco Battiato, il celebre autore de “La cura”, nel 2002 all’interno dell’album “Fleurs 3” decide di inserire una sua personale versione de “Il cielo in una stanza”.

Grazie ad un arrangiamento impreziosito dagli archi, l’interpretazione di Battiato risulta ancora più sublime.

  1. Noemi

Nel 2009 dall’album omonimo di debutto, Noemi ci regala la sua interpretazione de “Il cielo in una stanza”.

Complice un arrangiamento moderno e più rock, questa versione risulta essere certamente più sui generis rispetto agli artisti presentati precedentemente.

Nonostante il mood incalzante e la voce graffiante della cantante, anche questa versione riesce a risultare estremamente romantica.

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