SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

 

 

Sono beatamente sdraiato sul mio letto.
Sto leggendo “Foglie d’erba”.
Walt Whitman è l’ideale in questi pomeriggi
Il fiume in lontananza scroscia, tranquillo, verso il mare.
Nel pomeriggio andrò al centro.
Al cinema danno “Gli uccelli” di Hitchcock in versione rinstaurata.
Si, lo so, è un po’ radical-chic, ma sarà bellissimo.
La tiepida brezza del mattino è poesia.
Ho bisogno di un caffè.
Mi alzo, ma qualcuno bussa alla mia finestra semi-aperta.

 

 

 

Un volto d’angelo mi sorride.
La guardo.
La riconosco.
Ma ho uno strano sentore.

Mi saluta: “Hey”.
Le faccio: “Ciao!
Si tocca i capelli, portandosi una ciocca di seta dietro l’elice e si morde, senza malizia, il labbro.

Inizio ad avere qualche sospetto.

Cerco di ricordare quello che ho mangiato ieri sera.
Ma non ho tempo.
Parte una musica.

IN FILODIFUSSIONE.

NELL’ETERE.

E capisco tutto.

Un “dududù dudu”, molto familiare, sparato a mille decibel, riempie la valle.
E Paula Cole parte col suo “ANOWONUWEI”.

Ormai è tutto chiaro.

Vado allo specchio.
Mi ritrovo questo mascellone che mi guarda impietrito.
Ho l’ansia.
Ok, è un sogno.
Ma non riesco a svegliarmi.
Sta diventando un incubo.
Sono quel mascellone di Dawson Leery.

AAAAAAAAAAAAAAAAH!

 

 

 

Poi qualcuno ribussa a quella maledetta finestra.

Cacchiarola, ma chiudila, no?

Sarà Peacy a sto punto.

Invece scorgo un volto latino americano.
Vestito in pantaloncini, total black, scarpini da calcio che mi sbatte in faccia un cartellino rosso.

NOOOOOOOO,
BYRON MORENO,
NOOOOOOOOO!

 

 

 

 

 

 

 

A sto punto, Francesca, fortunatamente, mi da un calcio e mi sveglio.
Apro gli occhi, madido di sudore.
E mi vengono in mente due cose:

La Corea del Sud non potrà fermare tutto questo…” (lo so, è quella del Nord, Tommaso Paradiso mi perdonerà)

e

Ronaldo, campione del Mondo 2002, con la sua improponibile acconciatura.

 

 

 

 

Ormai abbandonato da Morfeo, allungo la mano verso il comodino, afferro lo smartphone e googlo: “HITLIST ITALIA 2002”.

Un vento di ignoranza invade il mio corpo alla sola lettura:

Whenever wherever – Shakira

Asereje – Las Ketchup

Moi… Lolita – Alizee

All the things she said – T.A.T.U.

Wherewere you will go – The Calling

Kiss kiss – Holly Valance

Hey sexy lady – Shaggy

Round and round – Sugababes

Dimmi come… – Alexia (ANCORA TU? MA NON DOVEVAMO VEDERCI PIU’?)

Festival – Paola e Chiara

Dove – Moony

Sotto i raggi del sole – Brusco

Un Nuovo bacio – Gigi D’Alessio & Anna Tatangelooooooommmm…

Colpito da narcolessia acuta, sono ricatapultato, nella villetta di Capeside.
La finestra è sempre aperta, e continuo a chiedermi come il mascellone non abbia mai preso l’influenza.
Ma sono solo.
Joey e Moreno sono scomparsi.
Ma c’è un rumore meccanico che disturba questa inaspettata quiete.
Credo provenga dal giardino.
Scosto la tenda.
È il giardiniere.
Ormai padrone di questo corpo non mio, scendo.
Mi dirigo in giardino a salutarlo.
E più mi avvicino, più mi accorgo che l’incubo non vuole finire.
Non faccio in tempo a dirgli “Ciao” che lui molla tutto e se ne va.

Gli urlo “Dove vai? Il giardino lo lasci così?”
Si gira e mi fa “TI RASERO’ L’AIUOLA, QUANDO RITORNI DA SCUOLA!

AAAAAAAAAAAAAH.