Il rapper barese Raguel pubblica venerdì 5 settembre il nuovo singolo “A.P.” (Giesse Entertainment Group/Scolaro Music Group), distribuito da Virgin Music Group e disponibile in presave.
Con “A.P.”, Raguel sperimenta una veste inedita, portando la sua scrittura diretta e incisiva dentro sonorità techno dal carattere ipnotico e adrenalinico. Il brano si presenta come un flusso energico, costruito su immagini di conquista, successo e determinazione: un viaggio che unisce l’attitudine rap al ritmo incessante della club culture.
La ripetizione martellante di parole chiave come “Breath in / Drop / Clock” scandisce il beat e crea una tensione crescente, mentre versi come “Watch me on my way to the top” si trasformano in un manifesto personale di ambizione e riscatto. “A.P.” non è solo un singolo da dancefloor, ma anche una dichiarazione di identità, dove Raguel ribadisce la propria forza nel non fermarsi davanti a nulla.
“A.P.” esce sotto Giesse Entertainment Group, parte integrante di Scolaro Music Group, etichetta indipendente che valorizza progetti musicali autentici e innovativi. Un polo creativo che sostiene la libertà artistica, superando le barriere di genere e incoraggiando nuove contaminazioni sonore.
Raguel – Intervista
“A.P.” unisce la tua scrittura rap a sonorità techno: cosa ti ha spinto a sperimentare questa contaminazione e in che modo senti che rappresenti un nuovo capitolo della tua identità artistica?
«La techno mi ha dato la spinta per far esplodere il mio rap: volevo unire due mondi e creare un suono che fosse solo mio.»
Il brano si costruisce su immagini di conquista e determinazione: quanto c’è di autobiografico in questa ricerca di riscatto e ascesa?
«È tutta autobiografia: la mia musica è riscatto, ogni barra è la prova che dal buio puoi salire in alto.»
Hai attraversato pause e ritorni importanti nel tuo percorso musicale: che cosa ti ha insegnato questo rapporto “intermittente” con la musica e come influisce oggi sul tuo modo di scrivere e performare?
«Le pause mi hanno insegnato fame e disciplina: ora scrivo come se fosse l’ultima volta ogni volta.»
Con singoli come “Martini Porn Star” hai raggiunto ottimi risultati anche all’estero. Quali sono, secondo te, gli elementi della tua musica che riescono a superare i confini linguistici e culturali?
«Verità e vibrazioni non hanno lingua: la mia musica arriva perché è cruda e reale, ovunque tu la ascolti.»
La scena barese e quella nazionale stanno vivendo un momento di grande fermento. Dove immagini che possa collocarsi Raguel in questo panorama, e quale contributo vuoi portare alla cultura urban italiana?
«Raguel è la voce di Bari con ambizione globale: voglio portare l’urban italiano a uno standard internazionale.»
