Nada Malanima è certezza, e lo dimostra ogni volta che decide di mettersi in gioco, com’è successo con il duetto con Motta sul palco dell’Ariston. Coraggiosamente indomita, libera e a tratti irrazionale, ritroviamo l’artista perfettamente incalzante e convincente nel suo ultimo album E’ un momento difficile, tesoro, un lavoro lirico, complesso e strettamente personale.

nada è un momento difficile

Ostinata e contraria, Nada si conferma un’artista alterativa e coerente con il suo stile riconoscibile. Aveva solo quindici anni quando, con coraggio e un pizzico di follia, si presentò nel 1969 al Festival di Sanremo con Ma che freddo fa, per poi vincerlo due anni dopo con Il cuore è uno zingaro. A 50 anni esatti da quella prima apparizione nazionale, Nada canta E’ un momento difficile, tesoro, che vede il ritorno alla produzione di John Parish – già produttore di PJ Harvey, Eels, Giant Sand, Afterhours ed altri – che torna al fianco di Nada dopo il lavoro fatto nell’album Tutto l’amore che mi manca (2004). La voce della Malanima, che il tempo ha reso più bella e ricca di sfumature, è lo strumento principale di un album dolente e tormentato, umano e intimo in cui si parla di separazioni e di addii definitivi, ma anche di speranza. Nel disco Nada si mette a nudo, si spoglia di ogni sua incertezza, mostrando le sue fragilità di donna.

La titletrack ci immerge nel tema più irrequieto dell’album “la vita è una bottiglia, una tristezza che si taglia nell’aria”. Un inizio chiaro e diretto su quello che è il seguito di un album privo di contraddizioni. Se in All’ultimo sparo c’è spazio per i ricordi di un padre militare che “volava sopra i cieli nella guerra, prima che scoppiasse il mondo. Sparava ma non era cattivo, credeva di cambiare qualcosa”, O Madre, è dedicata al dialogo con questa madre che è stata troppo lontana. Quest’ultimo è un brano intenso e penetrante, che termina con un finale inatteso e clamoroso, un ritorno nel grembo materno necessario. In Due giorni al mare Nada ci confida questa sua ineluttabile voglia di trovare pace e ripartire.

Dove sono i tuoi occhi forse è il brano più pesante. “Dove sono i tuoi occhi? Che inferno, avere delle braccia e nessuno da abbracciare”, un urlo che ti arriva come una lancia. In Disgregata e Macchine viaggianti Nada si muove in concomitanza con la traccia precedente, un titolo esplicativo che racchiude il suo status. In Stasera non piove fuoriesce tutta la disarmante bellezza della voce della Malanima. Un timbro che il tempo non ha scalfito affatto. Lavori in corso invece ha il merito di farci vedere quella luce in fondo al tunnel di un disco crudo e sofferto, a tratti soffocante. Il brano ci lascia quella possibilità di rivincita: “la vita va leggera come l’anima nella sera che ha perso la sua strada, ma cerca un’atmosfera, un bacio su una guancia, una tenera carezza che sfugge come la mia timidezza in un tramonto un po’ speciale che all’improvviso: ti si apre il cuore”. La stessa speranza la ritroviamo nell’ultimo brano, Un angelo caduto dal cielo (è inevitabile non pensare a quell’angelo caduto dal cielo cantato in Amore Disperato nel 1983). Qui Nada ci fa presente che oggi – a differenza di 35 anni prima – si può raggiungere l’altra parte del cielo solo attraverso la consapevolezza di aver perso le piume e separarsi dal branco.

Nada, E’ un momento difficile, tesoro – Tracklist

  1. È un momento difficile, tesoro – (04:04)
  2. All’ultimo sparo – (03:43)
  3. Due giorni al mare – (03:49)
  4. O Madre – (04:48)
  5. Dove sono i tuoi occhi – (03:44)
  6. Disgregata – (03:46)
  7. Stasera non piove – (04:11)
  8. Macchine viaggianti – (04:04)
  9. Lavori in corso – (04:55)
  10. Un angelo caduto dal cielo – (03:44)