Max Martulli, il tour manager degli Afterhours, ci spiega come salvare un settore fondamentale nella musica: The Dark Side of the Show

di Leslie Fadlon

In un periodo così complesso per la salute e per l’economia a livello internazionale, una delle cose di cui stiamo sentendo molto la mancanza sono i concerti. Da amanti affamati della musica come siamo, l’impossibilità di vivere la musica con i cinque sensi si fa vera privazione. Certo, non mancano le dirette social dei vari artisti, che ci fanno sentire meno soli. Ma quanto sarà bello tornare sotto i palchi, in un parterre pieno di persone? Quanto sarà bello alzare gli occhi e farsi ipnotizzare dalle luci, abbracciare dai suoni, riscaldare dal calore umano. Pensate all’immenso lavoro necessario a mettere in piedi un’experience del genere. Un lavoro realizzato da tante persone, i cosiddetti tecnici dello spettacolo, parte di una grande famiglia: quella che segue gli artisti durante i tour, supportandoli in una miriade di modi. E nel caso di chi sta scrivendo questo articolo, frequentare in maniera massiccia l’ambiente della musica rock e – soprattutto – ciò che gira intorno alla meravigliosa rock band degli Afterhours, mi fa pensare a persone come Max Martulli. Max, il loro (e non solo) tour manager, è una persona affabile, spiritosa, gentile e disponibile. E in questi giorni, Max sta sottolineando – attraverso social come quello del suo progetto “The dark side of the show” – l’importanza del settore ”backstage”. E, come nel caso della Fondazione Centro Studi Doc e di Doc Servizi, che hanno lanciato l’appello #nessunoescluso ed una petizione per un sostegno ai lavoratori dello spettacolo, Martulli e i suoi colleghi vogliono – e devono – far sentire la propria voce. Il decreto ”Cura Italia” infatti, sembra aver dimenticato la categoria di questi professionisti, eroi senza i quali nessuno spettacolo potrebbe giungere sui palchi. Gli stessi eroi che Max Martulli ci racconterà nel suo docufilm. “The Dark Side of the Show” mostrerà infatti il mondo nascosto al pubblico fruitore di eventi, concerti, opere teatrali, musical, produzioni discografiche e cinematografiche, tour production, booking e management. Il suo scopo sarà di raccontare le numerose figure professionali che in Italia sono poco conosciute ma che muovono un indotto economico enorme. Lo stesso che ora andrebbe salvaguardato. Max Martulli ha raccontato il progetto e le sue idee a Leslie Fadlon in questa intervista.

the dark side of the show

L’intervista a Max Martulli

Ciao Max e benvenuto sulle nostre pagine. Sei una delle menti del bellissimo progetto ‘’The Dark Side of the Show”. Intanto ti va di raccontare ai lettori di cosa si tratta?

Ciao e grazie mille! The Dark Side of the Show è un progetto al quale sto lavorando da parecchi mesi e vedrà la luce sotto forma di un docufilm che racconterà la vita professionale dei vari addetti ai lavori del mondo dello show-live, che va dai concerti, al teatro, alla danza alle performances di ogni genere artistico. Ho deciso di farlo per dare luce ad una serie di lavori, vere professioni che il pubblico ignora e spero di riuscire a trasmettere curiosità tra i giovani. 

Sei anche il tour manager degli Afterhours, e non solo. Ci racconti com’è nato il tuo bellissimo percorso?

Vivo nel mondo della musica da più di 30 anni, ho sempre frequentato musicisti e sale prova di Milano, dato che anche io sono un musicista ho maturato e conservato ottimi rapporti con molti artisti e un bel giorno Manuel (Agnelli) mi ha chiesto di diventare il band assistant degli Afterhours dicendomi che ero la persona perfetta per fare questo lavoro!! Bhè, mi sono fidato e mi ci sono buttato a capofitto e da allora ho avuto l’onore e il piacere di collaborare con altri artisti italiani e stranieri. Devo a lui molte delle mie esperienze più emozionanti del mio lavoro. Non smetterò mai di ringraziarlo per avermi introdotto in questo settore. Ho imparato una professione legata alla mia passione , la musica, ho la fortuna di fare oggi quello che amo!

In questo periodo di crisi nazionale – e non solo – il settore musicale è tra quelli che ne stanno risentendo, almeno economicamente, di più. Come la state vivendo?

Tra noi addetti ai lavori è nata una meravigliosa collaborazione sulle procedure da seguire ed intraprendere con la burocrazia italiana per capire se possiamo avere una sorta di sostegno, il cosiddetto “reddito di quarantena” dato che il nostro settore è stato uno dei primi a saltare e a mettere in ginocchio tutti gli addetti come me, ci stiamo facendo forza, ci sentiamo spesso con i colleghi più stretti e sono nate molte iniziative sui social tra i professionisti delle altre regioni e quindi ne è scaturita una catena umana incredibile. “The dark side of the Show” ha una pagina FB e ho fatto in modo che diventasse un po la bacheca di tutti noi in questo drammatico momento. Attendiamo risposte dal Governo.

C’è bisogno di reagire. Quali potrebbero essere, secondo te, delle soluzioni per i lavoratori del settore?

La più bella ed emozionante iniziativa che abbiamo preso è quella di prestare il nostro Know how e la nostra esperienza alla protezione civile per dare una mano alle autorità sanitarie. Spero ci prendano in considerazione. Chi meglio di noi saprebbe allestire una cittadella con energia elettrica ed acqua in brevissimo tempo! Le crew dei tour sono specialisti nel montare e smontare qualsiasi palco nel giro di poche ore!Per quel che riguarda il nostro lavoro, le nostre professioni non ci rimane altro che aspettare e ripartire più forti di prima! Finchè non riparte la macchina dello show noi siamo fermi.

E in questo periodo così difficile per i locali milanesi e non, che ne pensi delle dirette sui social cui molti musicisti stanno aderendo?

E’ una bellissima iniziativa, mi ha emozionato molto vedere gli artisti nel concedersi a tutti cosi’. Credo che anche per gli artisti stessi sia stato emozionante ricevere cosi’ tanti abbracci virtuali in un momento cosi’ difficile. Non dimentichiamoci che anche loro non stanno lavorando più. Ovvio è un altra dimensione, non è uno show LIVE in carne ed ossa, ma ben vengano, stanno facendo crescere la voglia a tutti di ritrovarci a festeggiare l’arte, la cultura e la vita tutti insieme. 

Diversi sono i tecnici dello spettacolo che stanno parlando di questa grave situazione. Di chi condividi maggiormente il pensiero?

Sono troppi, tutti hanno idee meravigliose, come quella citata sopra, poi io sono a contatto con molti di loro, li sento spesso, difficile scegliere. Stanno tutti affrontando il momento con grinta e voglia di dare aiuto e di essere ascoltati e presi in considerazione dal mondo del lavoro. Paghiamo le tasse come tutti ma non abbiamo nessuna tutela in situazioni drammatiche come quella che stiamo vivendo.

Quali sono le tue speranze? E cosa ti manca di più del tuo lavoro? Di sicuro, non gli aerei giusto? 😀

Gli aerei neanche un po! 🙂 Io sono un super fan del treno! 🙂 Mi manca la vita on the road, difficile spiegarlo. Un caro collega, mi disse durante un intervista per The Dark Side: “chi fa il nostro lavoro vive 3 vite in una.” Ecco cosa intendo. Difficile farne a meno quando entri in questo incredibile vortice. E poi le persone, Gli artisti, le anime belle che nel corso di questi anni ho incontrato in giro per il mondo. Non vedo l’ora di ritornare al mio lavoro e quindi spero che il virus sparisca dalla faccia della terra velocemente cosi’ come è arrivato e che si trovi alla svelta una cura. Fa male vedere tutti questi morti e fa ancora più male sentire che non hanno nemmeno potuto salutare i propri cari nelle ultime ore della loro vita. Non è giusto.

martulli

Come possiamo aiutarvi a diffondere la vostra voce?

Sulla pagina Facebook di “The dark side of the Show” trovate un sacco di notizie, iniziative e news in costante aggiornamento. Condividere i nostri post ci aiuterebbe TANTISSIMO. Grazie mille! 

Tornando a te Max, da amante del rock, come passi le tue giornate ‘’in isolamento”?

Mi sto dedicando al 100% alla famiglia! Stando 8 mesi all’anno fuori casa (non di fila per fortuna!) sto recuperando molto devo dire, con le figlie super giovani in giro per casa non ci si annoia mai! Io e mia mia moglie stiamo facendo i maestri scolastici per i compiti da fare a casa, cucino di tutto, abbiamo imparato a fare la pasta fatta in casa addirittura! Poi sto finalmente leggendo i libri che avevo nella wish-list e sto realizzando alcune musiche per il documentario. Diciamo che la giornata mi vola!  E poi ci sono le videochat multiple che sono uno spasso. 🙂 … ma credo che non ci mancheranno affatto quando tutti usciremo dalla quarantena!

Ci consiglieresti qualche buon disco, libro e/o film da approfondire?

Io sono analogico e quindi vi consiglio le  mie personalissime pietre miliari:

DISCO – New Gold Dream – Simple Mind – 1981

LIBRO – il Conte di Montecristo – Alexander Dumas

FILM – Blade Runner – 1982

Infine, come possiamo tenerci aggiornati sui progetti e sul docufilm di The Dark Side of The Show?

Sui social dedicati al docufilm(The Dark side of the Show) e sui miei!  

Grazie..auguri e rock on!

Grazie a voi, un caro abbraccio virtuale. per ora! 😉 

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