Madame: la recensione del suo primo, omonimo disco

di Leslie Fadlon

Buona parte del pubblico si sarà chiesto cosa ci facesse una come Madame sul palco del Festival di Sanremo 2021: secondo noi era lì per sprigionare il carisma della sua ‘‘Voce’’. E per far conoscere, proprio a quel pubblico, un’esponente della nuova cultura trap pop italiana. Madame infatti rappresenta l’evoluzione contemporanea del cantautorato che incrocia l’R’n’B e che non si pone limiti a livello testuale, prendendo spunto dal rap. E che diventa una creatura ibrida, difficilmente definibile. Il 19 marzo Madame ha pubblicato il suo primo disco omonimo: sedici tracce che non mancano di regalare anche qualche interessante collaborazione. Per farne i nomi, nel disco troviamo ad affiancarla artisti come Marracash, Ghali, Ernia, Dani Faiv e tanti altri, in nove brani su sedici che raccontano il mondo di Madame sotto tantissimi punti di vista.

“MADAME”

“Madame” si apre con “Istinto”, dalle tinte cupe, ispirato alla solitudine di chi vive di impulsi e si sente illuminato da una nuova consapevolezza verso una realtà spesso finta e fragile; a seguire c’è “Voce”, prodotto da Dardust e che le ha fatto vincere il premio “Sergio Bardotti” per il miglior testo al Festival di Sanremo 2021. Un brano dedicato a quella voce che rende gli artisti immortali. “Il Mio Amico” vede Madame farsi affiancare da un vero gigante del rap italiano: Fabri Fibra. Un gigante con cui la giovane Madame condivide un grande amico, ovvero il Rap, protagonista del pezzo. Seguono poi le “Bugie” cantate nel brano con Rkomi e Carl Brave. Bugie e vibes negative da rimuovere dalle proprie esistenze. Ritmi orientaleggianti ci aprono la strada verso la storia d’amore clandestina raccontata sulle note di “Babaganoush”, in featuring con i Pinguini Tattici Nucleari, perfetti per questa canzone dolceamara. Tocca poi a Guè Pequeno, mentre parte l’introspettiva “Dimmi Ora”; “Clito” viene da un recente passato e ci fa pensare a quanto sia stata rivoluzionaria Madame nel porre un tema del genere in un brano, ma solo perché cantato da una donna, in Italia. Echi ricchi di groove caratterizzano la featuring di “Mood”, con Villabanks e poi quello di “Nuda” con Ernia; in “Bamboline Boliviane” la protagonista si riempie di domande, tra i tanti problemi dell’adolescenza, che diventa ancor più problematica sulle note di “Mami Papi”, brano prodotto da Shablo, che tratta il rapporto con dei genitori. Nella tracklist di “Madame” troviamo poi “Baby“, singolo pubblicato lo scorso anno con un divertente video su un’improvvisa trasformazione. E con un testo che parla di un’amicizia quasi ossessiva. Arriva poi ‘’Luna’’, con Gaia, che fa venire voglia di ballare come la traccia precedente. E in questo disco non manca il freestyle, che incontriamo in “Amiconi”, prima di “Tutti Muoiono”, featuring con Blanco e Michelangelo dedicato al tempo che scorre inesorabile. Per chiudere, Madame sceglie “Vergogna”, che vede la protagonista guardarsi allo specchio e liberarsi parlando di tutto ciò che le rende complesso il cammino, in una realtà dove il compromesso fa da padrone e il dolore è una costante conseguenza.

Madame, in questa come nelle altre tracce, si impone come una vera antieroina del rap, narrando la commistione quotidiana di gioie, dolori, sofferenze e libertà dell’esistenza di una giovane donna. O meglio di una giovane persona che trova rifugio nella musica e che utilizza la propria voce perché il suo Io – e quello di tante altre persone – possa essere finalmente ascoltato.

LA TRACKLIST E GLI OSPITI DI “MADAME”

ISTINTO

VOCE prod. Dardust

IL MIO AMICO con Fabri Fibra

BUGIE con Rkomi e Carl Brave

BABAGANOUSH con i Pinguini Tattici Nucleari

DIMMI ORA con Guè Pequeno

CLITO

MOOD con Villabanks

NUDA FT con Ernia

BAMBOLINE BOLIVIANE

MAMI PAPI prod. Shablo

BABY

LUNA con Gaia

AMICONI (freestyle)

TUTTI MUOIONO con Blanco e Michelangelo

VERGOGNA

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