Home Interviste Gli incontri inaspettati tra “Le vie di Tokyo” di Sèmièl – INTERVISTA

Gli incontri inaspettati tra “Le vie di Tokyo” di Sèmièl – INTERVISTA

by Alessia Andreon
Sèmièl

Dopo 2 album e 3 ep in lingua inglese, “Le vie di Tokyo” è il nuovo singolo di Sèmièl, cantautore toscano al debutto discografico in lingua italiana.

“Le vie di Tokyo” è una canzone agrodolce e malinconica, che racconta un episodio surreale vissuto da Sèmièl durante il suo tour in Giappone: l’incontro inaspettato, in una delle città più grandi del mondo, nel quartiere di Shibuya, con un’amica d’infanzia.

Questa coincidenza colora la canzone e quella che, fino a quel momento, era una città bellissima ma fredda, diventa ad un tratto lo scenario in cui poter ricordare la spensieratezza visuta da bambini.

Così, un gesto semplice , come bere una tazza di tè insieme, assume un significato profondo, portando al cantautore conforto e serenità, in un periodo di caos emotivo e relazioni complesse.

Oltre al potere delle coincidenze e del destino, Sèmièl utilizza questo testo per farci riflettere sull’importanza delle piccole cose, come un incontro, per potersi ritrovare anche nelle situazioni più disparate.

INTERVISTA
Ciao Sèmièl,
“Le vie di Tokyo” racconta un incontro surreale dall’altra parte del mondo. È stato totalmente fortuito o sapevate almeno di essere nella stessa città?

Dipende cosa si intende per fortuito, penso che la maggior parte degli eventi siano un effetto farfalla, domino o a palla di neve se vuoi.

In Italia il termine “fortuito” ha un proprio immaginario perché ormai se riesci ad arrivare in orario ad un appuntamento è già di per sé un evento fortuito.

In una città come Tokyo tutto deve funzionare correttamente perché altrimenti si creerebbe un effetto domino che diventerebbe a palla di neve, senza contare gli effetti farfalla appunto, per cui la città andrebbe in tilt.

Quindi tutto programmato, ma il riuscire a far combaciare i miei orari del soundcheck e i suoi turni di lavoro nell’unica data dentro Shibuya effettivamente è stato un evento fortuito.

L’incontro è anche occasione per vedere con occhi diversi questa città iper tecnologica ma, forse, un po’ fredda…. Che ne pensi?

Da turista magari potrebbe dare quell’idea, me ne rendo conto, ma tra visitarla da turista con maps e farsi guidare dai locals c’è una differenza come tra mangiare e guardare uno che mangia.

Ho avuto la fortuna di poter conoscere questa metropoli grazie alla musica e ad un management di appassionati ed entusiasti d’arte, è stato molto intenso.

L’opposto di freddo, mi sono sentito avvolto e coccolato dalla città in diverse occasioni.

È un po’ come un fantasy in cui l’antagonista si rivela come il personaggio col cuore dalla parte giusta.

Da persona fotofobica posso garantirti che appena ho visto tutti quegli schermi pubblicitari giganti a led ho provato una sensazione di sconforto importante, più avanti ho capito che è un modo per accattivarsi i mercati occidentali e vendere ai residenti stranieri.

Nessuno degli autoctoni che ho conosciuto porta avanti uno stile di vita consumista, hanno sicuramente delle contaminazioni stilistiche occidentali, ma la questione si ferma lì.

Il brano mi ha fatto pensare alla famosa leggenda del “filo rosso”. Ci avevi pensato?

Pur avendo un background vagamente correlabile al protagonista non penso sia questo il caso o comunque spero di no.

La persona in questione nel ritornello è nei ricordi più innocenti che ho, ognuno ha fatto le proprie scelte e nel presente siamo felici. Le leggende sono belle, poesie, ma i poeti sono anche bugiardi.

Dalla canzone traspare un velo di malinconia: è uno stato d’animo che ti appartiene, o era dovuta al periodo che stavi vivendo?

Penso entrambe. Vengo dall’hardcore punk, sicuramente non ho uno storico rose e fiori. Sono successe tante cose in questi anni, alcune meravigliose, altre terribili. Direi che vedo la malinconia come un meccanismo difensivo, guarda verso il passato e ti ricorda sempre chi sei e da dove vieni. Personalmente mi tiene con i piedi per terra.

Nonostante sia una persona guidata dall’istinto emotivo mi sono reso conto di avere una buona capacità adattiva, quindi al presente sono contento di come si sono evolute le scelte che ho fatto in passato e anche quelle che ho subito.

Nel 2025 sono già usciti anche Avvelenami e Domani era ieri, tre brani abbastanza diversi tra loro.
Stai lavorando a un album?

Sì, uscirà in autunno. Parola chiave: mai fare la stessa cosa due volte. Da novembre sarò anche in tourné in Italia, vienimi a trovare!

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