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GIOVEDIMAGGIO ci invita a prendere una pausa con “Stand By” – INTERVISTA

by Alessia Andreon
Stand By copertina

Si intitola “Stand By” il nuovo singolo dell’artista trentino GioveDiMaggio feat. YENKO per The Saifam Group.

Come indica il titolo, il brano invita a prendersi una pausa dalla frenesia del mondo che ci circonda e a ritagliarsi uno spazio di calma e riflessione, per poter ritrovare sé stessi.

Nel testo si uniscono la scrittura sensibile e melodica di GioveDiMaggio e la voce cruda e intensa di YENKO, creando un equilibrio tra malinconia e leggerezza.

Il brano è concepito come un rituale, da compiere quotidianamente, per recuperare energie senza chiederti nulla in cambio.

“Stand By” ci ricorda che ogni tanto va bene rallentare e ritagliarsi i propri spazi, è additittura vitale.

La musica o fare una passeggiata sono, per GioveDiMaggio, il mezzo attraverso il quale ritrovare la pace e effettuare una sana disconnessione.

INTERVISTA

Ciao,
“Stand By” esalta la calma come rimedio alla noia e alla frenesia che, spesso, ci fanno perdere occasioni e momenti che dovrebbero, invece, essere più goduti. Cosa ti aiuta a “calmarti” nei momenti in cui ti senti sopraffatto?

Sinceramente, sono una persona che tende a farsi travolgere dai sentimenti e dal momento.

Sono impulsivo, mi lascio spesso guidare dalle emozioni, anche quando magari dovrei fermarmi un attimo a riflettere.

Allo stesso tempo, cerco di vivere ogni situazione al massimo, senza trattenermi, perché penso che anche questo faccia parte della mia natura e del mio modo di essere vero.

Oltre alla musica, mi fanno stare bene anche le piccole cose: una passeggiata all’aria aperta, un momento di silenzio, o il tempo passato con i miei amici.

Sono quegli attimi semplici che mi riportano a terra, che mi fanno sentire presente e vivo.

Penso che sia un equilibrio che sto ancora cercando, ma che vale la pena coltivare ogni giorno.

Il ritornello è quasi un imperativo a ritagliarsi del tempo per sé stessi. Perché hai sentito l’esigenza di scrivere questo testo?

È nato tutto dalla voglia di fare qualcosa insieme tra amici. Volevamo raccontare un’esigenza che sentivamo tutti: quella di prenderci del tempo, di staccare, di ritrovare un po’ di spazio per noi stessi.

Scrivere questo testo è stato un modo per fermarci un attimo e dare voce a quella sensazione.

Questo brano vede la partecipazione anche di YENKO; come è nata la vostra collaborazione che va avanti già da due singoli?

Nasce innanzitutto da un’amicizia tra noi con la musica.

Io e Jacopo ci conosciamo ormai da un paio d’anni e le nostre strade si sono incrociate in maniera proprio casuale per via della musica, a un concerto di Olly nel 2023.

Abbiamo sentito subito che ci accomunava una voglia matta di fare musica e di scoprire e seguire le nostre direzioni.

Di lui apprezzo tanto la sua penna. Ha una capacità unica nel riportare per iscritto il suo vissuto e le sue esperienze, riesce a trasmettere molto bene ciò che sente e non ha paura a mostrare direttamente le sue fragilità.

Inoltre, ha un’energia unica e lo rispetto per questo. Credo sia fortissimo.

Entrambi avete come riferimenti il pop e il rap ma li dosate in maniera differente. L’unione, in questo caso, fa la forza di un progetto?

Assolutamente sì. Una delle cose che mi ha gasato di più di questo progetto è stata proprio la possibilità di unire i nostri due stili.

Io e Jacopo (Yenko) veniamo da percorsi diversi: lui ha un’impronta più legata al rap, mentre io porto dentro una scrittura più melodica, legata al pop e al cantautorato. Ma proprio per questo ci completiamo. È come se parlassimo due lingue diverse ma con la stessa intenzione emotiva.

Lavorare insieme è stato stimolante perché non abbiamo mai cercato di uniformarci, ma piuttosto di rispettarci e mescolarci in modo naturale. E secondo me si sente: la canzone ha un’identità che non si sarebbe potuta creare singolarmente.

Questa fusione è ciò che mi piace di più della collaborazione con lui: è come se avessimo trovato un punto d’incontro tra due mondi paralleli, che alla fine parlano allo stesso cuore

Tu e YENKO siete entrambi artisti emergenti; solitamente si tende ad “appoggiarsi” a nomi già conosciuti per i feat.; come mai invece avete scelto un’altra strada?

Per me fare musica significa prima di tutto viverla, non usarla.

Non mi interessa collaborare con qualcuno solo per avere visibilità o crescere nei numeri. Il mio obiettivo non è ‘arrivare’, ma condividere qualcosa che sia vero, che mi rappresenti.

Credo che la connessione umana sia fondamentale: se non conosco davvero la persona con cui sto lavorando, se non c’è fiducia e scambio reale, allora anche la musica rischia di diventare superficiale.

Invece quando c’è sintonia, quando si crea un’intesa che va oltre il brano, allora l’esperienza si arricchisce e anche il messaggio che passa diventa più forte, più credibile.

Voglio che chi mi ascolta senta che quello che faccio è autentico, che non sto interpretando un ruolo.

Per questo scelgo di circondarmi di persone che condividono questo approccio: più che una strategia, è una scelta di verità.

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