Giorgio Moretti – ”Quasi mai”, la recensione

di Leslie Fadlon

“Quasi Mai” è il disco d’esordio del giovane cantautore Giorgio Moretti, pubblicato a febbraio per Camarilla. L’album è stato realizzato con la direzione artistica e la produzione musicale di Meiden, già a lavoro con artisti del calibro di Rancore. “Quasi mai” è stato anticipato dai singoli “Serio?!” e “Radical Love” e segna il debutto del ventiquattrenne Giorgio Moretti nel panorama musicale italiano. Nei suoi brani, Moretti canta la propria età in maniera lucida e lineare, con tutti i sogni e le speranze ma anche con le amarezze proprie della sua generazione. Tre anni a Torino a studiare scrittura creativa e sceneggiatura gli conferisce la ricchezza di immagini con cui costruisce le proprie storie fatte di testi diretti e mai banali. Il resto lo fa una formazione musicale ampia che si concretizza in nove brani con un gusto per la melodia, dai sapori contemporanei, contaminati di elettronica gentile, chitarre a disegnare contrappunti e una ritmica essenziale.

In proposito, l’autore ha dichiarato:
“Ero al mare, un giorno di giugno, quando ho visto un bambino passeggiare da solo sul bagnasciuga al tramonto. Non avevo con me una macchinetta fotografica, allora ho preso il mio telefono e ho deciso di immortalare quel momento. Ancora non lo sapevo, ma quella foto, rivista qualche mese dopo, sarebbe diventata la copertina dell’album “Quasi mai”, il mio primo disco composto da nove tracce, che ho iniziato a comporre durante la quarantena. E forse quell’immagine descrive meglio di qualsiasi altra parola il senso che ho cercato di dare a questo lungo lavoro: è l’idea di abbandonare quell’età dell’innocenza, pura e senza tempo, per affacciarsi ad un mondo in cui le cose hanno una fine e possono tramontare.”

TRACKLIST “QUASI MAI”

1 – Alba
2 – Lolita
3 – Manuale per giovani astronauti
4 – Radical Love
5 – Napoli
6 – Serio?!
7 – 16:9
8 – Ptr
9 – Ucciderci

”Quasi mai” – Il disco

Il disco si apre con “Alba”, che – secondo l’autore – come il disco, nasce da quel momento in cui, dopo il buio, riesci a vedere i primi contorni delle cose. La luce, quella che emana il sole come quella che può emanare una persona, disegna gli oggetti e li rende finalmente visibili per poterli raccontare.
A seguire c’è la dolce “Lolita”, dedicata ad una vicenda che l’autore ha assistito da vicino, diventata un fatto di cronaca nazionale. La storia che ha ispirato la serie Baby. Cambiamo completamente sound e scenari sulle note di “Manuale per giovani astronauti”, scritta pensando ad una ninnananna, mentre la successiva “Radical Love”, scelta anche come singolo, parla di storie d’amore potenziali e platoniche, non realizzate perché, a volte, preferiamo viaggiare con l’immaginazione, anziché vivere. Giorgio Moretti ci canta il titolo dell’album, “Quasi mai” per farci entrare sulle note di “Napoli”, un brano che parla di delusioni e disillusioni e di come tutto il mondo sembri spegnersi quando proviamo queste sensazioni. Ma parla anche di nuove consapevolezze.
Siamo giunti così alla sesta traccia, “‘Serio?!’ – l’altro singolo scelto per anticipare il singolo – consapevolmente una canzone ambigua, come ambiguo è il suo titolo.
Su “16:9” possiamo ascoltare un po’ di sperimentazione elettronica, a far da cornice a un brano che ci raccontata la passione di Giorgio Moretti per il cinema. L’autore, in merito, ha detto: “16:9” vuole essere, infatti, una canzone cinematografica, che parla di quelle emozioni così forti che hanno il potere di trasformarsi in immagini, proprio come accade al cinema. È anche un desiderio, forse: quello di riuscire a osservare il mondo in un “formato” diverso.
La fine di un amore e l’importanza di un’amicizia fanno da protagonisti sulle note di “PTR”, un brano relativamente vecchio, una confessione ricca di sentimento; per chiudere il cerchio di questo bel disco, c’è una nona traccia, “Ucciderci”. Si tratta di un esperimento musicale realizzato al fianco del produttore, Meiden, per creare un pezzo dall’atmosfera lo-fi, che rispettasse il modo sincero ma scanzonato con cui l’autore parla di una storia d’amore ormai finita. Moretti, in proposito ha detto: “Insieme a “16:9” è, forse, la strumentale su cui abbiamo sperimentato di più. Il titolo, così come tutta la canzone, mi sembrava il modo giusto per la conclusione di questo lungo racconto contenuto nell’album: è la consapevolezza della fine di un capitolo, che riletto guardando indietro mi aiuta a capire meglio quello che accadrà d’ora in poi.”
E come Giorgio Moretti, anche noi ascoltatori ci possiamo sentire un po’ più cresciuti dopo aver ascoltato “Quasi mai” la prova di debutto di un cantautore consapevole delle varie sfaccettature dell’esistenza ma in grado di raccontarle attraverso la leggiadria di nove canzoni.

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