Luca Galassi alla chitarra, Alessandro Nardi al basso e Gian Luigi Mandolini alla batteria sono la band marchigiana: “Feedback in July” con, all’attivo, il loro primo EP totalmente autoprodotto: “Wili Wili For Duke”. Tre giovani musicisti che coraggiosamente portano avanti la loro passione per la musica e nonostante si definiscano “over 35” hanno deciso di buttarsi in quest’avventura spinti dalla volontà di provare a rendere un sogno realtà. Tre personalità diversissime che mescolate generano un mix scoppiettante. Li incontriamo nella loro sala di registrazione a Recanati (Mc) in un afoso pomeriggio di luglio e tra un aperitivo e l’altro viene fuori questa interessante chiacchierata:Feedback in July

QUALI SONO LE VOSTRE ESPERIENZE PASSATE PRIMA DI CREARE I FEEDBACK IN JULY e COME è NATA L’IDEA DI UNIRVI IN QUESTA BAND?

LUCA: Nasco come chitarrista, ho iniziato giovanissimo ma per un periodo mi sono fermato sperimentando altri strumenti come il flauto o la tromba. Lo studio dell’armonia mi ha accompagnato per tutto questo tempo finché Gian Luigi non mi ha chiamato e mi ha proposto di formare questa band. Inizialmente siamo partiti da delle cover e poi abbiamo buttato giù pezzi nostri.

GIAN LUIGI: L’idea di creare una band con Luca era nell’aria già da un po’ però non riuscivo a trovare il tempo per dedicarmici, facevo parte di un’altra band e suonavo in vari progetti con altri musicisti, quasi tutti chitarristi, una categoria di super pignoli (ride). Alla fine abbiamo preso una decisione, ci siamo incontrati, lui aveva dei riff, delle idee, era tutto in fase embrionale. Nel 2016 abbiamo fatto qualche data ma era tutto abbastanza confuso. Ci è voluto molto tempo e molta calma per giungere a capire che dovevamo trovare un bassista che tirasse le fila. Abbiamo pensato di inserire Alessandro per dare profondità al progetto, con  lui avevamo già suonato, ci piace dire che siamo una band che si è “ritrovata”.

ALESSANDRO: Sì, abbiamo suonato insieme alla fine degli anni ’90 in una cover band poi le nostre strade si sono separate. Un giorno Gian Luigi (Gigio per noi) mi ha proposto di unirmi alla band, all’inizio l’impatto è stato un po’ particolare perché le sonorità e gli accordi di Luca erano molto diversi dalle mie precedenti band principalmente Rock e Rock Blues. Con Luca è cambiata un po’  l’armonia e mi sono rimesso a studiare gli accordi semi- diminuiti e diminuiti più vicini al mondo Jazz. I primi tempi è stata dura ora posso dire che, dopo due anni che suoniamo insieme, i pezzi vanno evolvendosi, cambiano continuamente, si trasformano.

QUINDI, A QUANTO PARE, IL COMPOSITORE O MEGLIO “IL SECCHIONE” DEL GRUPPO È LUCA…

LUCA: Esatto (ride). Diciamo che quando acquisisci parecchie conoscenze ti piace riversarle poi nell’arte che proponi mescolandola ad effetti, suoni. Mi piace sperimentare, un po’ di delay un po’ di distorsore ed esce fuori qualcosa di carino che poi propongo al gruppo. Loro lo riprendono e lo riarrangiano.

L’IDEA DEL NOME DELLA BAND DI CHI È STATA?

LUCA: La mia perché mi piace sia il significato che il suono della parola “Feedback”. Ho aggiunto “In July” perché Luglio è il mese in cui sono nato e poi perché è comunque un mese meraviglioso, il cuore dell’estate. Capita in queste giornate che il calore salga dalla strada a creare una specie di vibrazione che può portare ad avere ricordi o addirittura visioni oniriche e mi piaceva associare questa immagine alla nostra musica.

IL VOSTRO PRIMO EP SI INTITOLA “WILI WILI FOR DUKE” COME AVETE SCELTO I QUATTRO BRANI DA INSERIRE DELLA VOSTRA PRODUZIONE e IL TITOLO?

LUCA: Abbiamo scelto i brani che funzionavano di più dal vivo perché erano stati maggiormente testati, il resto in base al nostro gusto. L’ EP è uscito ad inizio 2018. Il titolo contiene la parola “Duke” che però non si riferisce al “Duca Bianco”, come molti potrebbero pensare, ma bensì a Duke Kahanamoku, un famoso surfista hawaiano degli anni ’30 che è stato un campione del mondo di nuoto. Mentre girava il mondo con il nuoto esportava la cultura del surf che alle Hawaii è lo sport principale. Siccome noi attingiamo anche dalle sonorità  della surf music, ci siamo avvicinati alla cultura dei surfisti hawaiani che consideravano il surf una cosa sacra, quasi una religione.

QUINDI QUAL È IL VOSTRO GENERE? COME VI DEFINIRESTE?

GIAN LUIGI: Definirci con un genere è difficile. Spesso il genere viene utilizzato per classificare una band ma noi stavolta cerchiamo di toccare vari stili musicali. Di base Luca ha dei giri armonici che vanno dal Jazz al Blues mentre io e Alessandro creiamo una base ritmica sulle proposte di Luca. Questa sperimentazione rimane comunque nella musica Underground, essendo una musica strumentale. Non è sicuramente una musica che va dietro a tutto quello che è il Mainstream o il Pop o il Rock Classico. Noi restiamo, di più, nell’ambito di uno stile che può sembrare “vintage” , miscelato a qualcosa di moderno e attuale. Ci piace sperimentare e non dare nulla per scontato.

QUESTA VOSTRA SPINTA ALLA SPERIMENTAZIONE VI HA PORTATO A COLLABORARE ANCHE CON ALTRE ARTI COME IL TEATRO, LA PITTURA, IL CINEMA, RACCONTATECI QUALCOSA.

ALESSANDRO:  La prima esperienza è  stata con degli attori incoscienti come noi! Ascoltando i nostri brani hanno abbinato dei testi tratti da film famosi da recitare accompagnati dalla nostra musica il tutto inserito in un “finto” programma radiofonico. Lo spettacolo si chiama “Ciak We Play!” e siamo già arrivati alla decima data in giro per l’Italia con gli attori di Magma Associazione Culturale: Silvia Bertini, Elena Fioretti e Gian Paolo Valentini. La seconda scommessa è una collaborazione con un’artista giapponese: Hisako Mori che da parecchi anni vive e lavora stabilmente in Italia. Il progetto si chiama “Absolutely Painting”. Hisako dipinge “in diretta” durante l’esecuzione dei nostri brani, lasciandosi trasportare dalla musica.

PROSSIMI APPUNTAMENTI E PROGETTI FUTURI?

GIAN LUIGI: Il 5 agosto saremo a Castelbellino in provincia di Ancona all’edizione 2019 del festival “Castelbellino Arte” con una nuova puntata di “Ciak We Play!” poi inizieremo a lavorare all’album che cercheremo di far uscire ad inizio 2020. Nel frattempo avvieremo collaborazioni con altri artisti, abbiamo da valutare varie proposte tra cui comporre una colonna sonora di un cortometraggio. La nostra band si può definire “camaleontica”, pur avendo una nostra identità ci piace lasciarci trasportare anche dall’artista con cui si collabora che ci dà spunti per rinnovarci e trasformarci. La musica è qualcosa che porta a vivere con positività le nostre vite e noi abbiamo intenzione di non far vincere chi vuol mettere da parte l’arte ma di combattere per far sì che la musica sia al primo posto, sempre.

 

E noi attendiamo con ansia gli sviluppi di questa band appena nata e gli facciamo i migliori auguri per una sfavillante carriera!