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“Il coraggio di non piacere”: la disillusione come rinascita per Gustavo – Recensione

by Alessia Andreon
Cover Il coraggio di non piacere HD

C’è un momento, nella crescita di ogni cantautore, in cui l’urgenza di dire la verità supera quella di piacere. “Il coraggio di non piacere”, il nuovo album di Gustavo in uscita il 15 maggio, nasce esattamente su questa linea di frattura: un disco che rifiuta compromessi estetici e narrativi per abbracciare una forma di sincerità imperfetta, spesso scomoda, ma necessaria.

Fin dalle prime tracce emerge una visione lucida e disincantata del presente. Gustavo mette in discussione le narrazioni idealizzate della vita, scavando nelle crepe: relazioni che finiscono, identità che si ridefiniscono, illusioni che si sgretolano.

Il risultato è un lavoro compatto, attraversato da una coerenza stilistica che tiene insieme arrangiamenti acustici, derive rock e aperture pop senza mai perdere un’identità riconoscibile.

RECENSIONE

L’apertura con La mia ultima canzone è già una dichiarazione d’intenti: la fine come condizione necessaria per ricominciare. È un brano sospeso, quasi programmatico, che introduce il tema centrale del disco, la trasformazione attraverso la perdita. Subito dopo,Come un disco di Calcutta gioca con la nostalgia e l’imperfezione delle relazioni, costruendo una sorta di playlist emotiva che diventa confessione affettiva, citando Giorgio Poi e Calcutta.

La forza del disco sta nelle sue contraddizioni. Démodé trasforma una progressione “felice” in un racconto caotico di post-rottura, mentreE tu cosa farai? espone senza filtri limiti e fragilità, ribaltando il concetto di vulnerabilità in atto comunicativo. Ma è con Vi odio tutti che Gustavo alza il tiro: una protesta grezza, volutamente disordinata, contro l’omologazione artistica e la dittatura degli algoritmi. Non è un inno generazionale, ma qualcosa di più personale e, proprio per questo, più credibile.

Sul versante più intimo, Gloria m’ha spogliato e Stare da soloesplorano il conflitto interiore con una scrittura che alterna leggerezza e tensione psicologica. In particolare, il dualismo tra strofe e ritornelli in “Gloria m’ha spogliato” restituisce bene la dinamica tra desiderio e paura.

Tra gli episodi più riusciti c’èRegalo di compleanno, che rompe la struttura tradizionale trasformando un’idea grezza in forma definitiva: un gesto semplice che diventa poetico proprio nella sua spontaneità. Una bella giornata, già anticipata come singolo, tira le somme con un tono quasi sportivo: si può perdere, ma senza rimpianti, se si è giocato fino in fondo.

La chiusura con Volando vengo è liberatoria: un brano che guarda avanti, tra suggestioni flamenco e immagini di rinascita. Qui il tema del coraggio si compie pienamente: non come assenza di paura, ma come scelta di attraversarla.

CONCLUSIONI

Dal punto di vista autoriale, Gustavo conferma una scrittura diretta, priva di sovrastrutture, capace di alternare ironia, rabbia e tenerezza. Non tutte le tracce hanno lo stesso peso, ma è proprio questa irregolarità a rendere il disco umano, credibile. Non c’è ricerca della perfezione, e questa è forse la sua qualità più evidente.

“Il coraggio di non piacere” è un album che non cerca consenso facile. È un lavoro di passaggio, di crisi e ricostruzione, che racconta la fine di un ciclo senza offrire soluzioni preconfezionate. Gustavo si espone, si contraddice, a tratti inciampa — ma non arretra mai. E in un panorama spesso levigato, questa scelta suona come un atto di resistenza.

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