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Massimo Di Cataldo ci racconta “C’è bisogno di credere”

by Alessia Andreon

È stato pubblicato il 9 febbraio, “C’è bisogno di credere”, il nuovo singolo del cantautore Massimo Di Cataldo, nel quale parla degli effetti collaterali del distanziamento sociale, come la mancanza dei sorrisi e del contatto con le persone.

Dalla necessità di comunicare le emozioni vissute in questo periodo così incerto nasce “C’è bisogno di credere“ perché credo sia necessario condividere l’esperienza che stiamo globalmente vivendo.

La musica è connessione, empatia, non solo uno strumento per concedere qualche minuto di distrazione, ma un gesto di liberazione che ci riavvicina.

Per un cantante il distanziamento si applica anche al palco e si ripercuote specialmente nella distanza dal suo pubblico; un’ esperienza che tutti speriamo di poter accantonare al più presto per tornare a fare musica dal vivo.

Purtroppo la pandemia che stiamo vivendo ha messo a dura prova il mondo dello spettacolo, gli artisti e il pubblico si sono resi conto di non poter fare a meno gli uni degli altri.

È necessario riconsiderare il valore dell’intrattenimento nella vita quotidiana, così come le cose più vere che abbiamo perso: un semplice abbraccio, una stretta di mano, un bacio anche soltanto amichevole. Credo che oltre a una crisi del nostro settore, vi sia una profonda crisi umana, non subiamo che attacchi mediatici e la nostra psiche va in pezzi.

È necessario il conforto che a volte solo una canzone può dare creando una sana empatia tra le persone

Il singolo è accompagnato da un video, per la regia di Matteo Bianchi, ambientato in un luogo ben distinto da quello in cui si trova il protagonista; quasi fosse impossibile sfiorarsi, anche solo per sbaglio, camminando per strada.

Abbiamo fatto due chiacchere con Massimo sia sul suo ultimo lavoro che sulle sue esperienze passate, passando dal premio Lunezia, vinto nel 2013, per l’impegno profuso in difesa dei diritti umani e dalle sue partecipazioni a Sanremo nel 1994/95 e 1996.

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