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Simona Carella, la forza dell’imperfezione nel nuovo singolo “Ali Sporche”

by Alessia Andreon
ali sporche official cover

Con “Ali Sporche”, il singolo che anticipa il suo primo EP in uscita il 3 luglio, Simona Carella sceglie di mettersi a nudo e raccontare una delle sfide più profonde del suo percorso umano e artistico.

La giovane cantautrice di Latina trasforma in musica una fragilità che per anni ha vissuto come un limite, trovando proprio nella sua voce roca e riconoscibile il simbolo di una ritrovata consapevolezza.

Tra scrittura autobiografica, sonorità urban-pop e una sensibilità generazionale capace di parlare di sogni, insicurezze e desiderio di riscatto, Simona costruisce un racconto autentico in cui l’imperfezione diventa valore e la vulnerabilità si trasforma in forza.

L’abbiamo incontrata per parlare di “Ali Sporche”, delle cicatrici che l’hanno resa l’artista che è oggi e del nuovo capitolo che si apre con il suo atteso debutto discografico.

INTERVISTA
“Ali Sporche” nasce da un’esperienza molto personale legata alla tua voce e alle difficoltà che hai affrontato crescendo. Quanto è stato difficile trasformare una fragilità così intima in una canzone da condividere con il pubblico?

È stato difficile sì, ma anche liberatorio perché avevo questo desiderio da tempo, raccontare questo momento così delicato e cogliere l’occasione per elogiare l’imperfezione. Ho scavato ed ho trovato quello che volevo, poi quando l’abbiamo trasformato in musica è stato davvero emozionante. Tante persone non conoscevano questo lato di me, e si sono riconosciute in altre fragilità, e questa è stata la soddisfazione più grande.

Nel brano parli delle “ali sporche” come simbolo di chi continua a volare nonostante le ferite del passato. Quali sono oggi le cicatrici che senti di aver trasformato in forza, sia come artista sia come persona?

Come artista questa è stata la mia sfida più grande, la mia cicatrice reale e metaforica, ma è grazie a lei che ho il mio timbro che non cambierei con nessun altro al mondo. Come persona, accettare che qualcuno possa andare via dalla tua vita senza preavviso, la perdita di una persona cara, quelle delusioni che credi di non meritare, sicuramente sono quelle ferite che col tempo ho trasformato in forza.

Il tuo primo EP, in uscita il 3 luglio, promette uno sguardo sincero sulla tua generazione tra sogni, fragilità e ricerca di identità. Qual è il messaggio che speri arrivi ai ragazzi che si riconosceranno nelle tue canzoni?

Vorrei trasmettere passione e voglia di guardarsi dentro, scoprirsi nuovi e sempre diversi. A vent’anni tante cose di te non riesci a capirle, e le cerchi al di fuori, io per esempio ho sempre cercato le risposte nella musica, e le ho trovate nelle parole di altri. Adesso devo dire che, forse, riesco a rispondere scrivendo le mie.

Il tuo stile unisce scrittura autobiografica e sonorità urban-pop. Come trovi l’equilibrio tra il bisogno di raccontarti in modo autentico e la costruzione di brani capaci di parlare a un pubblico più ampio?

Non potrei fare altrimenti: sono immersa nella cultura odierna urban-pop, dalla radio alle playlist, e in effetti ho solo 23 anni. Allo stesso tempo, avverto la necessità di esprimermi in modo autentico e sincero: a volte mi capita di partire dal testo, nudo e crudo, per poi approcciare ad una produzione moderna. Io dico sempre che si suona e si scrive sempre per un pubblico ed è bellissimo comunicarsi in modo veritiero e non costruito. Quando le persone si riconoscono in quello che scrivo provo una soddisfazione inestimabile.

Dall’ingresso nel roster di Lab Music Records all’opening act per i Matia Bazar, fino alla vittoria di LAZIOSOUND Recording: senti che questo EP rappresenti un punto di arrivo o piuttosto l’inizio di una nuova fase della tua carriera?

Assolutamente un punto di partenza, anzi, il migliore che potessi avere. Questo disco è solo l’antipasto, apre le porte a un progetto e ad una visione che sto costruendo insieme al mio team da molto tempo. Continuerò a costruire, perché mi piace davvero tanto curare ogni dettaglio, i live con la band, gli opening act, la creazione di contenuti, nuove canzoni e nuovi testi. Ho appena iniziato…

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