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Intervista a Pasquale Imperatore: Voci Dentro è vita che diventa musica

by Paola Pagni

“Voci Dentro”, è il nuovo album di Pasquale Imperatore, pubblicato da SanLuca Sound e distribuito da Believe Digital. Contiene 7 brani scritti e composti dall’artista, tra cui due omaggi speciali: un ad Eduardo De Filippo con i versi in musica di “Quanno Parlo Cu Te”, e l’altro a Totò, con i versi in musica di “Ammore Perduto”.

 Quest’ultimo brano è estratto dal musical “Penziere e Femmene” di Pasquale Imperatore con la preziosa partecipazione di Elena de Curtis, nipote del principe delle risate

La copertina dell’album è stata realizzata dall’Artista Donatella Mazzoleni con l’intento di far emergere il “dentro” di Napoli, città troppo spesso guardata solo da “fuori”.

«Momenti di vita diventano musica. Più veri, intensi e colorati del vissuto. Sono le mie voci – dichiara Pasquale Imperatore – Un filo continuo che parte da “Luntano” per approdare a “Zona Rossa”, quest’ultima un inno alla libertà nella speranza di un domani nel quale potremo respirare naturalmente.».

Abbiamo scambiato qualche battuta con Pasquale Imperatore che ci ha portati un po’ nel suo mondo, dove si respirare Napoli e musica.

Ciao Pasquale, benvenuto su Insidemusic.

Voci dentro” è fresco di uscita: un progetto ricco che sembra avere un’anima corposa. Quando è nata l’idea di questo album ed in che arco di tempo è stato realizzato?

Bello il termine “anima corposa”. C’è infatti tanto vissuto tradotto in musica realizzata in questi ultimi due anni.  Ma alcuni brani sono stati composti già tempo fa, solo che non trovavano la giusta “luce” per nascere davvero.

Qual è il filo conduttore che lega tra loro i 7 brani di “Voci dentro”?

Voci Dentro racconta di me ma non è un album autobiografico. Si parte da Luntano, canto struggente e riflessivo, per giungere a Zona Rossa, inno alla libertà, oltre i lockdown dovuti a virus e guerre. Tra le altre Parlami, singolo del disco con relativo videoclip, e “Ammore Perduto”, creata su una struggente poesia di Antonio de Curtis.

L’album contiene due omaggi a due figure veramente speciali, Eduardo de Filippo e Totò: qual è il tuo legame con questi due immensi artisti?

Come ho già detto in altre occasioni Totò ed Eduardo fanno parte delle mie Voci Dentro. Insieme a Napoli sono la pelle, il respiro. E sono tanto trasversali da esistere ovunque. Un dialetto, un idioma non può essere una barriera, soprattutto quando racconta temi universali ed è esso stesso musica. Grazie a loro ho superato momenti difficili e incontrato persone che mi sono vicine in questo viaggio, tra le quali sua nipote Elena de Curtis.

Il video di Ammore Perduto, girato presso la Chiusa del fiume Reno con il Patrocinio del Comune di Casalecchio di Reno, e del quale ho curato anche la regia, è anche un omaggio a questo luogo dove attualmente vivo. L’incontro tra Totò e la casalecchiese Laura Betti, che sono stati insieme anche nella vita, in “Cosa Sono le Nuvole” sotto la regia di Pierpaolo Pasolini.

C’è un brano tra tutti quelli dell’album a cui sei particolarmente legato? Perché?

Lo sono tutti perché ognuno rappresenta un momento significativo della mia vita. L’Aria po’ cantà nasce dopo che mio padre è salito in cielo. E’ un canto nel quale le voci si liberano e fanno incontrare dimensioni diverse tra loro. Tiempo prende spunto da alcuni versi scritti per me. In tutti c’è la vicinanza, la voce e l’apporto creativo di mia figlia Elena.

Tu sei un architetto, ma fai musica e teatro: come sei arrivato al teatro ed alla musica quindi? Quale di queste passioni è nata per prima, tra architettura, musica e teatro appunto?

Architettura rappresenta i miei studi, la forma mentis che ho acquisito nel mio percorso, sul come approccio anche ai miei progetti di vita. Nelle creazioni di molti architetti sono già contenuti rapporti armonici che potrebbero essere tradotti in musica. Così anche la mia musica e le idee sul Teatro nascono da questa modalità, una tela dove gli elementi ed i colori prendono forma e trovano il loro punto di equilibrio, conservando quei rapporti propri della creazione delle arti visive. Una musica che suscita anche immagini.

Rinunceresti mai ad una di queste in favore dell’altra?

Nelle fasi della vita alcune parti possono essere assecondate e avere una priorità, ma tutto concorre ad un flusso creativo.

Ti vedremo live con “Voci dentro”?

Certo. Previsti recital da giugno, Bologna, Casalecchio, Napoli, Gallipoli. Restate sintonizzati e grazie per le interessanti domande!

Grazie mille!

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