Si intitola “Sexting” il nuovo singolo di Elena Romano e JilHara: un brano che racconta l’intimità sospesa delle relazioni contemporanee, sempre più spesso vissute attraverso uno schermo. Tra rifugio emotivo e distanza consapevole, il pezzo si muove su un confine sottile, esplorando un amore immaginato che vive di attese, proiezioni e desideri non sempre destinati a concretizzarsi.
Prodotto da Roden, “Sexting” intreccia sonorità R&B ed elettroniche in un’atmosfera sognante e malinconica, dove erotismo e fragilità convivono senza mai cadere nello stereotipo. Nato anche da un forte legame di amicizia e da una sorprendente affinità artistica, il brano rappresenta il punto d’incontro tra due percorsi diversi ma complementari, capaci di fondersi in modo naturale.
In questa intervista, Elena Romano e JilHara riflettono sul significato delle relazioni digitali oggi, raccontano il processo creativo condiviso e il lavoro in studio con Roden, svelando come è nata una canzone che parla di qualcosa di estremamente attuale, ma anche profondamente personale.
INTERVISTA
“Sexting” racconta un amore vissuto attraverso uno schermo: secondo voi, oggi le relazioni digitali sono più un rifugio o una forma di distanza emotiva?
Elena: Nella mia strofa affronto una forma specifica di sexting: quella tra due persone che non hanno l’intenzione di sviluppare un rapporto oltre la dimensione virtuale. In questo caso può rappresentare una sorta di rifugio, ma anche una distanza emotiva consapevole. Diverso è il discorso nelle relazioni già consolidate. Lì lo considero uno strumento utile, un mezzo capace di aprire nuove strade all’intimità, anche in modo leggero e giocoso.
JILHARA: Secondo me le relazioni digitali possono essere anche un rifugio. Avere il tempo di pensare a una risposta e immaginare l’altra persona dall’altra parte dello schermo ha qualcosa di affascinante. Allo stesso tempo, però, possono anche creare una certa distanza emotiva: tutto dipende da come le si vive.
Venite da percorsi musicali diversi ma con una formazione simile: cosa vi ha sorpreso di più nel lavorare insieme e nel fondere i vostri mondi sonori?
Elena: Sicuramente scoprire che non sono poi così distanti come sembrano…
JILHARA: Ho scoperto che la mia voce sta bene anche su sonorità diverse da quelle che immaginavo!
Il brano mescola erotismo e malinconia in modo molto delicato: quanto è stato importante trovare un equilibrio tra questi due poli senza cadere negli stereotipi?
È stato importantissimo proprio perché è un argomento molto concreto, che può accadere a chiunque e proprio per la soggettività delle singole situazioni si allontana necessariamente dagli stereotipi. La sessualità, del resto è sempre un’esperienza personale e unica.
Avete parlato di un legame di amicizia forte alla base di questa collaborazione: in che modo il vostro rapporto personale ha influenzato la scrittura di un pezzo così intimo?
Elena: Moltissimo. Ci siamo trovate subito in grande sintonia, sia umana che artistica, e questo ha reso naturale fondere i nostri mondi musicali, dall’R&B e soul di Gaia al jazz ed elettronica per me, permettendoci di affrontare un brano così intimo con autenticità.
La produzione di Roden crea un’atmosfera molto sognante e sospesa: quanto ha inciso il lavoro in studio nel definire l’identità finale di “Sexting” rispetto all’idea iniziale?
Elena: Roden era proprio il produttore che cercavamo. Io lo conoscevo già e sapevo che, con la sua creatività fresca e versatile, avrebbe saputo capire subito le nostre esigenze e dare al brano la direzione giusta.
JILHARA: Roden ci ha soddisfatte sotto ogni aspetto. Anche se abbiamo lavorato a distanza, è stato estremamente attento a tutte le nostre richieste e molto più veloce di tanti altri producer con cui ho collaborato.
È una persona seria, professionale, paziente e precisa, qualità che si sono riflesse direttamente nel risultato finale e hanno contribuito a definire l’identità di “Sexting

Per ogni cosa c’è un posto
ma quello della meraviglia
è solo un po’ più nascosto
(Niccolò Fabi)