Home Live Report Louis Tomlinson a Milano: crescere, evolvere, restare

Louis Tomlinson a Milano: crescere, evolvere, restare

by Giorgia Bacis
Louis Tomlinson Milano

Ieri sera all’Unipol Forum di Milano Louis Tomlinson è salito sul palco davanti a un sold out pieno di affetto, e la sensazione, fin dai primi minuti, è stata chiarissima: questo non è più (solo) il ragazzo di una delle band che sono state un fenomeno globale, ma un artista che ha trovato la sua strada.

Lo show è stato molto diverso da quello a cui molti lo avevano associato anni fa ai tempi dei One Direction. Più minimale, più diretto, meno costruito sull’effetto e molto più sulla sostanza. E proprio per questo, in un certo senso, ancora più efficace. Nessun bisogno di strafare: luci essenziali, una band solida, e un suono che finalmente sembra cucito addosso a lui.

È evidente che oggi Louis abbia trovato il suo stile, il suo spazio, il suo modo di stare sul palco.

Un’identità che si muove tra indie, britpop e rock leggero, lontana dalle dinamiche della band che lo ha reso famoso, ma perfettamente coerente con quello che vuole essere adesso.

E funziona!

Funziona perché è credibile, perché è sentita e perché non sembra mai forzata.

Quello che colpisce, però, più di tutto, è lui.

Sempre molto umile, sempre pronto a fermarsi per ringraziare il pubblico, quasi con una consapevolezza costante di quanto quel legame sia importante. Non è una cosa costruita: è un rapporto reale, che si vede negli sguardi, nei piccoli momenti tra una canzone e l’altra, nel modo in cui lascia spazio ai fan.

E i fan, infatti, rispondono. Tra cori continui e diverse fan action organizzate durante la serata, il Forum si è trasformato in un unico grande abbraccio. Un dialogo e uno scambio costante, che portano il concerto ad un altro livello.

Louis Tomlinson Milano
Credit: Henry Ruggeri per Indipendente Concerti

Per chi, come me, lo segue da anni e non lo aveva mai visto dal vivo nelle sue vesti di solista, l’emozione e i ricordi sono arrivati con forza.

Rivederlo in questo contesto, dopo che la me 15enne se ne era innamorata perdutamente quando era ancora nella band, è stato qualcosa di profondamente personale. A tratti mi è sembrato di tornare indietro nel tempo, a quando l’ho visto per la prima volta: stessa emozione, stessa connessione, ma con una consapevolezza diversa, più adulta.

E forse è proprio questo il punto del live di ieri sera: non si tratta di nostalgia, ma di evoluzione.

Di crescere, cambiare, trovare una nuova forma e riuscire comunque a restare.

Louis Tomlinson a Milano: scaletta

Lemonade
On Fire
Written All Over Your Face
Out of My System
Bigger Than Me
Saturdays
Angels Fly
Dark to Light
Broken Bones
Defenceless
Just Hold On
Lazy
Sunflowers
Lucid
Jump the Gun
Imposter
Sanity
Kill My Mind
Face the Music
Silver Tongues
The Observer
The Answer
Miss You
Palaces

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