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L’era del cigno bianco” dei Salento All Stars – Recensione

by Leslie Fadlon
salento

Arriva martedì 2 febbraio su Spotify, Apple Music e nei migliori digital store “L’era del cigno bianco”, il nuovo album dei Salento All Stars, prodotto da Gate19 con il sostegno di Puglia Sounds. Questo sognante e ambizioso lavoro giunge sei anni dopo il precedente disco della band. E si presenta come ricco di contenuti e di importanti collaborazioni, facendo evolvere lo stile della band salentina. “L’Era del cigno bianco” è anche la title track, nata come il resto del disco in pieno lockdown a raccontare una primavera 2020 di un’Italia spaventata ma ricca di speranza. A comporre questo disco, sono dieci tracce, in cui spiccano i featuring con tanti musicisti salentini e non solo: da Michele Riondino & Revolving Bridge a Mama Marjas, da Papa Ricky a O’Zulù dei 99 Posse, passando per Erica Mou, Cristiana Verardo e Magnitudo12. Con L’Era del cigno bianco, i Salento All Stars vogliono proporre un loro ritorno ad una “nuova normalità” nella quale si spera che avremo imparato a godere delle piccole e grandi cose che fino a ora consideravamo scontate e insignificanti; un mondo che ci veda migliori e più consapevoli della fragilità dell’Uomo e del pianeta Terra.

L’Era del cigno bianco dei Salento All Stars

Il disco si apre con “Qui non passa”, che è anche un singolo pubblicato dalla band nel 2018. In questa canzone sono ben tre gli ospiti, tutti salentini: Michele Riondino, accompagnato dai Revolving Bridge, e Mama Marjas. Nel pezzo si amalgamano chitarre e fisarmoniche, per creare calde atmosfere gypsy sulle quali si fondono le voci di Alfredo Quaranta e Mama Marjas mentre, nella parte finale, Michele Riondino, insieme alla Revolving Bridge, conduce l’ascoltatore verso territori più rock e metropolitani. C’è una lotta, una battaglia, che viene raccontata nel brano: quella del popolo di città come Taranto, tra TAP e ILVA.

Il secondo brano in tracklist si intitola “Parole” e rappresenta meglio degli altri il nuovo percorso musicale intrapreso dalla band; a seguire c’è “Mai Mai” che affianca ai Salento All Stars la bellissima voce di Erica Mou, per parlare di diversità e di inutili barriere che gli uomini innalzano nei confronti dei loro simili.  “L’Era del cigno bianco” è poi la traccia quattro e title track del disco, e a seguire incontriamo “Navigare a vista”, singolo che ha anticipato l’uscita dell’album, una ballad rock cantanta con la salentina Cristiana Verardo. Il brano descrive la vita dell’artista, fatta spesso di porte chiuse in faccia, poche certezze e, a controbilanciare, un senso di libertà fuori dal comune che restituisce benessere e stimoli. Rime e suoni caldi riportano la mente al Mediterraneo di agosto mentre le linee del piano rhodes si confondono con lo sciabordio delle onde. Ci sono anche dei brani che emergono per il loro carattere atipico: “Rolling” e “Nice Day” sono infatti parte della colonna sonora del film “Cobra non è”, debutto cinematografico di Mauro Russo, regista salentino noto come Calibro 9. Ispirata dalla pellicola, “Rolling” racconta dell’incapacità delle persone a relazionarsi nella vita reale mentre “Nice Day” è arricchita, nella album’s version, di un monologo di Cesare Maniglio, infermiere musicoterapista, che è una ode semiseria alla vita.

Con “Logorato” arriviamo alla settima canzone di questo lavoro firmato Salento All Stars e li ascoltiamo in featuring con Papa Ricky e O’Zulù dei 99 Posse. In essa si racconta l’italiano, passato dall’essere emigranti all’essere intollerante e razzista nei confronti di chi oggi deve lasciare la propria terra per sopravvivere. E si cerca la speranza, al ritmo di sonorità elettro-raggamaffin. Sulle note de “L’orizzonte” arriva il featuring con i Magnitudo12, un giovane trio rap salentino che raccoglie lo stile e l’eredità artistica di Sud Sound System e Boomdabash; la nona canzone del disco si intitola invece “Centosettanta” e pone al centro il tragico epilogo di due differenti naufragi che nel 2019 si sono succeduti al largo della Libia. La canzone è una sorta di preghiera affinché il mare sia lieve con le anime di questi uomini, donne e bambini e gli doni quell’abbraccio d’amore che l’umanità non ha saputo dargli.

E per chiudere “L’Era del cigno bianco”, scritto in piena pandemia, fra il Salento e Roma, c’è una canzone perfetta per dare un senso a tutti i sentimenti raccontati nel disco: la bellissima ‘’Nice Day’’, che narra la bellezza del tipico ottimismo italiano, che ci può talvolta permettere di guardare all’orizzonte per gridare felici: ‘’C’è lu mare!’’.

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