Un viaggio nell’universo variopinto di Duilio Meucci

di Raffaele Calvanese

Duilio Meucci è un artista poliedrico, capace di spaziare dalla musica alla camera da presa.

La sua attività artistia e la sua formazione musicale gli permettono di stare sul palco ed in cabina di regia, non a caso uno dei suoi ultimi lavori di filmmaker è il video che ha prodotto e diretto per Geoff Westley produttore discografico, compositore, direttore d’orchestra e arrangiatore britannico.

Il brano si chiama Wheelchair Waltz e la nascita di questa collaborazione internazionale ce la racconta lo stesso Meucci: «Geoff mi ha dato carta bianca per immaginare una storia che, a dispetto del titolo, evocasse un’atmosfera. Ho immaginato quindi la storia di un innamoramento nel mondo degli artisti di strada, ispirandomi alle suggestioni lasciate dal cinema di Fellini e Jodorowsky. Ho quindi scritto la storia e messo su la produzione, e a Geoff è piaciuta talmente tanto che ha accettato di recitare in un cameo ».

L’artista partenopeo classe ’85 spazia dalla musica classica alle produzioni più cantautoriali, è stato di scena con lo stesso Westley in uno spettacolo prodotto per i teatri in cui portava in scena le canzoni di De André riarrangiate per orchestra con la voce di Peppe Servillo.

I suoi lavori da filmaker sono di casa su Rai 5 e sky classica, vedi l’ultimo documentario prodotto sul Festival Trame Sonore di Mantova verrà trasmesso da RAI 5. Meucci ha collaborato con The Jackal, Fanpage, Casa Surace. È fondatore e direttore creativo dello studio di produzione artistica Camera Musique con il quale si occupa di produzioni audio-video nell’ambito della musica classica, contemporanea e indipendente.

IN un periodo in cui la musica sta faticosamente rialzandosi in piedi Duilio Meucci sarà in tour il 26 e 27 marzo a Trieste con Frammenti su tutto il Manfred e Canticopera. Ad Aprile invece tornerà nella sua napoli, all’ Asilo Filangieri per presentare il disco “Pieces Intimes” (Novantiqua Records, 2021), in duo con Francesco Venga per la rassegna “Disseminazioni”.

Artisti come Meucci dimostrano come la musica non abbia alcun confine prestabilito, così come quelli territoriali anche quelli artisti sono solo limiti che ci poniamo nella nostra tesa.

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