PROTTO e il nuovo singolo FACILE: la difficoltà dell’essere migliori di sè

di Marianna Grechi

Facile” è il titolo del nuovo singolo del cantautore torinese PROTTO, disponibile da venerdì 1 dicembre in tutte le piattaforme digitali pubblicato da Sette AFK Lab.

PROTTO, nome d’arte del musicista Nicolò Protto, è un progetto che mescola le sonorità melodiche del pop con ironia e poesia. Attivo dal 2016 ha pubblicato EP e singoli, fino alla partecipazione a X Factor nel 2021 e alle semifinali di Musicultura proprio quest’anno.

La pubblicazione è accompagnata dall’omonimo videoclip realizzato da LOH Photography. Una immaginaria prova di uno spettacolo teatrale, su un palcoscenico vuoto, per raffigurare concettualmente l’inefficacia e inutilità di ogni tentativo di essere come si dovrebbe. Il coprotagonista di PROTTO è un manichino, oggetto (inanimato) delle sue attenzioni, del tutto unidirezionali: un corteggiamento per definizione inconcludente, fatto di balli imbarazzanti e goffi (il suo punto debole di sempre), di dejeuner sur l’herbe, lettere mai finite, tentativi di baci e sposalizi iconografici, in un immaginario che rimanda ad opere d’arte e letterarie del passato.

Ciao Nicolò! Benvenuto ad InsideMusic. Allora, FACILE, è uscito il 1 Dicembre, è un brano che con molta autoironia affronta la difficoltà di voler essere “come si dovrebbe essere”. Mi chiedevo: questo testo nasce anche dalla tua esperienza personale, è così che ti senti?

Sì, l’autoironia è la mia cifra stilistica in generale. Il confronto con il prossimo, che è un aspetto in realtà naturale, per le persone autogiudicanti e “autobiasimanti” come me porta sempre a dichiararsi sconfitto. Sicuramente i canoni della società creano una problematica interiore di come uno non si senta mai adeguato. Il “facile” fa riferimento a come sembrano le cose fatte dagli altri. La canzone di per sè è un testo vecchio di quest’estate che ho scritto in un momento di sconforto.

Il confronto con il prossimo di cui hai parlato può avere in realtà un risvolto positivo: tutti dovremmo essere la migliore versione di noi stessi per andare verso il migliore dei mondi. Secondo te se non esistesse questo confronto con gli altri allora non ci spingeremmo mai a essere migliori e faremmo il minimo indispensabile?

La mia speranza è sempre che si tenda a un mondo migliore. Detto questo il tempo in cui viviamo in realtà è molto complesso e direi “introverso”. Ognuno di noi è rivolto a raggiungere la propria autonomia e indipendenza, ci si mette in secondo piano quasi. Come se ci trovassimo senza sapere perchè dentro a un circuito di macchine. Qui dipende dalla forza individuale del singolo, sperando che riesca ad adottare una visione più altruistica.

Nel videoclip si vede questo “teatro” di cui tu sei protagonista in modo goffo. Una metafora del messaggio della canzone. Chi ha avuto l’idea?

L’idea è del team LOH con cui collaboro spesso. In passato a volte ho voluto contribuire ma stavolta sono rimasto a guardare il loro processo creativo e mi sono fidato completamente. C’è un tentativo da parte del protagonista – io – di conquistare un manichino che però chiaramente non può reagire alle mie attenzioni. Quindi è un tentativo futile di essere se stessi che non portano a nulla.

Dal 2021, dall’esperienza di X FACTOR, come ti senti cambiato?

Da X FACTOR è cambiato tutto. Lo considero uno spartiacque della mia vita. È stata un’esperienza provante anzi proprio la cartina tornasole di questo concetto di inadeguatezza di cui parlo in FACILE. Perchè per quanto io sia stato apprezzato poi però la difficoltà di tenere il passo con il panorama discografico l’ho sentito. Comunque è stata una vetrina incredibile che mi ha permesso di raggiungere moltissime persone nonostante il mio sia un prodotto di nicchia. Mi ha permesso di farmi conoscere fuori da Torino in questi due anni. Mentre a livello di scrittura quello cambia con l’età, però sicuramente ne ha risentito di quell’esperienza emotiva

E quali sono i progetti futuri dopo questo singolo?

Adesso sto continuando a scrivere. L’idea è di trovare un’etichetta discografica adatta a me per creare un prodotto un po’ più completo. Ad oggi non so prevedere quale sia il percorso che mi serve per arrivare all’attenzione di chi voglio io. Quindi sarà un periodo di stop in cui voglio riformulare questo discorso. Magari il percorso è proprio fatto da singoli uno dopo l’altro, sempre con una scrittura onesta e tarata su di me.

Invece come vorresti vivere l’esperienza live?

Ho in programma di farne in primavera e l’idea è quella di suonare in realtà un po’ più grandi, come dei festival.

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