Home Interviste “Povera Me” di Mirkoeilcane è la canzone che tutte avremmo voluto scrivere -Intervista-

“Povera Me” di Mirkoeilcane è la canzone che tutte avremmo voluto scrivere -Intervista-

by Paola Pagni

S’intitola “POVERA ME” il nuovo singolo di MIRKOEILCANE.

Il brano segna il ritorno sulla scena di Mirkoeilcane, già vincitore del Premio della Critica ‘Mia Martini’ per la sezione Nuove Proposte al Festival di Sanremo 2018 e del Premio ‘Sergio Bardotti’ per il miglior testo in gara con “Stiamo tutti bene”, che, nello stesso anno, si aggiudica anche la Targa Tenco per la ‘Miglior Canzone’.

“Povera me” è il racconto di un uomo immerso nel tentativo di immaginare una delle infinite strade dell’universo femminile e, nel mentre indaga queste possibilità, prova anche a raccontare il mondo dell’arte, attraverso la narrazione del videoclip ufficiale.

Ci è bastata la prima strofa per amare questa canzone:

Povera me come mi sento confusa,

Sedotta, usata, abbandonata ed illusa,

Povera me che neanche riesco a dormire

Che a volte solo a pensare che stavo con te

Mi viene da vomitare”

Impossibile lasciarci sfuggire l’occasione di farci qualche chiacchiera con Mirkoeilcane per saperne di più.

Intervista a Mirkoeilcane

Ciao Mirko, dopo aver ascoltato Povera Me è impossibile non chiedertelo: come hai fatto a scrivere la canzone che tutte le donne riconosco come propria??

Beh, diciamo che la mia volontà iniziale, neanche a dirlo, era di scriverla al maschile.

Davvero?

Sì, doveva essere Povero Me, perché comunque rispecchiava un periodo mio, ma poi mi sono ricordato che con quel titolo era già stata scritta da Francesco De Gregori, quindi ho pensato di mettere me stesso in panni femminili, quasi come terapia d’urto (ride n.d.r.). Diciamo anche che ho cercato di alleggerire in po’ certi momenti inserendo tanti stereotipi nel testo, che tutti insieme così fanno anche un po’ sorridere.

Beh si, saranno anche stereotipi ma sono riscontrabili nella realtà! (ci ridiamo su n.d.r.)

Ti dirò, c’è stata anche una sorta di insicurezza all’inizio, perché questa proposta è più “leggera” del solito, quindi ci ho pensato anche un po’

Personalmente trovo che anche il video sia azzeccatissimo  

L’idea è stata della regista Beatrice Chima, perché io personalmente non amo apparire davanti alla telecamera. Così anche questa volta ho chiesto la possibilità di farlo fare a qualcun altro. Ho trovato la soluzione della regista molto intelligente, anche se non facilissima perché sapevo che la protagonista avrebbe potuto interpretare il brano per tutti i 3 minuti e 40, che se ci pensi, non sono pochi. Invece Desiree Popper (l’attrice n.d.r.) è stata bravissima. Ad un certo punto ha detto “ok, fatemi ascoltare la canzone 7-8 volte e partiamo”. Ed è andata benissimo.

Primo di una serie di singoli per arrivare al terzo album, che avrà seguito ovviamente un percorso di crescita artistica

Per il mio modo di essere “cantautore” mi sarebbe piaciuto poter uscire direttamente con l’album. Ma ho cercato di aprirmi un po’ a nuove possibilità e quindi di seguire una sorta di percorso anche in questo senso. Quindi mi sono affidato a 3D per la produzione ed a Walter Babbini per i mixaggi, cercando di allargare un po’ l’orizzonte ed uscire dalla mia consueta dimensione di voce e chitarra acustica.

Tu decidi di avviare una carriera da solista nel 2016: è stato tipo un risveglio o più una cosa che hai sempre portato avanti e poi hai deciso di far uscire?

La seconda opzione. È andata così per il semplice fatto che, anche caratterialmente sono un po’ più silenzioso. Inizialmente non pensavo di mettermi lì a fare io il protagonista, però capita magari di scrivere qualcosa e poi vederlo andare verso tutta un’altra direzione. Così prima ho iniziato ad arrabbiarmi, perché alle mie orecchie le mie stesse canzoni non andavano più bene, poi ho cominciato a dispiacermi, e così mi sono deciso. Mi sono detto “quasi quasi ci provo, e così è stato.

Quando ero piccolo non pensavo che avrei fatto il cantautore, anzi, prima avrei voluto essere un calciatore, e poi il chitarrista più forte del mondo! (Ride n.d.r.)

C’è da dire che da lì in poi ogni cosa che hai fatto ha avuto riconoscimenti importanti: ti è capitato di pensare “ma perché non l’ho fatto prima?”

Ti dico di no sai perché? Perché per il mio tipo di musica, se fossi uscito troppo presto non sarei stato credibile. Secondo me ci vuole una certa maturità, anche anagrafica, per affrontare gli argomenti di cui parlo nei miei testi.

Lo stop che abbiamo appena vissuto ha cambiato in qualche modo il tuo approccio alla musica?

Direi che un po’ l’approccio a tutta la vita ne ha risentito, non solo alla musica. Ed anche tuttora è difficile accettare certi cambiamenti. Tutto quello che fai con la musica è cercare di arrivare ad altre persone, per cui una canzone, lo stesso musicista, se non c’è interazione perde la sua motivazione principale. La difficoltà è stata nel trovare questa ispirazione. Adesso invece, già che si può passeggiare senza mascherine ci sembra una festa.

Il mondo dello spettacolo ha sofferto molto, sono state fatte molte manifestazioni in piazza che hanno coinvolto tanti artisti. Questa solidarietà secondo te, resterà?

Non saprei dirti esattamente. Ci sono state manifestazioni di ampia portata come Bauli in piazza a cui anche io ho partecipato, e che hanno avuto un senso molto forte di coalizione. Ma abbiamo assistito anche a molta speculazione sul tema, per questo motivo io ho preferito starmene buono a casa. Diciamo che secondo me a volte bisogna anche capire quando è il momento di starsene in disparte, e così ho fatto, quando il contesto non mi convinceva.

Quindi ti vedremo presto live?

C’è qualche possibilità però non sono cose ufficiali, non vorrei dirti una bugia.

Le cose ci vengono comunicate giorno per giorno, le richieste ci sono quindi chissà…po’esse hehe.

Povera Me di Mirkoeilcane

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