Melancholia, la recensione di “What are you afraid of?”

di Giulia Marcuzzi

È disponibile da venerdì 4 dicembre “WHAT ARE YOU AFRAID OF?”, il primo EP dei MELANCHOLIA, distribuito da Sony Music Italy. La band italiana dal repertorio interamente inglese ha conquistato il pubblico di X FACTOR 2020 (e non solo) grazie al suo talento e alla sua energia.

La band, fondata nel 2015, intraprende l’anno successivo una collaborazione presso la Urban Records di Perugia) con Diego Radicati, produttore dei brani dei ragazzi. Vincitori dell’ Emergenza Festival 2017/18 , nel 2020 si trovano catapultati sul palco di X Factor.

Nonostante la loro eliminazione dal programma, la band è stata travolta da un enorme e meritatissimo successo consolidato con l’uscita dell’EP che raccoglie altri 7 inediti, oltre ai brani “Léon” e “Alone” che i Melancholia hanno già avuto modo di presentare durante le puntate del talent show.

In “What are you afraid of?” troviamo la voce di Benedetta e la capacità di Filippo Petruccioli (chitarra) e Fabio Azzarelli (synth) di ricamare, sopra questa voce senza eguali, suoni che si inseriscono perfettamente in un panorama internazionale. Nella loro performance si agita una musica delirante, ed estremamente emozionale, in un crossover di suoni rap, elettronici e indie.

Ascoltando l’intero EP dei Melancholia si ha l’impressione di essere catapultati simultaneamente nelle canzoni di celebri cantanti internazionali. La produzione di altissimo livello si è appropriata di influenze che hanno dominato il mercato musicale europeo e non solo degli ultimi vent’anni.

L’EP si apre con “Léon”, il brano che finora ha ottenuto maggiore risonanza, che nella parte strumentale ci ricorda vagamente la colonna sonora dei film di James Bond. Il testo racconta un amore criminale dai toni dark che è un elemento portante in tutte le canzoni della band. In “CELLAR DOOR” Benedetta canta, a tratti quasi rappando in stile Eminem, la tragicità della vita, evocando il desiderio di morire e negando la sua esistenza.

Le note di “RANT” ci proiettano in “Rolling in the Deep” di Adele e i versi comunicano incomprensione e infelicità. Qui il desiderio è di volare come un uccello, lontano da un mondo che la opprime. In “Mr. Murphy” si alternano in un universo confuso la schizofrenia e la paranoia in un mood che spazia dai Maroon 5 a Kanye West. La quinta traccia del disco è “VENOM” in cui la cantante rievoca la morte da avvelenamento per colpa di un mondo che non le appartiene e che la spaventa.

“Alone” è da considerarsi il brano portante del disco in quanto la solitudine è il fil rouge che collega tutte le tracce. Già dalle prime note sembra di essere catapultati in un film di Tim Burton e nella musica di Bjork.

L’intensità della voce di Benedetta ci permette di empatizzare senza difficoltà e di farci travolgere dalla sua sofferenza.

Come ci suggerisce il titolo stesso, “T.R.A.P.P.E.D” è un brano dal sound trap/rap che evoca l’ambientazione delle canzoni di Billie Eilish, elencando la sensazione del sentirsi in gabbia. “I’m giving up” , che dalle prime note ci ricorda “Jammin” di Bob Marley, racconta un rapporto malato che, nonostante crei molta sofferenza, si fa fatica a chiudere. Il disco si conclude con “BLACK HOLE” , con la consapevolezza del tempo che scorre inesorabile e con la stanchezza di una mente ferita da buchi neri e fantasmi che si fanno vivi nei sogni ad occhi aperti.

Il disco, che ci ha colpito moltissimo, sembra rappresentare un nuovo capitolo per la musica italiana che aveva bisogno di un flair internazionale e di una cruda emozionalità capace di metterci a confronto con una dura realtà senza filtri.

Noi facciamo un grosso in bocca al lupo a questi ragazzi!

Tracklist dell’EP “What are you afraid of? dei Melancholia

  1. Léon
  2. CELLAR DOOR
  3. RANT
  4. Mr. Murphy
  5. VENOM
  6. Alone
  7. T.R.A.P.P.E.D.
  8. i’m giving up
  9. BLACK HOLE
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