Luca Carboni, il suo nuovo album “Sputnik” è una vera e propria “bomba pop” sganciata nello spazio

A distanza di quasi tre anni dall’uscita di “Pop-up”, l’8 giugno è stato pubblicato dalla Sony Music il tredicesimo album in studio di Luca Carboni, intitolato “Sputnik”. Il nuovo disco era stato anticipato dal singolo apripista “Una grande festa”, in rotazione radiofonica dallo scorso 27 aprile.

Prodotto da Michele Canova Iorfida, l’album contiene nove tracce inedite ed importanti collaborazioni con alcuni esponenti della nuova scena cantautorale italiana: se il disco precedente vedeva la partecipazione di Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti, stavolta è toccato a Calcutta, Gazzelle e Giorgio Poi impreziosire questo nuovo progetto, a dimostrazione della grandissima attenzione che Carboni rivolge, da qualche anno a questa parte, verso gli artisti della nuova generazione. Tra gli altri autori ritroviamo nuovamente Dario Faini ed Alessandro Raina, già presenti nell’album predecessore.

Come dichiarato dallo stesso Carboni, “Sputnik” si propone come ideale prosecuzione di “Pop-up”, soprattutto in termini di sound: “Via le chitarre. Via il pianoforte. Solo elettronica. Volevo un disco che suonasse contemporaneo e allo stesso tempo seguisse un percorso che parte dalla new wave anni 80. Ho estremizzato la direzione intrapresa con il precedente Pop-up: niente piano e niente chitarre, né acustiche né elettriche. Nei due brani in cui sembra di sentirle o sono campionate o è una chitarra synth. Il colore lo danno il canto e il testo: la parte vera è lì”.

Per il titolo dell’album l’artista bolognese si è ispirato al nome del satellite Sputnik 1 (del Programma Sputnik) lanciato in orbita dai russi nel 1957, mentre la copertina è stata disegnata dallo stesso Carboni e raffigura se stesso vestito da astronauta, con dietro il satellite russo, la luna e altri oggetti. Il disco verrà presentato dapprima queste mese attraverso diversi appuntamenti firmacopie in librerie e centri commerciali, mentre ad ottobre partirà lo “Sputnik Tour 2018” di ben quattordici tappe nei più importanti club e palazzetti italiani.

La traccia d’apertura non poteva che essere il singolo promozionale “Una grande festa”, una vera e propria “bomba pop” che in poco tempo ha scalato le classifiche radiofoniche, candidandosi come uno dei tormentoni dell’estate. Come già accennato, però, i passaggi più interessanti del disco sono rappresentati dalle collaborazioni e la prima in cui ci si imbatte è quella con Edoardo D’Erme, in arte Calcutta: il cantautore di Latina firma insieme a Carboni il brano “Io non voglio”,  caratterizzato da un ritornello capace di entrare in testa sin dal primo ascolto (“Io non voglio fare l’amore / voglio un miracolo, un cambiamento radicale“) ed una ritmica quasi reggae.

Il secondo esponente della nuova leva cantautorale che incontriamo è Gazzelle, al secolo Flavio Pardini: l’artista romano realizza l’arrangiamento della settima traccia dell’album – “L’alba” – in pieno stile britpop, mentre il testo rispecchia l’esperienza di uomo di mezza età che vede i propri figli crescere e partire alla ricerca della propria strada (“Tu abbracciali i nostri figli che partono per il mondo / devono andare via, vanno a sentire la vita / fino in fondo“). A seguire, infine, ecco il terzo ed ultimo nome della cosiddetta scena itpop, ovvero Giorgio Poi, il quale è co-autore di “Prima di partire”, pezzo dominato da un riff di sintetizzatore molto orecchiabile ed un testo speranzoso: “La vita è il solo modo per essere felici / e sentire la nostalgia / smetterà la pioggia, tornerà l’estate / voglio sempre un lieto fine / ti prego non mi dire di no“.

Se con ”Pop-upCarboni era tornato prepotentemente sulle scene, anche e soprattutto grazie a brani innovativi come “Luca lo stesso” e “Bologna è una regola”, in “Sputnik” vengono ancor più accentuate quelle sonorità elettropop caratteristiche di questa nuova fase artistica, di questa sorta di seconda giovinezza del cantautore bolognese. Anche se il disco fa molto affidamento al singolo promozionale ed ai “featuring” con esponenti della nuova scena italiana, scelta che tra l’altro si rivela vincente, anche gli altri pezzi costituiscono potenziali hit e confermano la maturità artistica raggiunta ormai da Carboni.

Tracce consigliate: Una grande festa, Io non voglio, L’alba, Prima di partire

TRACKLIST

1. Una grande festa

2. 2

3. Amore digitale

4. Io non voglio

5. Ogni cosa che tu guardi

6. I film d’amore

7. L’alba

8. Prima di partire

9. Sputnik

 

Recensione a cura di Lorenzo Scuotto

2018-06-16T09:45:26+00:00 16 Giugno 2018|Recensioni|0 Commenti