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Intervista a Tommaso Novi: la musica che fa riflettere.

by Paola Pagni

“IO SAPEVO NUOTARE” è il nuovo singolo di TOMMASO NOVI, disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming.

Io sapevo nuotare è il grido, la rivendicazione, di tutti quei bambini finiti in fondo al mare per colpa di un mondo adulto folle e scellerato. È un dialogo fra le vittime e l’elemento naturale, dove questo non appare carnefice ma custode di un ultimo desiderio, terreno, espresso con urgenza, affinché tutti possano vedere l’orrore impunito.

Un singolo profondo, che insieme a Molto Bello e Aria, apre la strada al nuovo album , Terzino Fuorigioco, in uscita a dicembre.

Così, nell’attesa del lavoro completo, abbiamo scambiato qualche battuta con Tommaso Novi, eclettico cantautore, che dalla spensieratezza dei Gatti Mezzi, è riuscito a passare ad una maturità di testi (quella musicale l’aveva già ampiamente dimostrata), presentando brani credibili e di grande impatto emotivo, come questo.

Intervista a Tommaso Novi

Ciao Tommaso, benvenuto su Insidemusic. Io sapevo nuotare è un brano estremamente toccante, che racconta di una triste verità dei nostri giorni: è stato difficile trovare le parole?

Questo problema lo conosciamo tutti, poi un giorno ti capita di vedere l’immagine di un bimbo morto su una spiaggia, e lo vedi con gli occhi di un padre. All’improvviso questo problema ha un volto. Spesso vedere le cose ci fa capire oltre che conoscere. Così ci ho scritto una canzone, che per me è stato il modo immediato per provare a colmare e lenire un dolore, soprattutto questa sensazione di forte impotenza. Quindi in questo caso il testo è venuto abbastanza naturalmente, anche se è sedimentato diversi anni.

Quindi c’è stato un episodio in particolare che ti ha portato a produrre questa canzone

Sì, ed è stato quando nel 2015 abbiamo visto questo bimbo, Alan Kurdi, un bambino turco, con la maglietta rossa ed i pantaloncini blu, riverso sulla battigia di un’isola greca, annegato. È stato questo episodio che ha scosso la mia coscienza: così per reagire ci ho scritto una canzone.

Credi che la musica possa muovere le coscienze?

Di sicuro aiuta a sensibilizzare. Nel mio piccolo ad esempio, l’obbiettivo è quello di lasciare un messaggio valido a mio figlio, che ha 10 anni. Quindi partire da un’attenzione giornaliera e familiare, sperando che questa generazione di giovani porti qualche cambiamento a riguardo. Io sono abbastanza ottimista in questo senso.

Il grande pubblico ti ha conosciuto come uno dei due Gatti Mezzi, tendenzialmente un genere dissacrante e ironico. Ti ritroviamo invece molto profondo: cosa è cambiato?

Direi che è stato un’evoluzione naturale: con i Gatti Mezzi è stato un bellissimo percorso durato 12 anni, in cui abbiamo suonato come dei pazzi e venduto una quantità di dischi inaspettata. È stato un sogno quello dei Gatti Mezzi. Poi finito quello ci sono stati altri stimoli ed altre idee, e così si va avanti e ci si evolve. Non so come sarò tra 5 anni, a dire il vero non so nemmeno come sarò domani. Mi piace vedere il mio percorso, osservarne le tappe e per ora sono molto felice di quello che vedo e di come sta procedendo.

Tu sei anche un musicoterapista, per cui credi nel potere della musica

Quando ascoltiamo musica in qualche modo partecipiamo anche sempre ad un momento curativo. La musicoterapia in realtà è qualcosa di molto più complesso, però in un certo senso probabilmente i due mondi sono molto vicini. Essere musicoterapista è una tappa del mio percorso, ma sinceramente non saprei se questo possa avere influenzato i brani che scrivo.

Tante collaborazioni con colleghi attenti alle tue stesse tematiche, mi sembra che l’apprezzamento anche nel tuo stesso ambiente non sia mancato

Sì, le collaborazioni importanti ti danno una gran spinta e forse anche la misura della qualità del lavoro che stai facendo. Questo mi ha fatto e mi fa tuttora felice: ho dei bei ricordi. È stato bello lavorare con tutta questa gente, molto interessante.

C’è stato qualcuno che magari ti ha stupido perché ti eri immaginato qualcosa di diverso?

Stupito direi di no, però devo dire che la colonna sonora con Piovani, in cui ho registrato il mio fischio, per me è stato un grande motivo d’orgoglio. Ogni collaborazione poi è diversa dall’altra e si dà e si prende ogni volta un pezzettino. Ci si arricchisce.

Questo singolo è quindi un altro passo verso un lavoro più ampio?

È il terzo singolo estratto dopo Molto Bello e Aria, dall’album che si chiamerà Terzino Fuorigioco e che sarà presentato a dicembre. Esce con Black Candy produzioni, distribuito da Believe, sotto l’ala protettiva di Warner Bros Chapel musica italiana.

Questo terzino fuorigioco saresti tu?

Si assolutamente (ridiamo)

Ci saranno collaborazioni in questo album?

Sarà un album tutto mio, ed è un disco su cui sto lavorando da 3/4 anni. Lo considero un lavoro molto eclettico, sia per i contenuti che per gli arrangiamenti dei vari brani; non voglio anticipare troppo ma sono molto felice di averci messo dentro tante cose della mia vita.

Hai già pensato quindi anche a come portarlo live?

Certo, lo porteremo live come power trio: pianoforte, basso e batteria con un ampio uso dell’elettronica.

Io sapevo nuotare – Tommaso Novi

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