‘’La musica è come la vita, si può fare in un solo modo: insieme.’’

Disse così Ezio Bosso durante una recente ospitata sul palco dell’Ariston, al Festival di Sanremo.

E in questi giorni stiamo sentendo parlare molto di lui, dopo alcune dichiarazioni – poi chiarite con l’annuncio che non si ritirerà ma continuerà a lavorare come Direttore d’orchestra – fatte durante la Fiera del Levante di Bari. Aveva infatti detto: “Se mi volete bene, smettete di chiedermi di mettermi al pianoforte e suonare. Non sapete la sofferenza che mi provoca questo, perché non posso, ho due dita che non rispondono più bene e non posso dare alla musica abbastanza”.

Queste parole hanno addolorato molti, soprattutto per la passione trasmessa da questo straordinario musicista attraverso le sue opere e le sue parole.

Parole ispirate da una vita costellata di eventi che lo fanno annoverare tra gli ‘’eccezionali’’. E noi ve ne vogliamo raccontiamo alcuni.

Ezio Bosso nasce a Torino in una famiglia operaia, ma sin dai precoci esordi dimostra quella tensione a superare ogni tipo di confine che ha caratterizzato tutta la sua lunga carriera. I suoi studi cominciano all’età di quattro anni, al fianco della zia; studia a Vienna, dove l’incontro con Ludwig Streicher risulta cruciale. A sedici anni debutta in Francia come solista, completando gli studi di Contrabbasso, composizione e direzione d’orchestra alla Wiener Hochschule (Accademia di Vienna) collaborando poi con diverse orchestre europee come la Chamber Orchestra of Europe, il Festival Strings Lüzern, la Deutche Kammervirtuosen.

In lui spiccano la costante ricerca della perfezione, la versatilità, l’amore per la divulgazione e la generosità, fattori che, insieme all’inestimabile talento, lo coadiuvano nelle collaborazioni con istituzioni musicali prestigiose e nel ruolo di compositore, esecutore, direttore d’orchestra o membro di formazioni cameristiche. Tutte esperienze vissute presso luoghi come la Royal Festival Hall di Londra, la Sydney Opera House, il Palacio de Bellas Artes di Città del Messico, il Teatro Colón di Buenos Aires, la Carnegie Hall NYC, il Teatro Regio di Torino, la Houston Symphony, il Festival di Perelada, il Teatro Carlo Felice di Genova, la Lac Lugano, il Parco Della Musica di Roma e tante altre. Nella sua carriera si ricorda anche la composizione della musica di lungometraggi – come “Un amore” nel 1990 – e di film per il cinema, come la collaborazione con Gabriele Salvatore per il film “Io non ho paura’’ nel 2003, grazie al quale viene invitato agli Oscar ed è l’unico compositore italiano ad aver vinto l’Italian Grammy.

Nel 2005, purtroppo, un incidente alla mano sinistra lo porta a occuparsi principalmente di direzione e composizione, ma contemporaneamente decide di fondare con elementi del Quartetto di Torino, dell’ex Quartetto Borciani e giovani musicisti europei, il Boxusconsort. Bosso dedica la sua musica anche a composizioni e ad associazioni benefiche tra cui Libera, Unicef ed il Progetto Sorriso nel Mondo. Nel 2009 compone la sua seconda sinfonia dal titolo Under the tree’s voices, dedicata agli Abeti di risonanza della Val di Fiemme, commissionatagli dal Festival Suoni delle Dolomiti. Vince, primo compositore non australiano, il Green Room Award per la sua I sinfonia “Oceans” (2011) e assume il ruolo di Direttore Principale e Direttore Artistico dell’orchestra inglese The London Strings.
Nello stesso anno, viene sottoposto a un intervento al cervello non precisato che ne ha compromesso le capacità motorie. Viene spesso riportata la diagnosi di sclerosi laterale amiotrofica, sebbene questa sia difficile da conciliare con l’intervento al cervello e con la presenza di importanti movimenti involontari.

‘’La malattia non è la mia identità, è più una questione estetica. Ha cambiato i miei ritmi, la mia vita. Ogni tanto “evaporo”. Ma non ho paura che mi tolga la musica, perché lo ha già fatto. La cosa peggiore che possa fare è tenermi fermo. Ogni giorno che c’è, c’è. E il passato va lasciato a qualcun altro.’’

Ma il lavoro continua e tantissimi sono i premi ricevuti e le Orchestre dirette, prima di una pausa dovuta a un delicato intervento chirurgico e alla malattia neurodegenerativa. Oltre ad aver collaborato con la London Symphony Orchestra, la Tschech National Symphony, l’Orchestra da Camara de Madrid, L’Orchestra del Teatro Regio, L’Orchestra Filarmonica del Teatro Regio di Torino, L’Orchestra dell’Accademia della Scala di Milano, L’orchestra Regionale del Lazio, L’Orchestra da camera di Torino, Wien Residenz Orchester, Bonn Kammer Orchester, L’orchestra dell’Accademia Mozart, L’Orchestra Verdi di Milano, La Sydney Youth Orchestra.

Bosso è un artista apprezzato in tutto il mondo e a collaborare con lui sono anche artisti come Mario Brunello, con Francesco Manara (Prima Spalla della Scala), Roberto Gonzalez (Spalla dell’orchestra dell’accademia di Santa Cecilia di Roma) e Sergej Krylov.

Ezio Bosso è artista worldwide di Sony Classical International, che ha pubblicato i suoi ultimi lavori “The 12th Room” Disco D’oro con oltre 50.000 copie vendute, l’antologia “Ezio Bosso… and the things that remain (from 2004 to the present day)” e “The Venice Concert” con Sergey Krylov solista al violino, a raccontare del suo ritorno sul podio alla Fenice in tutto il mondo. Direttore Principale e Artistico della Stradivari Festival Chamber Orchestra, Sony Classical International Artist dal 2016, a Febbraio 2018 è stato nominato Steinway Artist.

‘’La musica è una vera magia, non a caso i direttori hanno la bacchetta come i maghi.’’

Ezio Bosso è inoltre Testimone e Ambasciatore internazionale dell’Associazione Mozart14, eredità ufficiale dei principi sociali ed educativi del Maestro Claudio Abbado, diretta con dedizione dalla figlia Alessandra: una conferma dell’impegno didattico e sociale del maestro Bosso, che dunque si sviluppa non solo nella sua intensa attività di divulgazione, sempre ribadita anche nell’attività concertistica, nell’impegno costante ad aprire, dove possibile, tutte le prove orchestrali o cameristiche – primo direttore a farlo – e nelle sue lezioni aperte a tutti, ma anche nell’attività svolta con Opera Pia Barolo e Medicina a Misura di Donna a Torino. Ezio Bosso inoltre è il testimone ufficiale della Festa Europea Della Musica per il 2018.

E non basterebbero altre dieci pagine per raccontare quante cose ha realizzato, e quante ancora ne realizzerà questo pianista, compositore, direttore d’orchestra, uomo, sognatore, visionario e geniale fonte di ispirazione per tutti coloro che amano la musica.