Verdiana è la protagonista indiscussa della attuale edizione di “Tale e Quale”, il programma condotto da Carlo Conti in onda il venerdì, in prima serata, su Rai Uno.
La cantante è impegnata, in questi giorni, anche nella promozione del nuovo singolo dal titolo “MALEDETTO LOGICO de LE DEVA, gruppo del quale è membro e fondatrice.
“MALEDETTO LOGICO” racconta come, a volte basti un luogo, in questo caso Parigi durante una passeggiata notturna, per far riaffiorare i ricordi di storia d’amore conclusa tempo prima. Nel ripensare a quello che poteva essere e poi non è stato riemergono, inevitabilmente, tutti gli sbagli e le ragioni che hanno condotto alla separazione.
Una spirale di ricordi e rimorsi, una corsa sui tacchi, esaltata dalla produzione a cura de Le Ore che unisce influenze arabe e beat urban.
Il brano, come ci racconta Verdiana nell’intervista, è la riprova del fatto che ogni esperienza che abbiamo vissuto ci ha permesso di diventare ciò che siamo oggi, quindi non va demonizzata ma, anzi, valorizzata comr un tassello della nostra crescita personale.
INTERVISTA
Ciao Verdiana,
grazie di aver trovato il tempo per scambiare due battute con noi; so che sei impegnatissima con le prove per la prossima serata di “Tale e Quale”.
Si, è verissimo, ma è un piacere per me fare due chiacchiere tra prove e sedute trucco che durano ore!
Venerdì scorso è uscito il nuovo singolo delle La Deva, di cui fai parte, dal titolo “Maledetto Logico”. Ti va di raccontarcelo?
Maledetto Logico è un pezzo scritto da me e affinato con Francesco e Matteo de Le Ore e con Marco Rettani che ha dato il suo contributo come in tutti i brani de Le Deva.
È nato da un mio viaggio a Parigi un paio d’anni fa e, infatti, si sente molto l’aria urban di Parigi, le passeggiate notturne sugli Champs-Élysées durante le quali ho avuto l’occasione di riflettere e ripercorrere le immagini di una storia che appartiene al passato e che proprio quel giorno, in quel luogo, mi sono tornate in mente. In quel momento mi sono resa conto che si è chiuso un ciclo e se ne stava aprendo un altro.
Il brano è la prova che se potessimo tornare indietro nel tempo, ameremmo rifare gli stessi sbagli che ci hanno fatto diventare ciò che siamo oggi. Inevitabilmente doveva andare così… ti è mai successo?
Si, è un brano fortemente autobiografico; penso che, quando si scrive, necessariamente, ci si mette sempre un po’ del proprio vissuto e delle esperienze che fanno parte anche della nostra vita.
In realtà non si tratta di sbagli ma io le chiamo semplicemente esperienze, perché ci portano poi ad essere quello che siamo nel nostro presente e il presente, per quanto mi riguarda, è sempre meglio del passato.
Ho avuto occasione di sentire l’ep “LE DEVA – ACOUSTIC VERSION”, mi ha molto colpito la vostra forza anche in versione acustica… Siete uno dei pochi gruppi pop femminili in Italia. Com’ è condividere il palco con altre due ragazze?
Devo dire che non è mai facile convivere in un gruppo di persone perché ognuno ha il suo carattere e le sue idee. Noi abbiamo trovato la quadra del puzzle.
Ognuna di noi è un pezzettino che è complementare con l’altra e questa consapevolezza, negli anni, la abbiamo messa sempre più a fuoco e ci ha aiutato a diventare una famiglia in cui ci si aiuta.
Salire sul palco in tre mette più sicurezza perché condividi le paure e le ansie del palcoscenico, ma anche le gioie e le vittorie.
È come portare un carico un pochino più leggero.
Stai vivendo l’esperienza di “TALE E QUALE”, come ti trovi a metterti nei panni di altri cantanti, cosa che coinvolge non solo l’interpretazione e imitazione ma anche la performance?
Sì, è molto faticoso, però è una bellissima esperienza che mette alla prova su cose in cui non mi ero mai cimentata.
“Tale e quale” presuppone che uno debba essere identico anche nelle movenze all’artista quindi c’è un lavoro sulla performance, nel senso che devi cercare di raccogliere tutte le particolarità dell’artista tramite i video, dai quali devi studiare attentamente la performance sul palco, la gestualità, gli occhi, l’interpretazione fisica che l’artista dà al brano, quindi c’è un lavoro oltre che vocale anche attoriale.
Io sono una persona curiosa, che ama superare i propri limiti e devo dire che questa trasmissione mi sta facendo provare questa sensazione.
Tra l’altro sei reduce dalla vittoria della scorsa puntata con “Ti sento” di Antonella Ruggiero. Come ti sei preparata ad affrontarla?
È stata una settimana molto dura, molto tosta perché, come ho detto anche nella clip settimanale agli autori di TALE E QUALE, Ti sento è un brano molto fisico, ci vuole anche tanto fiato e tecnicamente è tostissimo; riuscire a portare a casa quel pezzo non con la mia voce, ma facendo anche una forzatura sul mio timbro vocale era quasi una missione impossibile.
Sono contenta del risultato perché è stata una prova doppiamente difficile perché avevo il peso della responsabilità di omaggiare Antonella Ruggiero che è un artista molto complessa.
Nel programma ti viene richiesto di essere tale e quale e quindi la difficoltà ulteriore è quella di andare a fare delle forzature proprio sul suono e sulla timbrica che naturalmente una persona avrebbe nel modo di cantare. C’è, quindi, un doppio lavoro. È stato molto difficile, però sono soddisfatta dei risultati.
Hai partecipato anche ad Amici nel 2013 e proprio in quell’occasione hai conosciuto Greta Manuzi, insieme alla quale hai creato nel 2016 il progetto Le Deva. Nel tuo futuro porterai ancora avanti parallelamente la tua carriera solistica e quella con Le Deva?
Non sono una persona che si pone dei limiti; spesso in Italia una cosa esclude l’altra.
Io penso che, invece, proprio come succede in altri paesi del mondo, si possono perseguire più strade, non è importante il contenitore, ma il contenuto.
Io nella vita faccio musica, quindi posso fare musica da sola, con Le Deva, posso scrivere dei pezzi per altri artisti o fare un duetto con un altro artista, non escludo nulla.
Sicuramente nel mio futuro continuo a vedere questo mestiere. Continuo a vedere una Verdiana che continua a vivere di musica perché è stata la mia scelta sin da piccolissima e la vivo a 360 gradi nella mia giornata, da quando mi sveglio la mattina fino a quando vado a letto.
Oltre la Verdiana de Le Deva e la solista c’è anche quella che da 10 anni ha aperto due accademie musicali in Calabria, dove studiano oltre cento ragazzi, ed è una grande soddisfazione vedere la tua passione trasmessa alle nuove generazioni di artisti che verranno.
Nel mio futuro quindi continuo a vedere sempre e solo musica.
Con Le Deva abbiamo altri pezzi ancora nel cassetto che devono uscire e ho anche dei pezzi che sono miei, che raccontano un po’ troppo Verdiana e che quindi non sono adatti ad essere condivisi.
I pezzi Le Deva devono essere anche adatti per donne con vocalità diverse e non è facile scrivere sempre dei brani che si adattino bene a tutte e tre.
Abbiamo due cassetti separati che continuano a andare avanti e a riempirsi.
Allora, non vediamo l’ora di vedere chi diventerai nella puntata di venerdì 18!
Certo, a presto!

Per ogni cosa c’è un posto
ma quello della meraviglia
è solo un po’ più nascosto
(Niccolò Fabi)