“Le lune di Giove” è il nuovo singolo di Tommaso Imperiali, che segna anche il debutto ufficiale dell’artista con l’etichetta Altavibe Music.
“Le Lune di Giove” è una ballad che mette in parallelo i rapporti umani, che trovano la forza di andare avanti malgrado siano segnati da incertezze e vicissitudini, e il calore che sprigionano le lune di Giove, che si scaldano a vicenda per poter sopravvivere.
La curiosità del brano è nel suo poter essere applicata a qualsiasi tipo di rapporto umano, che sia tra amici, amanti o genitori e figli.
Il testo mescola malinconia e speranza e celebra la caparbietà di chi si aggrappa fino all’ultimo a tutto quello che si è condiviso con l’altro, tramutando un addio in un arrivederci.
A un anno dall’uscita del suo album d’esordio “Meccanismi di difesa”, con “Le Lune di Giove” Tommaso Imperiali torna a ricalcare lo stesso collaudato schema in cui il cantautorato classico si unisce a sonorità decisamente più rock.
Imperiali, classe 1999, ha iniziato la sua carriera con i Five Quarters, guadagnando successo nella scena comasca. Il suo stile si ispira a cantautori come Fossati e Brunori Sas, con influenze internazionali come Glen Hansard.
Dal 18 gennaio, data di uscita del singolo, Tommaso è impegnato in alcune date live di presentazione, sempre accompagnato dalla sua band.
INTERVISTA
Ciao Tommaso,
è appena uscito il tuo nuovo singolo, che tra l’altro, ha un titolo abbastanza particolare; ti va di raccontarci da cosa hai tratto ispirazione?
l singolo è uscito venerdì scorso (17 gennaio) e si intitola “Le lune di Giove”.
La storia che narra e dalla quale ho tratto il titolo l’ho letta in un articolo in cui mi sono imbattuto per caso: “Le lune di Giove bruciano per scaldarsi a vicenda”, che mi è sembrata subito un’immagine tenerissima.
Io, in realtà, non so niente di astronomia, né di pianeti, però l’idea di queste lune che, nel buio dell’universo, nel freddo, nel silenzio, bruciano per scaldarsi a vicenda per dare forza a quella accanto, mi ha colpito molto.
Ho, quindi, cercato di raccontare una storia che trasponesse sul piano umano questa dinamica.
“Le Lune di Giove” parla di come i ruoli in una relazione cambino anche in funzione delle esigenze. Qual è il tuo punto di vista in questa canzone. Lo spettatore o il protagonista?
Nel video ho provato a pormi nella condizione dello spettatore, di colui che racconta questa storia, forse per tirarmi fuori da quello che ho cantato e cercare di evitare di raccontare qualcosa di eccessivamente autobiografico o autoreferenziale, anche se, sicuramente, ho attinto anche dalle delle mie esperienze personali.
L’idea era di raccontare qualcosa che fosse il più universale possibile; volevo esplorare questa dinamica come uno spettatore coinvolto.
Mi fa molto piacere che ci siano diverse interpretazioni perché, quando uno riesce a vedere sé stesso in una canzone, vuol dire che l’ha fatta sua.
Mi interessava raccontare la dinamica di un rapporto in cui, a un certo punto, c’è un’inversione di ruoli che nel testo è esplicitato dalla frase: “adesso tocca a me, per un secondo, diventare quello che tu sei per me ogni giorno”.
In questa frase ci possiamo vedere una coppia amorosa, piuttosto che un rapporto padre e figlio, o tra amici; quello che è sempre stato colui che consola e che dà sicurezza si trova ad aver bisogno di conforto, di un sostegno ed è questo il momento che questa canzone va a fotografare.
Nel brano è importante preservare il calore che si sprigiona anche solo stando vicini. Cosa ti tiene al “caldo”?
Tante cose. Sicuramente la musica in generale, ma, se mi chiedi chi è che mi tiene più al caldo nella mia vita, sono i ragazzi con cui condivido questo mestiere e questa parte di vita e di palco, da dieci anni.
Inoltre, nella band abbiamo vissuto diverse volte la dinamica di cui parlo nella canzone, quando qualcuno ha vissuto un momento di sconforto e, a un certo punto, ha pensato di mollare tutto. Ma è sempre successo che qualcuno degli altri, a turno, lo abbia incoraggiato ad andare avanti, a non mollare e a vedere i sacrifici che si fanno come uno step in più verso il nostro sogno.
A questo punto devo chiederti che importanza hanno per te gli amici di sempre, come la tua storica band che ritroviamo anche nel video?
Sono veramente fortunato ad aver trovato le persone con cui condivido le giornate dai tempi del liceo, dove ci siamo conosciuti.
La nostra è una condivisione a tutto tondo della musica, sia la parte lavorativa di scrittura dei pezzi e dei live, ma anche come passione. Andiamo ai concerti insieme, ci troviamo ad ascoltare i dischi, passiamo le serate a parlare di musica e penso che, quando lavoro e amicizia vanno di pari passo, sia la cosa più bella.
Hai già in programma alcune date, come è strutturato il tuo live?
Il live è la parte fondamentale di tutto questo percorso.
Mi piace scrivere le canzoni, mi trovo a mio agio nella parte di scrittura e di arrangiamento in studio, però il fine è sempre il portare le canzoni dal vivo perché è lì che vedi veramente se una canzone funziona.
Sabato scorso abbiamo fatto un release party a Como e vedere delle persone che cantano le tue canzoni, compreso l’ultimo singolo, e leggere nei loro occhi che stai raccontando qualcosa che li sta emozionando, è la parte sicuramente più bella.
Peraltro, tornando al discorso della band, loro mi accompagnano solo per la parte live, mentre per la parte di studio, lavoro con il mio produttore Lorenzo Cazzaniga, quindi, con loro condivido il divertimento maggiore, quello del palco.
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Per ogni cosa c’è un posto
ma quello della meraviglia
è solo un po’ più nascosto
(Niccolò Fabi)