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STONA: “Ci faremo bastare i ricordi” – recensione album

by Redazione Web
STONA

È disponibile in digitale “CI FAREMO BASTARE I RICORDI(Pirames), il nuovo album di STONA, cantautore che trasforma esperienze di vita intensa in canzoni memorabili. 

CI FAREMO BASTARE I RICORDI(https://pirames.lnk.to/CiFaremoBastareiRicordi) offre uno sguardo profondo sul presente, esplorando temi che vanno dalla crisi sociale alla libertà individuale, senza tralasciare la fragilità umana. Tra storie di redenzione e rinascita, CI FAREMO BASTARE I RICORDIracconta vicende che spaziano dalla realtà carceraria alla sorprendente storia di Gaspare Mutolo. Prodotto da Lorenzo Morra, il disco si distingue per un sound ricercato e coinvolgente, che alterna ballad intime, riff incisivi e sperimentazioni strumentali, con l’obiettivo di restituire la complessità della realtà contemporanea attraverso la musica.

STONA – “Ci faremo bastare i ricordi”: recensione

Con “Ci faremo bastare i ricordi”, il cantautore piemontese Stona (Massimo Stona) firma il suo progetto più maturo e consapevole. Pubblicato nel 2025 per Pirames International e prodotto da Lorenzo Morra, l’album si muove con eleganza tra canzone d’autore, pop contemporaneo e riflessione sociale. È un lavoro che parla al presente, ma che guarda con rispetto al passato – proprio come suggerisce il titolo.

Un disco che parla al nostro tempo

Sin dalla traccia d’apertura, La Resistenza, si percepisce chiaramente l’ambizione del progetto: restituire una lettura critica e personale del mondo attuale, senza rinunciare alla profondità emotiva. In un’epoca dominata dalla disillusione e dalla perdita di punti di riferimento, Stona sceglie la strada della consapevolezza, raccontando storie di fragilità, speranza, e trasformazione.

Il filo conduttore è la memoria: ciò che resta quando tutto il resto si sfalda. I ricordi diventano rifugio, ma anche punto di partenza per ricostruire il senso delle cose.

Tra cronaca e introspezione

Uno degli elementi più interessanti dell’album è la sua capacità di tenere insieme il personale e il collettivo. Un esempio emblematico è il brano ispirato alla vicenda di Gaspare Mutolo, ex mafioso diventato pittore: una storia vera che Stona trasforma in metafora potente di redenzione e rinascita.

Ma c’è spazio anche per l’intimità quotidiana, come accade in Confucio, dove il silenzio e l’incomunicabilità diventano simboli delle relazioni che si sgretolano nel non detto.

Un suono curato e coerente

Musicalmente, l’album si muove con equilibrio tra arrangiamenti minimali e momenti più pieni, alternando ballad intime e brani più carichi. Si sentono influenze della tradizione cantautorale italiana, ma anche aperture verso sonorità più moderne, a tratti elettroniche, a tratti rock.

La produzione di Lorenzo Morra è precisa, ma mai fredda: ogni suono ha una funzione narrativa, ogni pausa serve a far respirare il testo.

Un racconto sincero e necessario

Ciò che colpisce davvero in “Ci faremo bastare i ricordi” è la sua sincerità. Stona non cerca pose, né si rifugia in estetismi: scrive per comunicare, per condividere. La sua voce – a volte fragile, a volte più decisa – accompagna l’ascoltatore lungo un percorso che è prima di tutto umano.

È un disco che chiede tempo, attenzione, ascolto profondo. E che restituisce, in cambio, emozioni autentiche.

Un disco non per tutti, ma per chi vuole sentire

Non è un album immediato, né pensato per la rotazione radiofonica. Potrebbe risultare impegnativo per chi cerca leggerezza o intrattenimento facile. Ma per chi è disposto a mettersi in ascolto, “Ci faremo bastare i ricordi” è un lavoro intenso, che parla con coraggio di ciò che spesso preferiamo ignorare.

Conclusione

Con questo disco, Stona conferma di essere una delle voci più sincere e interessanti del panorama indipendente italiano. Non ha paura di esporsi, di raccontare il dolore, ma anche la bellezza nascosta nei dettagli. In un mondo in cui spesso le parole si sprecano, lui sceglie quelle giuste, e lo fa con stile.

Voto: 8/10        
Un album profondo, ben costruito e necessario. Per chi ama la canzone d’autore che sa ancora parlare al cuore e alla coscienza.

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