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Matthew ci parla del singolo “Hai lasciato qui ogni cosa” – INTERVISTA

by Alessia Andreon
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“Hai lasciato qui ogni cosa” è il nuovo singolo di Matthew, che inaugura un percorso più maturo, dettato dall’esigenza di esternare sentimenti e paure sotto forma di canzoni.

Matthew ha partecipato ad Amici 23, talent che gli ha dato notorietà e nel quale aveva dimostrato la sua attitudine per il folk, il pop e il rock.

Ha iniziato a suonare a 18 anni la chitarra e, quasi contemporaneamente, a scrivere i suoi primi brani, spinto da un’urgenza personale che in pochi anni lo ha portato a crescere velocemente e a trovare una voce riconoscibile.

Nei suoi brani si avvertono le influenze di Noah Kahan, Kaleo e James Bay, ma sempre filtrate dalla sua storia e dal suo vissuto. La sua musica nasce da ciò che lo segna davvero: resistenza, solitudine, amori che lasciano cicatrici, ma anche il peso delle assenze e delle sfide che la vita ti mette davanti. Ogni canzone diventa un modo per trasformare il dolore in forza.

Il team è composto da Francesco Frè Monti, con cui Matthew condivide un’intesa artistica che si traduce in un dialogo continuo fatto di scrittura, arrangiamenti e produzione, trasformandosi in una ricerca comune, e da Lorenzo Galli, che cura l’immagine e la parte visiva del progetto. Insieme contribuiscono a definire un percorso che vuole portare in Italia un pop-folk-rock autentico, intenso e capace di lasciare il segno.

“Hai lasciato qui ogni cosa” è la corsa disperata di chi non riesce a lasciar andare. È il fiato corto e i brividi che restano addosso anche quando l’amore o una presenza cara se ne sono andati; una confessione con le ossa rotte.

Commenta l’artista a proposito del nuovo singolo:

«Hai lasciato qui ogni cosa è una delle canzoni più vere che ho scritto. Parla di quello che resta quando perdi qualcuno o qualcosa che conta davvero. È dolore, ma anche quella forza disperata che ti spinge a non mollare anche quando hai perso tutto. Questa canzone la dedico a mio padre.»

Nel videoclip di “Hai lasciato qui ogni cosa” l’artista si presenta in una performance essenziale e intima, seduto su una sedia al centro della stanza mentre la telecamera gli gira intorno. La luce filtra da una tapparella e richiama l’alba che lentamente rischiara la scena, fino a richiudersi nel buio con la fine della canzone. Un concept semplice ma potente che riflette il tema del brano, la lotta interiore tra oscurità e ricerca di luce.

Di seguito qualche battuta che abbiamo scambiato con Matthew all’indomani dell’uscita del suo nuovo lavoro discografico:

“Hai lasciato qui ogni cosa” trae la sua forza dal tema del distacco da una persona cara. Come
mai hai scelto di ripartire proprio con un brano così intimo?

    Perché non volevo fingere. Ripartire da dove fa male è l’unico modo per ricominciare davvero.

    Nei tuoi lavori cerchi di trasformare il dolore in forza, forse perché per te la musica ha
    rappresentato questo?

    Sì. È sempre stata la mia ancora, il modo in cui trasformo la paura in qualcosa di vivo.

    Nella tua musica si avverte chiara l’influenza del folk, oltre che del pop e rock. Cosa ti lega a questi generi?

    Sono solo tre modi diversi di dire la stessa cosa. Tutti nascono da un’urgenza, da un bisogno di raccontare.

    Il grande pubblico ti ha conosciuto nella scuola di Amici. Ti sei pentito di aver lasciato quel
    percorso o, tornando indietro lo rifaresti?

    Credo nel destino, quindi ti rispondo con un no. A volte per ritrovarti devi avere il coraggio di perdere tutto.

    Come si è evoluto il tuo percorso musicale dopo quell’esperienza?

    Ho lavorato molto su me stesso, ora so chi sono.

    Questo singolo apre la strada ad un nuovo progetto?

    Sì. È l’inizio di un percorso più maturo e più libero, fatto di canzoni che respirano davvero.

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