“Olio Essenziale” è il titolo dell’album d’esordio della giovane artista italo-libanese Sbazzee, ricco di colori e sfumature, che vanno a sensibilizzare l’ascoltatore su temi come le disparità di genere e le diseguaglianze.
In queste dieci tracce Sbazzee cerca di lenire le ferite che, per prima, ha provato sulla sua pelle, attraverso un cantautorato audace e sperimentale che viaggia dalle sonorità cinematiche a quelle dell’R&B e del soul, ma con chiari riferimenti al pop-indie contemporaneo.
“Olio Essenziale” si propone come un viaggio nelle innumerevoli sfaccettature musicali e nelle profondità della coscienza della cantautrice: non è un caso che l’album abbia come colore identitario il lilla dell’olio di lavanda, che è tra le essenze più comuni con proprietà sedative, ansiolitiche e antidepressive.
Nulla è lasciato al caso e Sbazzee ha giocato con visioni e idee sonore in immagini e colori, associando al beneficio degli oli essenziali le sue varie anime ed urgenze interiori, lasciandosi curare idealmente dagli effetti delle essenze naturali.
INTERVISTA
Ciao Sbazzee,
“Olio Essenziale” è un album sincero, dalla forte personalità e con una spiccata sensibilità verso tematiche delicate come la salute mentale e la disparità di genere. Come ti sei avvicinata a questi argomenti?
Vivendo in prima persona certe dinamiche mi sono resa conto che la mia esperienza personale fosse anche collettiva e simile a quella di tante altre persone e sentivo la necessità di parlarne e destigmatizzare sia per me stessa che per chi mi ascolta.
L’album mescola le tue varie anime musicali, cercando di unire alla tua voce, molto delicata, l’indie-pop/R&B e le tue radici culturali. La mia sensazione è che “Olio Essenziale” servisse, in primo luogo, a farti una carezza…. È così?
Sì, il concetto è questo: come gli oli essenziali calmano alcune inquietudini, anche la musica può avere un effetto lenitivo.
Ad anticipare l’album sono usciti ben quattro singoli, alcuni dei quali già nel 2023. Ha avuto una lunga gestazione? Sei soddisfatta del risultato?
Alcune canzoni risalgono addirittura al 2022, sono rimaste in agguato per aspettare la giusta occasione, ma ora sì, sono davvero contenta e fiera di tutto il lavorone che è stato fatto.
Hai dichiarato: “La troppa consapevolezza del mio malessere è sia la mia rovina che la mia fonte di ispirazione: fortunatamente anche i disagi più grandi diventano poetici quando messi in musica”. Mi ha colpito molto, vista la tua giovane età…
Oltre che alla consapevolezza, credo che trasformare in musica il proprio dolore o comunque un’esperienza difficile da verbalizzare serva anche a dare un senso compiuto a quello che ci succede: è come fare un passo indietro e riuscire ad inquadrare il tutto da un ulteriore punto di vista.
Sei stata finalista di Music for Change e del Premio Bindi 2024 e hai vinto il Premio Musa Factory. Tutti questi riconoscimenti premiano il tuo impegno sociale di questi anni? Hai scelto di farne la tua cifra stilistica?
Sì, più che una scelta è stata una conseguenza di quello che sono nella vita di tutti i giorni: una persona che ha a cuore tematiche sociali, che cerca di dare voce ai disagi e creare una narrazione di amore più inclusiva e realistica.

Per ogni cosa c’è un posto
ma quello della meraviglia
è solo un po’ più nascosto
(Niccolò Fabi)